Philip Seymour Hoffman: le migliori interpretazioni

Nonostante la prematura scomparsa, Philip Seymour Hoffman rimane uno dei più talentuosi attori mai approdati ad Hollywood. Eccone cinque dimostrazioni.

Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, 2008

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Grande esordio alla regia per Charlie Kaufman in un dramma postmoderno imperniato sulla volontà del celebre regista teatrale Caden Cotard di mettere in scena la sua nona sinfonia, ossia uno spettacolo basato sulla propria vita, alla quale dare un ordine attraverso la finzione artistica.

Alla prova con una delle interpretazioni più difficili della sua carriera, Hoffman dà vita a un personaggio contraddistinto da un irrisolta volontà di conferire organicità ad un’esistenza vaga e tormentata, emblema di una società vacua ed ineffabile. Grazie all’innata capacità drammatica dell’attore, Caden risulta un personaggio estremamente interessante e attuale, alla presa con mali invisibili, ma estremamente tangibili.

Il processo di lavorazione dello spettacolo teatrale mette così a nudo le ansie e le nevrosi di un uomo destinato a fallire nel progetto della sua vita, ma in grado di scoprire finalmente se stesso in questa complessa riflessione meta-cinematografica.

Il dubbio di John Patrick Shanley, 2008

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Trasposizione cinematografica di un’opera originariamente teatrale, Il dubbio vanta un cast d’eccezione, grazie alla presenza di Meryl Streep, Amy Adams, Viola Davis e naturalmente Philip Seymour Hoffman. Quest’ultimo interpreta il ruolo di un prete, padre Brendan Flynn, messo alle strette da un’accusa di pedofilia, forse perpetrata nei confronti di uno dei bambini dell’istituto religioso in cui si trova ad operare.

Il forse è perfettamente esemplificativo della dimensione ipotetica che percorre tutto il film. Hoffman cavalca egregiamente l’onda della sceneggiatura, conferendo al proprio personaggio uno statuto ambivalente, scisso tra le movenze paternalistiche di un ligio membro del clero e dei non detti sotterranei che fanno riflettere sulla effettiva genuinità del personaggio.

In quest’opera di critica serrata alla Chiesa, Philip Seymour Hoffman confezione una grandissima prestazione, a tal punto da dimostrare d’essere uno dei pochi in grado di poter duettare sullo stesso livello con un gigante del mestiere come Meryl Streep.

I Love Radio Rock di Richard Curtis, 2009

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Last, but not least. Nella nostra speciale classifica dedicata a PSH, abbiamo deciso di inserire questa pellicola non tanto per la pregevolezza della stessa, quanto per il fatto che dimostri in maniera lampante l’abilità multiforme del compianto attore. I Love Radio Rock, ispirato a una storia vera, ci trasporta negli anni ’60, al tempo delle radio pirata e in particolare al tempo di Radio Rock.

Come ogni nave di pirati che si rispetti, anche Radio Rock ha il proprio leader e questo non può che essere Il Conte. Vero pirata, desideroso di evadere dagli schemi e infrangere ogni tipo di regola precostituita, Hoffman ci regala un personaggio fiero, orgoglioso e pronto ad andare oltre i propri limiti. Il Conte è un personaggio che riconosce il valore del cameratismo piratesco e musicale al di sopra di qualsiasi altro, è un leader, ma non un capo.

Vera e propria anima della festa, grazie alla propria suadente voce Hoffman dà vita ad un indimenticabile speaker, che riesce a trasmettere con ogni sua parola l’amore per la musica rock e per tutto ciò che essa rappresenta.

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Alessio Corsaro
Credo fermamente che la capacità dell'uomo di raccontare e raccontarsi sia il sale della vita. Proprio per questo sono uno studente di Lettere Classiche e al contempo un inguaribile amante della settima arte e della serialità. "The Tree of Life" è il mio manifesto di bellezza, "Il caso Spotlight" racchiude la mia missione, "2001: Odissea nello spazio" la mia idea di sublime.