Grimes – Chi è, e perché è ora di ascoltarla

Grimes
Grimes nel video di "Violence"

Grimes è una delle migliori artiste in circolazione, ma per paradosso ancora pochi la conoscono

Claire Boucher, alias Grimes, è di certo una delle più originali e sorprendenti artiste del panorama contemporaneo. Spinta da uno spirito totalmente DIY (Do It Yourself), costantemente auto-cosciente delle proprie possibilità e alla ricerca di una re-invenzione perpetua, Grimes ha viaggiato per un decennio sulla linea sottile tra arte e intrattenimento, emergendone quale figura simbolica di tutto un nuovo atteggiamento, tipico di quest’epoca, nel fare musica.

La prima cosa da capire di Grimes, nel tracciare il suo approccio ad un tale percorso, è questa: la ragazza è nerd, profondamente nerd fin nel midollo. Tanto per darvene un’idea, basti dire che il suo primo album (completamente auto-prodotto), Geidi Primes, è un concept basato sulla famosa space opera Dune di Frank Herbert, e influenzato anche dal corrispondente adattamento filmico realizzato da David Lynch nel 1984.

Grimes – Oblivion, 2012

“I need someone now to look into my eyes and tell me / Girl you know you gotta watch your health” – Oblivion, 2012

Oltre a scrivere, cantare, suonare, comporre, arrangiare e registrare da sola la propria musica, Grimes è anche visual artist e disegnatrice. Ha infatti creato tutte le copertine dei suoi album e le grafiche del suo merchandise (poster, t-shirt, ecc). Persino, ha esposto le proprie opere visive in diverse mostre dedicate. In ogni caso, non manca mai di deliziare i fan con le proprie creazioni esponendole su Instagram.

Sia la sua arte visiva che quella musicale sono grandemente ispirate dall’arte giapponese: molte delle sue immagini tradiscono influenze di grafiche anime e manga, mentre le sue musiche riportano molteplici deviazioni verso elementi j-pop. Se saputo tutto questo ancora non la amate, sappiate che tra il 2006 e il 2011 ha studiato, contemporaneamente, neuroscienze e lingua russa.

Grimes – Genesis, 2012

“My heart, I never feel, I never see, I never know, Oh, heart / And then it falls, and then I fall, and then I know” – Genesis, 2012

Per completare l’identikit: è vegetariana, avversa le droghe pesanti, ha lo sigmatismo (la cosiddetta zeppola) e porta molteplici tatuaggi con riferimenti esoterici, runici, religiosi e di varia natura. Dulcis in fundo, per i pochi che non lo sapessero, dal 2018 è la compagna di Elon Musk, e nel 2020 avrà un figlio da lui.

Parliamo della sua discografia. Grimes ha pubblicato quattro album, a partire dal 2010: il già citato Geidi Primes, Halfaxa (2010), Visions (2012) e Art Angels (2015). L’artista li ha realizzati tutti da sé, sfruttando la moderna tecnologia di registrazione digitale. Nei suoi primi lavori si dedicava ad un’elettronica di sapore sperimentale e più ricercato, se pur sempre viziata da tentazioni pop.

Grimes – Realiti, 2015

“Oh, and I feel that nothing in life could ever be like this again / ‘Cause your love kept me alive and made me insane” – Realiti, 2015

A partire da Visions, però, il suo stile si è “corrotto” sempre più verso una versione tutta sua della musica appunto pop moderna. Grimes si è trasformata pian piano nella perfetta anti-popstar, capacissima di ideare accattivanti melodie da radio ma incapace di separarle da uno sfondo grottesco e sottilmente ironico.

Anche nei suoi videoclip (molti dei quali girati e ideati da lei stessa) le messe-in-scena colorate e psichedeliche alle quali si dedica con i suoi collaboratori e collaboratrici rivelano uno spirito artistico indisciplinato, iconoclasta, provocatorio ed indocile. Non sarebbe ingiusto, in effetti, rivedere in lei una voce fuori dal coro come quella di Björk. Allo stesso tempo, non si può non ritrovare l’influenza della figura di Grimes in diverse anti-popstar moderne come Billie Eilish o Poppy.

Grimes feat. Janelle Monáe – Venus Fly, 2015

“Why you looking at me now? Why you looking at me again? / What if I pulled my teeth? Cut my hair underneath my chin” – Venus Fly, 2015

Nel corso della propria carriera Grimes ha sposato via via sonorità sempre più dark, muovendosi da un pop forzatamente gioioso (e tanto più grottesco proprio per questo) verso generi più alternativi. Un approccio molto evidente nelle sue ultime produzioni, compresi singoli come We Appreciate Power e la collaborazione nella canzone Nihilist Blues con i Bring Me the Horizon.

Il suo prossimo disco, Miss Anthropocene, uscirà nel 2020 e sarà un concept album piuttosto complesso. Il personaggio che ispira il titolo è ideato da lei, e personifica la fine del mondo (per mezzo del global warming) e l’auto-annichilimento della specie umana; concetti espressi tramite le differenti tendenze auto-distruttive dell’uomo, riassunte in ciascuna canzone.

Grimes feat. HANA – We Appreciate Power, 2018

“And if you long to never die, baby, plug in, upload your mind / Come on, you’re not even alive, if you’re not backed up on a drive” – We Appreciate Power, 2018

L’album riguarderà anche il tema della post-verità (concernente la percezione dell’immagine pubblica della cantante) e della rappresentazione artistica del male: un male “pop”, ispirato da figure come quella di Thanos, della Marvel, e di Joker, della DC Comics (riferimenti fumettistici immancabili). Date queste premesse, non stupirebbe se Miss Anthropocene si rivelasse uno dei migliori album del 2020, nonché un inizio di decennio artisticamente significativo, in linea generale, per musica e arte insieme.

Le progressive deviazioni dark pop (quando non direttamente alt metal, come in We Appreciate Power) promettono un lavoro fortemente cosciente, che griderà, se non ad una rivoluzione artistica, almeno ad una forte presa di posizione etica in un mondo nel quale gli artisti (e specie quelli come Grimes) rimangono sempre più le uniche voci alle quali affidarsi per trovare un senso nel crescente caos di senso che stiamo vivendo.

https://open.spotify.com/track/1Rr3ELmKFgoMiDwB1HYbvW
Grimes – Violence, 2019

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