GOT 8, pagellone della terza puntata

Avete visto la terza puntata dell'ottava stagione di GOT? Noi, sì! Eccovi il nostro pagellone del terzo episodio de Il Trono di spade

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Terzo appuntamento con il pagellone dedicato a GOT. Avete visto la terza puntata?

GOT, il pagellone della terza puntata.

  • Sansa, 6,5

Neanche il tempo di finire la potente frase “non abbandonerò la mia gente” che è già accomodata giù nella cripta bellina e ben vestita, al calduccio e protetta, tipo le stronze della prima classe sulle poche scialuppe del Titanic. A neanche metà massacro ha concupito il suo ex marito nano e rubato il primo cavaliere alla cognata rivale. Il tutto non sprecando neppure un bacio. Chiaramente sopravvissuta alla carneficina senza subire un graffio al faccino o all’outfit perfetto, la Sexy Lady di Grande Inverno è pronta a partecipare al gioco del trono e fare scherzetti. Se gli sceneggiatori le vanno in ulteriore aiuto la doteranno pure di un eunuco sgargiante e dell’esercito Tully, per farla graffiare a dovere. La gatta sulla cripta che scotta.

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  • Theon Greyjoy, 8

Strano incrocio tra il principe Vegeta, Mauro Icardi e il bambino tedesco de L’amico ritrovato, la nostra piovra preferita è il protagonista di una grande saga sul senso dell’identità e della famiglia, il tradimento e l’amicizia, con tanto di sacrificio finale. Tra tutti si doveva immolare proprio per l’apatico Bran, rispetto al quale il test di fisica il lunedì mattina ci appare oggi uno spasso cui tributare nostalgia e rimpianto. E tuttavia il corvo con tre occhi, in un’eccezionale pausa dall’estasi alienata -stile gaudente vecchietta su un dildo- con cui si è approcciato al massacro notturno, gli concede un intenso:

Theon sei un brav’uomo, ti ringrazio.”

A pensarci è una frase che noi non doniamo più neanche ai facchini in congedo o al testimone di Geova accompagnato alla porta ma è il massimo che passa in convento. L’eroico attacco al Re della Notte e la gloriosa morte, dopo aver compiuto una strage di zombie, lo fanno somigliare addirittura a Leonida. Ma soprattutto sono le ultime commoventi cartoline di un grande viaggio di scoperta, infamie e redenzione che l’ha portato ovunque, anche all’inferno, e infine a casa sua e nei nostri cuori. Una piovra per amica .

 

  • Beric Dondarrion, 8

Non è più l’unico a brandire una spada infuocata ma evidentemente la sa usare meglio dei dothraki. Il cavaliere risorto porta una benda nera sull’occhio perso come un pirata, ma é il più angelico di tutta la sgangherata gang del tumultuoso snuff party di Winterfell. Dopo aver gareggiato sul numero di morti con Crilin di Dragonball e sulle resurrezioni migliorative con Quagliarella della Samp, il nostro finalmente si congeda. Non prima di aver ammazzato un buon numero di zombie, aver richiamato il Mastino al suo ruolo di protettore di Arya e aver lui stesso salvato la giovane lupa, garantendo la vittoria degli assediati. Sembra un grande mediano tutto corsa e contrasti che, dopo aver salvato la squadra e permesso ai bomber di lasciare la firma in una finale di Champions, si fa espellere a un secondo dal triplice fischio solo perché non è tipo da festeggiamenti. Il dio della luce sarà fiero di lui. Eroico, solidale e low profile, è il probabile nuovo papa straniero della sinistra italiana.

  • Jorah Mormont, 8 

Va alla carica comandando la cavalleria dothrakhi lanciatissima al buio contro il nemico ma prende cazzotti e torna con la coda tra le gambe come la Juve con l’Ajax. Si rifà ammazzando tanti non-morti in questo sfarzoso remake di Resident Evil, e soprattutto salvando ripetutamente la sua regina e amata Daenerys che eppure non gli aveva mai dato né la spilla da primo cavaliere né altro. Muore eroicamente dopo un numero di coltellate superiore ai miliardi del nostro debito pubblico, abbracciato dalla sua donna, entrambi avvolti dal drago in una sorta di fantasy presepe laico un po’ più triste. Il consiglio dato alla cuginetta Lyanna di stare al riparo dalla mischia è stato rigettato al mittente con più fastidio e violenta dell’ennesima proposta insistita di lavaggio del parabrezza in mezzo alla strada, ma forse aveva un senso. Principe azzurro sfortunato. 

  • Jon Snow, 5 

Ormai siamo alla sindrome Harry Potter: protagonista solo perché raccomandato dallo scrittore, meno carismatico dei suoi numerosi amici, ovviamente chiamati a morire per lui, più prevedibile dell’elettricista palestrato in un film porno e sculato come il Real nelle recenti Champions. Alla vigilia della grande battaglia tra vivi e morti ci si aspettava un discorso motivazionale, parole coraggiose, retorica fitta d’epica e foriera di lacrime, come re Theoden e Aragorn in contesti simili. E invece il solito silenzio imbronciato da bel tenebroso da discoteca e un giro panoramico sul drago che ha inciso nel combattimento quanto Higuain al Milan. La scelta di spedire tutta la cavalleria dothrakhi contro l’oscurità per via centrale è un capolavoro che ricorda la stessa sagacia strategica proposta nella Battaglia dei bastardi. Prova a riscattarsi in zona Cesarini nel tentativo di salvare Bran a colpi d’acciaio ma riesce solo a farsi irridere dal Re della Notte che gli risponde resuscitando tutti i morti, inclusi quelli freschi freschi come gli amici del nostro. Lo stava per asfaltare il “drago cattivo” ma viene salvato last second da Arya, come tutti. Doveva essere Azor Ahai, il principe che fu promesso, il giustiziere delle tenebre, Terminator, Goku super sayan, colui che riportava la Coppa Campioni a Torino e chissà che altro, e per questo era stato resuscitato e pure rivelato Targaryen ed erede al trono. Ma finora è più un Harry Potter senza occhiali. 

  • Deanerys Targaryen, 6-

In mancanza di politica e dialoghi riesce a non prenderle dal primo che passa al bar e dice la sua. Tuttavia Tyrion sembra tradirla per la cognata lupacchiotta. Non si può dire che in battaglia le sia mancato il coraggio o l’outfit, anche se i suoi draghi non si sono rivelati così efficaci. Il Dracarys urlato con soddisfazione e la musichetta gioiosa ad accompagnare il fuoco scagliato sul re della notte ricordano le mille onde energetiche e la tempesta di fumo che i vari Junior e Tiensing scatenavano contro nemici più forti che puntualmente riemergevano dal fumo ridendogli in faccia. Imbraccia pure un’arma e uccide diversi zombie senza rovinarsi l’elegante total white da reginetta di Cortina d’Ampezzo. La salva quel Jorah che pure aveva violentemente friendzonato. Resta viva ma pure senza esercito, con un drago ferito e le serpi in casa. Platinata & traballante.   

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  • Bran, 5 

Sempre più inquietante fusione di Arisa, l’amica paralitica di Heidi, il tanto silenzioso quanto onnisciente Adriano Celentano e l’irreprensibile editor di Pornhub. Funziona come esca, meno come soggetto animato. D’altronde ha deciso di fare come Pietro Savastano in carcere: non parla, ostentando una colossale alienazione. E pensare avendo uno sguardo privilegiato sul passato e sul presente della storia umana potrebbe almeno dire qualcosa di interessante. Per esempio chi sia il Re della Notte oppure lanciargli una mezza battuta, così anche solo per vedere l’effetto che fa. Zoofilo e guardone, si fa possedere dai corvi e osserva lo spettacolo in estasi come una tardona che scopre dildi e vibratori. Almeno raccatta un pizzico d’umanità per il suo protettore Theon, benché più formale e gelido di un anziano milanese doc alle prese con loquaci e rumorosi camerieri meridionali al ristorante. 

  • Sir Brienne di Tarth, 7,5

Gliel’avete buttata tutti ma lei è ancora viva e vegeta, tipo il Berlusconi dei primi anni 2000, vincente contro tutti i pronostici e gli zombie comunisti. Ammazza un numero imprecisato di nemici e sopravvive, nonostante sia stata circondata, morsa e ferita più volte di tutti gli avversari di Frezeer, Lionel Messi e Mike Tyson messi insieme. Inverosimiglianza a parte è una simpatica conferma, in attesa del rafforzamento del rapporto con Jaime, il manifestarsi delle intenzioni della sua protetta Sansa e il ritorno di Cersei, l’altra bionda. Un cavaliere trionfa sempre sull’invidia e sull’odio degli estranei. 

  • Samwell Tarly, 7 

Riuscita fusione tra Neville Paciock e Samvise Gamgee, il nostro ciccione preferito si improvvisa pure scafato e furbissimo guerriero: la mossa del falso morto che combatte da sdraiato colpendo a tradimento farebbe sorridere Giulio Andreotti. In più gli sopravvivono pure la compagna e il figlio. In tempi in cui per ferire l’avversario lo si definisce “uno che legge libri” la riscossa di Samwell suona come una provocazione. Chissà quali consigli darà al suo amico Jon\Aegon. Intanto è sopravvissuto al buon Edd l’addolorato che lo sfotteva sulla sua tenuta bellica, e teoricamente è diventato pure lord. Gli sceneggiatori lo amano e lo stanno salvando a sfregio del principio di realtà, buon per lui e per chi l’ha preso al Fantagot al grido “è il tipico ciccione buono che non muore mai”. Secchioni fantastici e dove trovarli.

  • Jaime Lannister, 7,5

A vederlo distruggere zombie a ripetizione come neanche Milla Jovovich in Resident Evil non si direbbe affatto che ha perso la mano preferita. Gode pure lui dell’ampia generosità degli sceneggiatori verso tanti big della puntata, rigorosamente circondati, aggrediti e feriti ma non uccisi. Noi e Brienne ce lo godremo ancora, fino alla resa dei conti con l'(ex?) amata Cersei. Ma sta davvero diventando padre? Brizzolato, elegante e letale, e pure dotato di humour, sembra una specie di James Bond medievale. Ruggito vintage.

  • Gendry, 7

Per sua fortuna non deve parlare ma solo tirare mazzate, attività che gli riesce bene quasi quanto farsi rapire o scopare. Ogni tanto gridiamo alla televisione che lui è l’ultimo cervo e dovrebbero legittimarlo Baratheon, grande casata che non merita l’estinzione a causa di un po’ di coca cola finita sul copione. Fabbro hollywoodiano.

  • Lyanna Mormont 8 

Il gigante e la bambina stavolta non è la canzone di Dalla e Ron ma il titolo di un film horror. La piccola orsetta ha deciso di ignorare i consigli paterni del cugino maggiore e, al contrario di lady Sansa, per non fare nomi, affronta tutta la battaglia. Prima da comandante, impartendo ordini e organizzando l’ultima difesa, e poi da guerriera. Era la più piccola e improbabile sfidante del terribile gigante zombie che le aveva trinciato tutti gli uomini grandi e grossi, eppure, da morente, è l’unica che lo colpisce, uccidendolo. Si immola per la causa, esito coerente per un personaggio che dell’intransigenza, dell’onore e del coraggio aveva fatto le sue stelle polari, anche a costo di stare antipatica, insultare l’ex re del Nord che aveva fatto proclamare e rischiare il macchiettismo. Cadendo lei e Jorah, entrambi per amore, chi per il Nord, chi per una donna platinata, si estingue la casata Mormont il cui motto è “qui ci ergiamo” con un grande orso eretto in posizione da combattimento come vessillo. E nella nostra memoria si ergeranno sempre il vecchio lord comandante Jeor che per primo intuì il potenziale (?) di Jon Snow, lo stagionato ed esiliato cavaliere innamorato e la bambina terribile. Ciao piccola orsetta, negli anni 40 saresti stata una magnifica staffetta partigiana. 

  • Tyrion, 6,5

Scende di malavoglia nelle cripte portandosi il necessaire: alcool a volontà. Mentre infuria la catastrofe trova il guizzo per riavvicinarsi all’ex moglie Sansa e prospettare un tradimento. Guida donne, eunuchi e bambini in un felice nascondino e complessivamente sembra in forma. Con la brusca fine della vicenda Estranei ora ritorna la politica e lui può risalire in cattedra: a danno di chi? Nano risorto.

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  • Mastino, 7,5 

Sembrava un remake della battaglia delle Aque Nere, il mastino combatte forte ma a un certo punto lo sfavore del pronostico e il fuoco gli fanno salire il nichilismo e la voglia di mandare tutto a fanculo. Provvidenziale il suo amico Beric, versione santone, che gli indica Arya lassù sul tetto, braccata dai mostri, che lotta ancora pur prossima a farsi ammazzare, e lui allora si rianima e si lancia: salvarla è il senso della sua vita. E’ anche la missione assegnatagli dal dio della luce. Conclusa questa, lo aspetta il fratellone adorato. Altro che Hachiko, Marley, Balto, il Vagabondo e Lassie, il vero cane fedele e salvatore è Sandor Clegane. 

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  • Tormund, 7

Si vede poco ma lotta come un dannato e la scampa anche stavolta. Non è dato sapersi se deve la pellaccia più al fanservice o al latte di gigante. Bruto fortunato.

  • Lady Melisandre, 8,5 

Altro che Jessica Rabbit, Ginny Weasley, la cercatrice di pokemon Misty o Pippi Calzelunghe, da oggi il rosso è solo Lady Melisandre. 

L’arrivo inatteso con tanto di accensione di migliaia di spade dothrakhi è l’aggiornamento sexy del provvidenziale Gandalf. Illumina Arya sulla sua storia e il suo destino, motivandola e permettendole di salvare tutti, e si congeda da Grande Inverno e dalla vita con grande stile, permettendosi pure il nude look da vecchia. Grande personaggio, dotato di fascino e mistero, è forse la chicca della puntata. Accende anche la trincea last second con le sue preghiere incomprensibili. Fa fare la parte del rancoroso stordito a Sir Davos che gliel’aveva giurata per quella brutta storia di roghi e una bambina morta, ma è roba vecchia, oggi si celebre la sacerdotessa più sexy dei sette regni. Valentino, o chi per lui ora gestisce la maison, quando proporrà un degno vestito a lei ispirato? Aveva ragione Renly, con una come lei saremmo tutti grandi devoti. 

  • Arya, 9 

Manda la sorella-lady-signora a proteggere i suoi bei lineamenti nella cripta, che è finalmente giunto il momento delle bimbe ribelli, diversamente fighe e vestite male. Ammazza tanti zombie in giro per la location, tetti inclusi, gioca e vince al nascondino stile Silent Hill nei sotterranei con quelli che forse sono suoi lontani parenti resuscitati. Ma soprattutto prende coscienza di sè, aiutata da Melisandre che sussurra antiche parole giuste, e mette in fila tutti i passaggi e gli incontri che l’hanno accompagnata fino a quel momento e resa la grande assassina che è. Da Syrio Forel a Jaghen, passando per il Mastino, ha avuto grandi maestri. Lei li ha superati tutti e fa il grande balzo da ninja star condito dal gioco del pugnale volante. A farne le spese direttamente il Re della Notte. Il resto è la salvezza dell’umanità. Certo, i comandanti estranei potevano essere un po’ più vigili e la scena un po’ meno facile, ma la Montagna deve spaventarsi. Fossimo in Cersei concederemmo pure l’indipendenza al Nord, le migliori scorte di vino ai nemici e il parrucchiere di fiducia a Deny pur di farci depennare da quella lista. In una serie intelligentemente femminista come questa Azor Ahai, il principe che fu promesso per distruggere le tenebre è una ragazza che ha deciso di non fare la principessa. 

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  • Re della Notte, 5.5

La butta sulla quantità, cercando la vittoria per inerzia, puntando quasi esclusivamente sulla soverchiante superiorità numerica e i rinforzi infiniti. L’unico guizzo tattico il comandare ai suoi soldati di buttarsi in massa sul fuoco per spegnerlo e oltrepassare la trincea difensiva.

Negli scontri volanti con Jon e Deny, complice una fotografia quantomeno dark, non si capisce granché bene chi se la stia giocando meglio. Un drago prova a incendiarlo ma lui è immune, Theon prova a trafiggerlo ma viene subito annientato e Jon non riesce neanche ad avvicinarsi. Sembra andare tutto bene, Bran nel dubbio non si muove e non parla, ma ecco la sorpresina della lupa selvatica. Resta l’immagine sfocata di cattivo un po’ scialbo, troppo statico, di cui troppo poco si sa e che non sembra essersela giocata perfettamente. C’è una sensazione da occasione mancata, un miscuglio di delusione e incompiutezza, flop ed equivoci, tipo il ritorno di Ronaldo a Milano sponda rossonera, la Juve in champions, Basic Instinct 2, Alice in Wonderland di Tim Burton e tutto Dragon ball GT. 

  • Esercito Dothraki, 4

L’allegra cavalleria si lancia nel buio contro un’orda di nemici nascosti in grande polemica con l’arte della guerra. Eppure vedere tutti questi forti combattenti d’oriente a cavallo imbracciando spade infuocate prometteva bene. Ma era una illusione così ingenua che evidentemente meritava di essere frustrata malamente. Come il goal di Delvecchio contro la Francia nella finale degli europei olandesi, quella che ti sorride, gli exit pool in Sardegna, l’ultimo Woody Allen, il primo bonus al fantacalcio, l’ultima Mina, la collaborazione pagata, quello che ti sorride, l’abolizione della povertà per legge e l’imbarco al gate che sembra cominciare puntuale. E quindi i nostri guerrieri dalle lunghe code sono durati meno di un allenatore del Genoa, di un leone da tastiera sotto le lenzuola, di una conversazione su Hegel su Tinder e della dignità davanti al buffet. 

 

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Qui il link del pagellone della seconda puntata di GOT.

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