Dunkirk, 10 curiosità sul film di Christopher Nolan

In attesa dell'uscita di Tenet, prevista per luglio, vediamo le principali curiosità su Dunkirk, ultima fatica di Nolan.

Dunkirk
Una delle scene più famose di Dunkirk

Dunkirk rappresenta indubbiamente uno dei picchi più alti all’interno della discussa filmografia del regista britannico Christopher Nolan. In seguito al controverso successo di Interstellar, il cineasta inglese ha deciso di alzare il tiro e realizzare un film molto più ambizioso e atipico, ma dalle indubbie potenzialità. È così che Dunkirk (qui la nostra recensione) è stato quasi unanimemente apprezzato dalla critica, riscuotendo grandi risultati anche al botteghino, con un incasso che ha superato il mezzo miliardo di dollari.

La certosina lavorazione dietro all’ultima fatica di Nolan ha richiesto dei tempi importanti che ci hanno lasciato in eredità delle curiosità molto interessanti. Ecco le principali:

10 curiosità su Dunkirk

1) Nolan ha accarezzato l’idea di girare senza il supporto di una sceneggiatura

Le pellicole di Cristopher Nolan sono note per essere caratterizzate da numerosi plot twist, una concezione frammentata del tempo e dialoghi particolarmente intrisi di significato. Tuttavia sembra che con Dunkirk il regista volesse cambiare registro narrativo, riportando la storia in una maniera molto più naturale e, quasi, improvvisata.

Insomma, Nolan è stato molto vicino a spazzare via ogni residuo di sceneggiatura, volendo semplicemente girare quel film, senza filtrarlo attraverso gli elementi della sceneggiatura. A far cambiare idea al marito sembra esser stata proprio la moglie Emma Thomas, co-produttrice del film, che ha riportato Nolan con i piedi per terra.

2) E’ il film più breve di Nolan dal suo esordio

Nonostante l’idea di non avvalersi del supporto di una sceneggiatura non sia poi andata in porto, quest’ultima è risultata essere comunque abbastanza breve, essendo stata realizzata in settantasei pagine. Di conseguenza Dunkirk, invertendo la tendenza portata in auge con Interstellar e le sue quasi tre ore, è il secondo film più breve all’interno della filmografia del regista britannico, con una durata di centosei minuti.

Dunkirk
Christopher Nolan sul set

3) La vera battaglia di Dunkirk è stata meno rumorosa di quanto riportato sullo schermo

A differenza di molti altri war movies, Dunkirk risulta agli occhi dello spettatore particolarmente accurato nella sua ricostruzione storica. Nonostante questa accuratezza, sembra che un aspetto del lungometraggio di Nolan sia stato più estremo di quanto sperimentato realmente dai soldati che parteciparono a quella battaglia. Secondo quanto raccontato dallo stesso Kenneth Branagh, alcuni veterani ospiti della première inglese hanno dichiarato che il caos della battaglia fu minore rispetto a quello dipinto nel racconto.

La spiegazione di questa discrepanza di confusione sonora, secondo Branagh, risiede nel fatto che l’ingente quantità di terra sulle spiagge avrebbe disperso nell’aria l’assordante suono delle bombe, valorizzato nel film per il puro piacere dell’immersione cinematografica. Relativamente a tutto il resto, i veterani di Dunkirk hanno detto che ogni cosa sembrava essere fedele a quanto ricordavano.

4) Harry Styles è stato scelto per il suo viso dal sapore vintage

A dispetto di un gran numero di volti sconosciuti sul grande schermo e in parte selezionati fra le fila del teatro, Dunkirk vanta anche alcuni visi noti al mondo dello spettacolo. Fra questi il più controverso è stato indubbiamente quello di Harry Styles, la cui scelta ha generato non poche polemiche vista la sua appartenenza alla boy band One Direction.

Era facile ipotizzare che Styles fosse stato assunto per la parte semplicemente in nome della sua grande popolarità, ma Nolan ha fornito un’originale causa dietro alla scelta fatta. Il regista ha infatti dichiarato che, dopo aver mandato il video di una propria audizione come qualsiasi altro candidato, Styles ha ottenuto il ruolo per il suo viso retrò, che lo fa sembrare un ragazzo realmente vissuto ai tempi dei fatti raccontati.

Dunkirk
Harry Styles in una scena del film

5) Michael Caine ha partecipato al film grazie a un cameo

Non può esserci un film di Christopher Nolan senza Michael Caine. Nonostante l’attore britannico sia un vero e proprio feticcio delle pellicole del regista inglese, sembrava che in Dunkirk non ci fosse spazio per lui, convinzione smentita da un particolare all’interno dello stesso film.

Infatti la voce che comunica gli ordini radio ai piloti inglesi è proprio quella dello stesso Caine. Nolan ha infatti dichiarato che la voce dell’attore è una delle più riconoscibili nel panorama cinematografico e che Michael Caine non può che essere una costante di tutti i suoi lavori.

6) Gli occhi di Tom Hardy hanno fatto la differenza

Così come Michael Caine, Tom Hardy è uno degli attori a cui il regista di Dunkirk è maggiormente legato. La chiave che ha convinto Nolan a confermarlo in questo suo progetto è stata la capacità di Hardy di dominare lo schermo con i suoi occhi.

In The Dark Night Rises l’attore interpreta i panni di Bane, cattivo il cui viso è coperto da un’imponente maschera. E’ proprio grazie a quel ruolo che Christopher Nolan ha deciso di assegnare la parte a Tom Hardy, che è riuscito anche questa volta a far immergere a pieno gli spettatori nel racconto del regista, soltanto grazie all’uso degli occhi e del suo sguardo.

Dunkirk
Tom Hardy in una scena del film

7) Gran parte del film è stata girata usando delle camere IMAX

Come è ben noto, Nolan e il suo team sono degli accesi sostenitori delle camere IMAX. Tuttavia, a dispetto degli altri film del regista in cui ad essere girate con camere IMAX erano quasi esclusivamente le scene principali, Dunkirk è stato girato utilizzando nel 70% dei casi la tecnologia IMAX. Hoyte Van Hoytema, direttore della fotografia, ha lavorato insieme alla Panavision per far sì che le camere utilizzate potessero riuscire a seguire i ritmi frenetici della battaglia messa in scena.

8) Il ticchettio della colonna sonora è stato pensato grazie all’orologio di Nolan

Dietro all’angosciante ticchettio su cui Hans Zimmer ha costruito la colonna sonora di Dunkirk c’è una storia molto semplice. Infatti nel corso di un’intervista rilasciata a Business Insider, Nolan ha dichiarato di aver ascoltato insieme all’amico fidato Hans Zimmer la registrazione del ticchettio di un suo orologio.

La colonna sonora è così stata composta proprio a partire dal lavoro fatto su quel suono persistente, contribuendo a una sinuosa unione fra musica, effetti sonori e immagini. Con il tempo che sembra agire come una forza che guida le vicende, quel ticchettio rappresenta il perfetto sentimento di suspence che Nolan aveva intenzione di generare nello spettatore.

Una scena del film

9) Il copione è stato scritto tenendo a mente dei principi musicali

Cercando di portare il sincretismo fra sceneggiatura e musica a un livello superiore, Nolan ha scritto il copione di Dunkirk sullo stile di una Scala Shepard, che egli ha descritto come un’illusione fatta da una continua ascensione di tono. Tuttavia quest’ultimo va sempre a salire, senza uscire mai dalla propria portata.

E’ una trovata che il compositore David Julyan aveva già sfruttato in occasione di The Prestige e de Il Cavaliere Oscuro, tuttavia la differenza sta nel fatto che in Dunkirk sia la sceneggiatura che la colonna sonora traggano vantaggio da questa continua sensazione di ascensione tonale.

10) Nolan è stato ispirato da thriller come Speed

Nell’ideare Dunkirk, Nolan si è lasciato ispirare da film diversi fra di loro, accomunati dalla suspense come elemento focale alla base delle vicende raccontate. Tra i film di guerra che hanno influenzato il regista troviamo All Quiet on the Western Front, considerato un classico antimilitarista, e Foreign Correspondent di Alfred Hitchcock, maestro indiscusso nelle costruzione della tensione.

Oltre a questi capolavori della storia del cinema, tuttavia, Nolan ha trovato ispirazione anche in pellicole più inaspettate come Speed, con protagonista Keanu Reeves, e Unstoppable, train thriller di Tony Scott.

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Alessio Corsaro
Credo fermamente che la capacità dell'uomo di raccontare e raccontarsi sia il sale della vita. Proprio per questo sono uno studente di Lettere Classiche e al contempo un inguaribile amante della settima arte e della serialità. "The Tree of Life" è il mio manifesto di bellezza, "Il caso Spotlight" racchiude la mia missione, "2001: Odissea nello spazio" la mia idea di sublime.