Quarantena Cinefila: 5 grandi registi da studiare in questi giorni

Per approfittare di questo inaspettato tempo libero, vi consigliamo 5 grandi registi da studiare rendendo proficue queste giornate cinefile

Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni, grandi registi
Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni

Non si finisce mai di imparare, ma soprattutto di scoprire nuovi autori nel panorama cinematografico. Se davvero si apprezza quest’arte e se realmente si ama, allora è giusto andare oltre l’ovvio ed esplorare luoghi più angusti e meno comodi. Oggi abbiamo deciso, per rendervi più sopportabili questi giorni di quarantena, di consigliarvi cinque registi poco conosciuti al grande pubblico, ma meritevoli di approccio. Autori molto differenti tra loro, spesso distanti anche di epoca e di età, ma tutti lontani dalle banalità legate alle forme o alla narrazione. Abbiamo scelto infatti registi impegnativi, dal pensiero articolato e tutt’altro che immediati. Artisti che sono riusciti o che stanno costruendo estetiche o modi di intendere il cinema interessanti e che costringono lo spettatore a non subire passivamente ciò che vede. Insomma, autori che vale la pena studiare in questi giorni in cui abbiamo l’occasione di recuperare il tempo sottratto alle nostre passioni nel corso della routine ordinaria.

1) Bertrand Bonello

grandi registi: Bertrand Bonello

Bertrand Bonello è un autore postmoderno che ragiona parecchio sullo spazio scenico e con tutto ciò che concerne l’economia dell’inquadratura. L’alterazione della percezione classica dello schermo, ci cui fa ampio uso il regista, diviene una manifestazione di una sorta di tridimensionalità all’azione. Attraverso l’uso di specchi, campi suddivisi o montaggi alternati si palesa sia la volontà di delineare una simultaneità degli eventi, come se fosse un corpo unico a produrli, e sia la voglia di rappresentare fisicamente l’ambiguità del racconto e dei personaggi. Un utilizzo sapiente della camera e delle scenografie, che Bertand Bonello utilizza sempre al servizio del racconto, proprio come la sua estetica pop. Vi è anche un uso sapiente dell’off screen nei suoi film, in cui spesso vengono confinati, sopratutto nelle battute iniziali, parti salienti per codificare la natura e lo scopo dell’intreccio.

Film da cui iniziare: Nocturama (Su Netflix) e Saint Laurent.

2) Philippe Grandrieux

grandi registi: Philippe Grandrieux

Philippe Grandrieux è probabilmente uno degli autori più interessanti, eclettici, innovativi, ma sconosciuti al grande pubblico, attualmente al lavoro. Il suo cinema è fatto di corpi, suggestioni, sensazioni, di costruzioni narrative alienanti e di metamorfosi. I suoi personaggi sono spesso immersi in un’oscurità, funzione di una contemplazione estetica, che ne delinea sia lo smarrimento psicologico che l’abbandono. La carne e le azioni divengono oggetti di analisi, attraverso una camera che le esplora minuziosamente o che le osserva nella loro totalità, lasciandole evolvere nel tempo. Nulla è mai fermo nei progetti dell’artista, tutto è in continuo divenire e pronto a coinvolgere lo spettatore. Un tipo di arte sperimentale che si dipana attraverso il suono, uno spazio scenico estetizzante e delle suggestioni, a volte inquietanti o grottesche, che raccontano di una impossibilità di vivere.

Per i fan di The Witch e The Lighthouse potrebbe essere interessante sapere che Grandrieux ha ispirato molto il cinema di Robert Eggers.

Film da cui iniziare: Sombre e Un Lac

Consigliato: La Vie Nouvelle

3) Shin’ya Tsukamoto

grandi registi: Shin'ya Tsukamoto

Tutto cambia nel cinema di Shin’ya Tsukamoto, sia nella psiche che nella forma. Film nevrotici, esasperati, dove spesso gli elementi vengono sovraccaricati per essere fatti urlare. Riflessi di una condizione d’instabilità emotiva da parte dei personaggi, che spesso si riversa anche in atti lesionisti e capaci di condurli verso un’unica direzione: l’autodistruzione. Non sono poche le opere in cui i protagonisti vengono chiamati a fronteggiare un qualcosa di ignoto, ma in grado di rovesciare la loro concezione della realtà. Niente è solido e certo, ma tutto è costantemente alterato dall’ambiente circostante o da agenti esterni, mai totalmente codificabili. Anche in questo tipo di cinema vengono trattate le contaminazioni del corpo e le sue conseguenti metamorfosi, ma questa volta attraverso un’ottica body horror nevrotica e destabilizzante.

Film con cui iniziare: Testuo e A Snake of June

4) Carl Theodor Dreyer

grandi registi: Carl Theodor Dreyer

Uno dei più grandi autori di sempre e uno dei primi pionieri del cinema. Oggetto di analisi, all’interno dei suoi film, è la morale dell’uomo e come questa sia costretta ad interfacciarsi con forze più irrazionali come la fede, l’amore e la paura della morte. Un modo di narrare solenne ed austero, distaccato da tutto quello che c’era di formale alla sua epoca. Un regista che è stato capace di ispirare svariati autori attraverso gli anni, anche grazie alla sua attenzione alle forme ed alla rigorosità con cui componeva le sue immagini. Il cinema di Carl Theodor Dreyer si è basato quindi sulle percezioni, sulle necessità e sulle convinzioni dell’umano; su quel bisogno di credere in un qualcosa che sia in grado di trascendere la vita terrena.

Film con cui iniziare: Dies Irae e La passione di Giovanna d’Arco

Consigliato: Ordet

5) Michelangelo Antonioni

grandi registi: Michelangelo Antonioni

Disagio esistenziale, incomunicabilità ed alienazione; questi sono alcuni degli elementi che hanno caratterizzato il cinema di Michelangelo Antonioni e che, anche grazie al taglio innovativo utilizzato, lo hanno reso famoso e d’ispirazione in tutto il mondo. Temi, all’epoca poco sondati, messi in scena attraverso uno stile austero, meticoloso nelle geometrie ed attento alle scenografie, palchi teatrali per i suoi attori. Vi è una forte dose di esistenzialismo in tutte le sue opere che si scontra con una modernità sempre più incalzante, borghese e consumista. Il rapporto di coppia, al fronte di una società sempre più aliena, diventa un elemento da studiare, poiché non più solido e certo. Tutto nel cinema di Michelangelo Antonioni diventa ignoto, mutevole ed a tratti magico ed evocativo, in balia del tempo.

Film da cui iniziare: L’avventura, La notte, l’eclisse (trilogia)

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