Tutti i film di Tarantino classificati dal peggiore al migliore, secondo la Scimmia

0
55129

Fare una classifica dei film di Quentin Tarantino è come quando da piccolo ti chiedevano chi sceglieresti tra il babbo e la mamma. Partendo dal presupposto che nessuno di noi ha mai visto un film brutto girato dal cineasta americano, abbiamo comunque provato a classificarli, secondo il voto di ogni redattore, e presentarveli in questo articolo, scritto a più mani. Buona lettura.

8) Grindhouse – A prova di morte, 2007

Ehi, Pam, ti ricordi quando ho detto che quest’auto era a prova di morte? Non dicevo una bugia… quest’auto è al cento per cento a prova di morte. Ma per godere di questo vantaggio, tesoro, dovresti essere seduta esattamente dove sono io!

All’ottavo posto un film troppo spesso ignorato, Death Proof guadagna 53 punti.

Firmato Quentin Tarantino è uno dei segmenti che compongono il dittico pulp che il regista di culto produsse insieme a Robert Rodriguez. Omaggio ai film d’exploitation (le Grind-house difatti erano dei cinema famosi per la proiezione di pellicole pornografiche e serie di B-movie), Death Proof è pura libertà espressiva. Un tripudio di adrenalina dai toni pop che con immagini sconnesse e una regia intenzionalmente scomposta, ricorda e cita alcune pellicole degli anni 60/70 come Faster, Pussycat! Kill! Kill! di Meyer.

Stuntman Mike (Kurt Russell) è un vecchio stuntman killer. Segue tre ragazze al Guero’s, locale di Austin (Texas): Jungle Julia è la DJ più famosa del posto, Arlene e Shanna le sue migliori amiche, non meno disinvolte. Nel locale Stuntman Mike conosce Pam e non vede l’ora di farle provare il brivido di un giro sulla sua Chevrolet “A prova di morte”.

Tarantino da via al suo sfogo artistico autocitandosi liberamente, gonfia ed enfatizza il suo stesso Cinema in un gioco di clichè (belle donne, eccessi, automobili), personaggi stilizzati e caricaturali, dialoghi eccessivamente volgari e spigliati, completamente estraneo a qualsiasi comune logica narrativa.

Death Proof non sarà certo un prodotto omogeneo ma è nelle sue anomalie e in alcune scene che si caricano solamente di puro piacere estetico che risiede il suo significato. Sono le irregolarità a dare valore a quest’opera sincera nel presentarsi per ciò che è: un autoironico divertissement del regista, che riesce comunque a fondere la nostalgia di un certo Cinema all’entertainment più sfrenato.

(a cura di Elisa Pala)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here