Chi è Billie Eilish: la sua storia e la sua musica

Billie Eilish è il più grande fenomeno pop della fine degli anni '10. Vi spieghiamo perché.

Billie Eilish
Billie Eilish

Billie Eilish è la nuova diva dell’electropop, un fenomeno esploso a soli 17 anni.

Sicuramente ne avrete già sentito parlare, o almeno l’avrete vista da qualche parte. Billie Eilish, sguardo magnetico, atteggiamento trasgressivo, verve alla Lana Del Rey ma con qualcosa di più giovane e audace. La ragazza, figlia d’arte, comincia a scrivere canzoni a soli undici anni. Cresce a Los Angeles, e viene istruita in casa. Affiancata dal fratello maggiore Finneas O’ Connell, autore, attore e musicista, Billie lancia la sua carriera nel 2016, a quindici anni, con il singolo Ocean Eyes.

Seguono una lunga fila di singoli di successo, e collaborazioni con artisti come Vince Staples e Khalid. Lo stile adottato da Billie Eilish è un dream pop/indie pop a tinte dark ed elettroniche, mai completamente anti-commerciale ma sempre malinconico. Dopo l’uscita dell’EP Don’t Smile at Me (il cui titolo già dice tutto), nel 2018 arriva il singolo della svolta. You Should See Me in a Crown, che vi facciamo sentire qui sotto, è un pezzo di pop elettronico aggressivo e decisamente sopra le righe, che sembra segnalare la volontà della cantante di non essere dimenticata tanto presto. Anzi.

Billie Eilish – You Should See Me in a Crown, 2018

Un fenomeno che va capito, compreso e approfondito.

Chiaramente Billie Eilish è un fenomeno che corrisponde al contemporaneo spostamento dei canoni pop verso sonorità più alternative, in grado di catturare un pubblico giovane. La sua immagine schiva, provocatrice, nichilista, a volte annoiata, a volte distrattamente seducente, è perfetta per questo. Si tratta perciò di un prodotto di mercato, su questo non c’è da illudersi né da sbagliarsi.

Chiaramente Billie Eilish è un fenomeno che corrisponde al contemporaneo spostamento dei canoni pop verso sonorità più alternative, in grado di catturare un pubblico giovane. La sua immagine schiva, provocatrice, nichilista, a volte annoiata, a volte distrattamente seducente, è perfetta per questo. Si tratta perciò di un prodotto di mercato, su questo non c’è da illudersi né da sbagliarsi.

Billie rappresenta infatti una variazione in contro-tendenza rispetto a figure pop contemporanee più tradizionali come Bebe Rexha o Zara Larsson. Figure più rassicuranti e allegre, ma certo conformiste e a loro modo “banali”. Perciò, un adolescente che invece segue Billie si potrà certamente convincere di ascoltare, nel suo piccolo, un’artista “alternativa”.

Billie Eilish – Bad Guy, 2019

Simbolo, o artista? O entrambi?

Detto questo, il talento alla base sicuramente c’è, e arriva in superficie intatto. Prova ne è il suo primo album, When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, pubblicato nel marzo del 2019 (e da noi recensito qui). Un album forte, che se da una parte perpetua la figura di Billie Eilish come quella di una giovane diva da copertina, dall’altra rivela tutte le capacità e le ambizioni di un’artista del nostro tempo.

La crescita della sua statura commerciale corrisponde infatti a quella della sua consapevolezza in quanto personaggio al centro della cultura pop di questi anni. Con il passare dei mesi, Billie Eilish è sempre più attenta a cosa dice, cosa fa, e a come presenta la sua musica e le sue idee. Ciononostante, è difficile capire cosa le riserverà il futuro, e come farà a gestire l’enorme successo ottenuto, e forse in fondo inaspettato. Di sicuro, lo si deve ammettere, il suo posto nella storia della musica l’ha già lasciato.

Billie Eilish – You Should See Me in a Crown, 2018

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