10 cover atroci di cui si poteva fare a meno

Fare cover non è semplice.

Il brano omaggiato, seppur suonato in chiave diversa, deve rispettare certi parametri di musicalità tali da poter essere riconosciuta dall’ascoltatore.
Alcuni gruppi ripropongono un brano in una versione spesso fedele, ma leggermente adattata al timbro vocale del cantante.
Ci sono gruppi invece che si spingono oltre, stravolgendo la base musicale della canzone per accorparla al loro genere, spesso ben distante da quello suonato.

Il testo gioca un ruolo fondamentale, dato che spesso viene scritto in relazione alla musica.
Mettere una base pop elettronica su un brano che originariamente era un blues acustico non è sempre una buona idea.

In questa top tratteremo 10 tentativi di rendere una cover originale falliti miseramente.

 

10. T.N.T. – Six Feet Under (AC/DC)

Sicuramente si poteva fare a meno di sentire gli AC/DC cantati in growl.
Six Feet Under potrebbero tranquilllamente riempire questa top da soli, data la loro bellissima abitudine di pubblicare un album di cover ogni 2/3 uscite discografiche.
Ribattezzati Graveyard Classics, gli album propongono una serie di canzoni riproposte in chiave death metal, tra cui tutto Back in Black, suonato nella sua orribile interezza nel secondo volume della raccolta.