Tutti i film di Tim Burton dal peggiore al migliore

In occasione dell'uscita di Dumbo, ci siamo tuffati nel visionario mondo di Tim Burton. Abbiamo preso la sua filmografia e ci abbiamo giocato. Ecco il risultato.

5) Batman – Il ritorno (1992)

tim burton

Dopo il grande successo del primo film dedicato al Cavaliere Oscuro sembrava naturale la produzione di un seguito. In realtà la cosa non piaceva a Burton e si convinse solamente proponendo un film molto slegato dal precedente. Molti legami con il primo Batman vengono infatti recisi e Batman – Il Ritorno è riuscito così ad avere una propria luce. In questo sequel possiamo innanzitutto trovare ben tre nuovi villain che cercano di mettere i bastoni tra le ruote all’uomo pipistrello.

Pinguino è l’avversario su cui ruota tutta la pellicola. Lo straordinario personaggio, impersonificato da Danny De Vito, è l’ago della bilancia tra il protagonista e l’altro avversario Max Shreck, personalità di spicco dell’industria di Gotham City. A condire la trama vi è anche la presenza di Catwoman, personaggio criptico che si sbilancia tra bene e male.

Il periodo natalizio aleggia su tutto il film, aumentandone notevolmente la componente gotica e grottesca, firma del regista. La Gotham City ritrova forme più derivate dall’immenso Metropolis di Lang, mostrandone una nuova identità e una rinnovata cura maniacale. Le interpretazioni dei protagonisti sono superbe e, insieme all’impareggiabile lavoro musicale che rivede Danny Elfman alla composizione, riescono a confinarci all’interno di un mondo tanto fittizio quanto reale.

A cura di Claudio Faccendi

4) Beetlejuice – Spiritello porcello (1988)

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Il secondo lungometraggio di Burton ci porta nella dimensione più burtoniana del termine. Con questo film infatti escono fuori tutte le creature, il gotico e le fantasie del regista. A condire la pellicola anche un cast stellare, composto da attori con pochissimi film alle spalle, seppur di successo. Alec Baldwin, Geena Davis, Jeffrey Jones, Catherine O’Hara, Winona Ryder, sono tutti grandi interpreti che hanno visto la consacrazione con Beetlejuice. Menzione d’onore a Sylvia Sidney, attrice che interpreta l’assistente tombale nel film, la quale ha lavorato con registi del calibro di Alfred Hitchock, Fritz Lang e William Wyler.

Nel ruolo del personaggio chiave del film troviamo un grandioso Michael Keaton. Beetlejuice è infatti un personaggio tanto carismatico quanto sfaccettato. Grazie al suo carisma, la pellicola si trasforma ogni volta che fa la sua presenza.

All’interno del film possiamo trovare alcune intuizioni uniche nel suo genere. Dai grossi e grotteschi Vermi delle Sabbie, all’aldilà descritto come un trafficato e inglorioso centro di smistamento. La scena in cui i coniugi Maitland possiedono il corpo degli ospiti intonando le note di Day-O (Banana Boat Song), è sicuramente uno degli apici massimi dei film del regista.

A cura di Claudio Faccendi

3) Big Fish (2003)

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Big Fish è un’avventura, quella di una vita. Una fiaba che porge un’invito genuino ad abbracciare l’esistenza ed aprirsi al suo lato più folle ed improbabile. Tim Burton, attraverso quest’opera, sembra suggerire l’importanza di soverchiare gli schemi più monotoni e di trovare quel pizzico di follia anche nell’ordinario. Un’opera che riesce a mescolare al suo interno vari generi, liberando quindi tutta la fantasia creativa dell’autore e dando origine ad una storia al limite dell’assurdo, ma non per questo meno credibile. Big Fish è tutto ciò che l’uomo vorrebbe che fosse, ma che in realtà non è. Una parabola amara sull’esistenza e per tutti quei sognatori che non possono fare a meno che immaginare una gioiosa illusione al posto di una più noiosa e grigia esistenza.

A cura di Davide Roveda

2) Batman (1989)

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L’uomo pipistrello ideato da Burton fu un clamoroso successo di critica e pubblico. La Warner acquistò i diritti cinematografici di Batman precisamente dieci anni prima l’uscita del film. In questo periodo ci furono cambiamenti e stravolgimenti di cast e staff. Burton fu ingaggiato per dirigere la pellicola solo nel 1986. Una delle curiosità più note fu la presa di posizione del regista per il ruolo del protagonista.

Per vestire i panni del paladino di Gotham City, Burton scelse Michael Keaton. I due avevano già lavorato insieme nel grande successo Beetlejuice. La produzione, e ancora meno i fan del fumetto, furono entusiasti per la scelta. Keaton aveva lavorato, fino a quel momento, solamente in commedie leggere. La paura dei fan ricadeva proprio su questo, volevano un film che si accostasse maggiormente alla figura dell’uomo pipistrello raccontato da Alan Moore e Frank Miller e non alla demenziale serie televisiva dedicata all’uomo pipistrello.

Anche per il ruolo dell’antagonista furono presi in considerazioni grandi attori del periodo. La scelta ricadde su Jack Nicholson. Il Joker fu riscritto lungo le riprese anche grazie ai consigli dell’attore.

Il risultato fu un enorme successo internazionale. Batman di Burton entrò immediatamente nell’immaginario collettivo portando gli spettatori in una Gotham City fredda e oscura. Un’opera che riporta a schermo tutta la potenza grottesca della lotta tra Batman e la nemesi Joker. Ogni personaggio e ogni dinamica all’interno del film era veicolata per accrescere le personalità dei due protagonisti. Un film che viene premiato per l’enorme cura scenografica e per ogni dettaglio. Dall’architettura degli edifici alla Batmobile, tutto è stato studiato e modellato secondo i criteri dell’opera, così da dare una coerenza a un film basato su un personaggio complesso come quello di Batman.

A cura di Claudio Faccendi

1) Edward mani di forbice (1990)

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Edward mani di forbice è il quarto film di Tim Burton ed è del 1990. Con Johnny Depp e Winona Rider, è diventato fin da subito un cult che continua a colpire molte generazioni.

E’ una fiaba moderna ambientata negli anni ’90, in un inquietante e strambo sobborgo americano di periferia, che viene improvvisamente sconvolto dalla comparsa di Edward. Edward è una creatura tecnoumana creata dall’Inventore (creato appositamente su Vincent Price) che tuttavia, morendo prima di terminarlo, ha posizionato delle forbici al posto delle mani. Una storia strana, a primo impatto, che si dimostra essere una delle più commoventi di tutta la storia hollywoodiana.

E infatti, anni dopo anni, Edward, con tutte le sue diversità, risulta sempre più vicino agli spettatori. E’ un personaggio gotico, solo, escluso dal mondo ed evitato dalla gente, che al tempo stesso si sente insicuro e debole come un bambino. Un po’ quello che siamo tutti noi insomma, ed è proprio il personaggio a cui ha dato vita Depp che fa sì che il film di Burton sia un successo al di là del tempo.

Se ci si ricorda poi del bellissimo rapporto Ryder – Depp (in quel tempo uniti anche nella vita reale), ci si commuove al ricordarsi la loro storia e gli intensi sguardi privi di parole ma carichi di affetto.

Insegna l’amore, questo film, dimostrando come anche un ragazzo strano possa essere tenero e conquistare le persone con la sua gentilezza e bontà. E il messaggio è ancora molto più profondo; quello di andare al di là di apparenze e pregiudizi e guardare al buono delle persone, e cosa vi è nel loro animo.

Il finale, ancora più emozionante e commovente, riflette ancora una volta la realtà, con il continuo ed eterno vivere di Edward e l’invecchiamento della bella Kim.

Inutile nascondere che questa è probabilmente l’interpretazione più sincera e spettacolare di Depp, che era quasi all’inizio della sua carriera; e proprio dopo questo film nacque un grande sodalizio con Burton.

A cura di Dafne Vicario

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