10 Film sul Senso della Vita – L’esistenzialismo al Cinema

10 film sul senso della vita 

“Ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione.”

La Nausea – Jean Paul Sartre

 

Qual è il senso della vita? Perchè esistiamo? Qual è il valore intrinseco dell’esistenza umana?

La Scimmia risponde con una breve, ma intensa, selezione composta da 10 film che trattano l’argomento.

 

10. Irrational man, Woody Allen (2015)

Abe Lucas (Joaquin Phoenix) è un professore di filosofia che si trasferisce nel Rhode Island per insegnare al Braylin College. Il suo vivere nella perenne ricerca di senso aumenta un certo charme, tipico dell’intelligente cinico ed annoiato, che non passa inosservato; soprattutto agli occhi di Jill (Emma Stone), una studentessa del suo corso di filosofia.

44° film di Woody Allen, la bizzarra storia sentimentale fa da cornice ad un irrazionale esistenzialismo che spazia nella mente del protagonista. Svuotato di ogni stimolo, si lascia andare alla prima ispirazione (più che radicale) che il caso sembra porgergli. Una figura che si consola sguazzando nelle citazioni di Kant, Sartre e Kierkegaard, nel segno del più sbrigativo monito “vivere significa agire“; imponendo la teoria che soverchiare certi valori etici per uno scopo valido equivalga alla prova definitiva della propria esistenza o del valore di questa.

 

9. Inside Out, Pixar Animation Studios (2015)

film sul senso della vita

Quante volte abbiamo sentito dire che molti film sono emozioni impresse su pellicola e quante volte abbiamo dato loro una nostra personale forma. Ma se l’avessero davvero?

Inside Out è uno dei più acclamati Pixar movies degli ultimi anni e ci presenta una vera e propria personificazione delle emozioni: Rabbia, Paura, Gioia, Tristezza e Disgusto. In questo caso albergano tutte nella mente di Riley, una bambina di 11 anni.

Un vero e proprio parco divertimenti indefinibile nello sperduto mondo dell’inconscio, che non si accontenta della sola creatività artistica ma che dà spazio anche alla sfera emotiva. Un luogo che dà grande valore alle proprie radici ma anche alla perdita, intesa positivamente come un distacco dal passato, una crescita.

Insomma, un lungometraggio animato che non lascia niente al caso, valorizzato dall’acuta sceneggiatura ottenuta dalla collaborazione di Pete Docter, Meg LeFauve e Josh Cooley (con l’aiuto di due docenti di psicologia del Greater Good Science Center dell’Università di Berkeley).