Cosa resterà degli anni ’10

anni '10
Quattro tra i principali artisti degli anni '10. Da sinistra a destra: Kendrick Lamar, Ariana Grande, Alex Turner, Billie Eilish

Gli anni ’10 sono stati un decennio caratterizzato non solo da produzioni musicali notevoli, ma anche da diversi eventi che della nostra concezione della musica hanno cambiato tutto

Come riassumere, in breve, gli anni ’10 in musica? “Nobody told me there’d be days like these” cantava John Lennon, in un singolo postumo, nel lontano 1984: nessuno mi ha detto che ci sarebbero stati giorni come questi. Un po’ quello che ci ritroviamo a pensare noi ora, alle soglie del 2020, alla fine di un decennio pieno di sorprese inaspettate, eventi imprevedibili e fenomeni spiazzanti.

Molti sono stati gli episodi che hanno cambiato la nostra concezione della musica, sia come prodotto che come forma d’arte, e parecchie le controversie che hanno sempre più incrinato la concezione stessa che della musica si aveva fino a qualche anno fa: da Spotify all’Auto-Tune, dal SoundCloud rap ai concerti in diretta streaming, da GarageBand alle collaborazioni oltre-oceano. Moltissime cose sono successe, alcune delle quali in sordina, altre come fenomeni più eclatanti.

Kendrick Lamar – HUMBLE., 2017

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Per esempio, tutti ci siamo accorti dell’exploit k-pop quando le nostre bacheche di YouTube sono state invase, nel 2012, da Gangnam Style; allo stesso tempo, però, non tutti sono completamente consapevoli del modo nel quale certa bass music, accompagnata da stili adiacenti come il post-dubstep, si sia infiltrata pian piano nelle produzioni pop più commerciali. Cerchiamo quindi di fare un quadro di tutto quello che è successo, tracciando e ripercorrendo le principali tendenze musicali di quest’epoca straordinaria che abbiamo appena vissuto. E, una volta fatto ciò, potremo avere anche forse un’idea di quello che ci aspetta.

FKA twigs – Cellophane, 2019