Tutti i film di Tim Burton dal peggiore al migliore

In occasione dell'uscita di Dumbo, ci siamo tuffati nel visionario mondo di Tim Burton. Abbiamo preso la sua filmografia e ci abbiamo giocato. Ecco il risultato.

tim burton

Tim Burton ha un pregio difficile da ignorare, vale a dire quello di aver creato uno stile e un mondo riconoscibili tra mille. Un immaginario così potente da diventare “collettivo” nel giro di pochi decenni. Tra alti e bassi, il mondo di Burton continua a esistere e resistere sotto i colpi del disincanto e degli anni che pesano sulle spalle, che anche ad un eterno bambino come Tim risultano difficili da ignorare.

In occasione dell’esordio di Dumbo nelle sale —  che, a quanto pare, secondo le prime recensioni è meraviglioso — vogliamo giocare con la filmografia di uno dei registi contemporanei più visionari.

Pertanto, ecco tutti i film di Tim Burton dal peggiore al migliore secondo La Scimmia.

18) Alice in Wonderland (2010)

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All’ultimo posto, senza rimpianti, c’è l’adattamento in live action del classico disney Alice nel Paese delle Meraviglie. Burton non riesce a far rivivere la magia del film originale e confeziona un prodotto freddo e privo di “carisma”. Uscito al cinema anche in versione 3D, tutto quello che ci ricordiamo è solo un gran mal di testa e tanto amaro in bocca.

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17) Il Pianeta delle Scimmie (2001)

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Se guardiamo le ultime tre posizioni, notiamo come l’attitudine di Burton a produrre remake non sia stata un’idea totalmente felice. Se per bruttezza Alice è imbattibile non è certo da meno il remake de Il pianeta delle scimmie. La pellicola originale del 1968 è un classico del cinema di fantascienza e Burton non ne sfiora nemmeno di un soffio la grandezza. Buon successo al botteghino, Il pianeta delle scimmie fece storcere il naso a parecchi critici, che puntarono il dito soprattutto sull’eccessivo e posticcio make-up (saranno gli effetti speciali il problema di Burton? Lo vedremo con Dumbo) e una sceneggiatura fin troppo debole. Unica nota felice: l’incontro tra il regista e la sua futura moglie Helena Bonahm Carter.

16) La Fabbrica di Cioccolato (2005)

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Altro giro, altro remake. Questa volta tocca ad un classico di Roald Dahl: La fabbrica di cioccolato. Più fedele all’opera cartacea rispetto al film del 1971, la trasposizione di Tim Burton ebbe un buon successo di critica e pubblico. Il Willy Wonka di Johnny Depp è riconoscibilissimo, ma nettamente inferiore a quello portato sullo schermo da Gene Wilder molti decenni prima, poiché sembra più un’imitazione di Michael Jackson che un personaggio vero e proprio. La fabbrica di cioccolato ha gli stessi problemi del live action di Alice, non suscita calore nel cuore dello spettatore ed è facilmente dimenticabile. Che sia tutta colpa di una CGI fredda e “imbolsita”?

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15) Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (2016)

Altro film tratto da un romanzo per ragazzi, Miss Peregrine non è stato un successo. Una CGI ancora una volta fredda e pesante privano di magia un racconto che ha fascino e un carattere ben definito. Se non proprio migliore dei titoli posti precedentemente in classifica, lo poniamo più in alto per un semplice motivo: è un buon film per bambini e ragazzi e niente più, non cerca di essere altro e si stabilizza dolcemente su una sufficienza risicata. Da ricordare, come sempre, una bellissima Eva Green.

14) Big Eyes (2014)

Big Eyes, film del 2014, dimostra che Tim Burton è un regista versatile. Questa caratteristica, però, non sempre porta a risultati all’altezza del suo nome. La vita di Margaret Keane (Amy Adams), pittrice degli anni cinquanta e sessanta, e del marito Walter Keane (Cristoph Waltz), il quale le rubava l’identità artistica, non rappresenta appieno la creatività di Burton ma senza dubbio resta la sua buona regia, che rende l’opera un buon biopic. Il film è stato accolto tiepidamente sia dal pubblico che dalla critica ed è scivolato ben presto nel dimenticatoio. Va ricordato senz’altro che Big Eyes ha un piccolo zoccolo duro di fan. Per noi è un’altra sufficienza risicata.

A cura di Giuseppe Benincasa

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13) Frankenweenie (2012)

La storia di un’amicizia e l’avventura surreale che ogni bambino desidererebbe avere; tutto questo è Frankenweenie. Un film che vuole combattere a suo modo ogni forma di pregiudizio, attraverso un intreccio dalle atmosfere gotiche e nostalgiche. Un’opera che vive di citazioni, di omaggi sentiti al cinema di genere e di tutto ciò che ha reso Tim Burton, un regista.

A cura di Davide Roveda

12) Dark Shadows (2012)

Con Dark Shadows Tim Burton sembra aver deciso di non rischiare troppo, per giocare “in casa”. Dopo aver reinventato il genere gotico infatti, il regista decide, nel 2012, di dedicarsi a un soggetto piuttosto convenzionale e in voga: i vampiri. Ma lo fa offrendo il proprio tributo a una serie tv, Dark Shadows appunto, che è stata la prima a portare sul piccolo schermo vampiri e lupi mannari. Negli anni ’60 la serie ha fatto impazzire tantissimi ragazzini americani e tra questi anche Tim Burton e Johnny Depp, che si riconferma ancora una volta, presenza irrinunciabile per il regista.

Se la serie prendeva certe tematiche molto sul serio, Burton invece applica agli eventi il solito filtro ironico che lo contraddistingue come regista e che rende i suoi film freschi e divertenti. Dark Shadows però, non è abbastanza divertente da poter essere definito un film comico; né è abbastanza spaventoso da far parlare di horror. Il film è piuttosto una summa di tutti i generi e di tutti gli elementi che, negli anni, hanno caratterizzato la filmografia burtoniana. A partire del cast con i soliti Johnny Depp – nel ruolo del protagonista Barnabas – ed Helena Bonham Carter – che ricopre invece un ruolo secondario. I due sono affiancati da Michelle Pfeiffer, Chloe Moretz ed Eva Green, che arriva a portare un’esplosiva carica erotica nel cinema di Burton. L’effetto non è solo gotico e barocco, ma anche estremamente pop, con le musiche e i colori simbolo degli anni ’70, uno dei periodi più creativi, liberi e trasgressivi della storia più recente. Lo stesso regista sembra essersi catapultato in quell’epoca per lasciarsi ispirare… Dark Shadows è un caleidoscopio colorato e cupo allo stesso tempo, attraverso il quale si può vedere in sintesi l’universo burtoniano!

A cura di Valentina Giua

11) Pee – wee’s Big Adventure (1985)

Pee-wee’s Big Adventure è uno strampalato film a metà strada tra un road movie e un film comico. Non nella caratterizzazione del personaggio ma nelle scene grottesche e surreali si distingue l’inizio del percorso di Tim Burton. Un esordio luminoso che è diventato ben presto un cult aprendo le porte della grande Hollywood al suo regista. Pee – wee ha portato Burton direttamente a Gotham City.

A cura di Giuseppe Benincasa