Le 20 migliori sigle di serie tv

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Una classifica delle migliore sigle di serie tv secondo la Scimmia. Sono prese in considerazioni le sequenze iniziali, i titoli di cosa e in particolare le musiche che accompagnano le intro. Una classifica che cerca di attenersi all’oggettività, inserendo tra i titoli opening premiate, ma che a tratti si lascia guidare dal cuore.

The office  

Un viaggio alla scoperta della cittadina di Scranton, Pennsylvania. Dove è ambientata la versione americana della serie. Girata come fosse una sorta di mockumentary. La musica è scritta da Jay Ferguson e suonata dai The Scrantones.  

Friends (1994-2004)

Un’idea semplice e spontanea alla base dell’intro di una delle sit-com più iconiche e amate di tutti i tempi, Friends. Sei persone, sei amici che ballano e si divertono attorno ad un divano vicino una fontana, in un parco di Ne York. Nelle stagioni successive alla prima, la scenetta è stata intervallata da sequenze estratte dagli episodi della serie. In sottofondo una delle canzoni più celebri della tv, “I’ll be there for you”, dei The Rembrandts.  Prodotta appositamente per la sit-com, insieme agli ideatori della stessa. Solo successivamente la sigla divenne una canzone vera e propria.

Stranger Things (2016-)

Stranger Things è uno dei fenomeni televisivi degli anni recenti. E’ l’emblema di un sentimento nostalgico per la cultura pop americana degli anni ’80. E’ possibile rinvenire nella serie numerosi riferimenti, citazioni ed omaggi a film, serie tv, musica e prodotti degli anni ’80. La stessa musica della sigla iniziale è un omaggio alla musica elettronica di quegli anni. Creata da Michael Stein e Kyle Dixon, ex membri dei “Survive”. Basata su un lavoro composto precedentemente da Stein, e riutilizzato per la serie dei fratelli Duffer.

Bojack Horseman (2014-)

Bojack Horseman è una serie tv d’animazione che si presenta come un cartone animato per adulti che verte sulla comicità e la ridicolezza, per la trattazione, per i personaggi e anche i disegni. Tuttavia ciò è solo un pretesto per potersi aprire a un discorso profondo su temi che sentiamo nostri. La solitudine, la frustrazione, il nichilismo. La intro d’apertura nasce dalla collaborazione tra Patrick Carney, batterista dei Black Keys, e suo zio Ralph Carney. Le immagini mostrano una giornata nella vita di eccessi e tristezza di Bojack.

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