Regia cinematografica: 10 grandi sequenze da scoprire e studiare

Avete presente la celebre sequenza nella doccia di Psyco, che ancora ad oggi riesce a sconvolgere? In questo articolo troverete questa e altre incredibili sequenze che hanno fatto la storia del Cinema

Regia cinematografica: The Neon Demon

Regia cinematografica e altre meraviglie.

Ogni film contiene al suo interno molteplici, folgoranti sequenze; alcune di queste restano impossibili da dimenticare, scolpite nella memoria, grazie alla maestria del regista dietro la videocamera oltre che alla combinazione di musica e immagini. Non tutte sono forse indispensabili alla trama, ma sono in grado di colpire con una tale potenza e suggestione che spesso rimangono ben più impresse dello stesso film del quale fanno parte. 

Come non citare, tra le più famose, la celebre sequenza nella doccia di Psyco del maestro Alfred Hitchcock, che ancora ad oggi riesce a sconvolgere lo spettatore: 45 secondi di un omicidio dentro a una doccia, girata grazie a 70 diversi collocamenti della macchina da presa. I violenti squarci tra un fotogramma e l’altro, accompagnati in sottofondo dalla musica dissonante di Herrmann, riescono a rendere fisicamente percepibili le coltellate inferte al corpo della povera vittima. La sequenza in questione risultò così scioccante che per quasi tutto il resto del film il regista poté abbandonare la rappresentazione di altre scene violente. Questo perché Hitchcock aveva già guidato il pubblico dove voleva che arrivasse.

Regia cinematografica: 10 grandi sequenze

Post Tenebras Lux (2012, Carlos Reygadas)

Un grande film dalle atmosfere oniriche, girato in un formato 4:3. Tutto appare confuso e un’ottica distorta viene usata per gran parte del film. Il regista Reygadas e il direttore della fotografia Alexis Zabé elaborano un effetto visivo in modo tale che ogni volta che viene girata una scena esterna, lo schermo ci appare sfocato ai bordi, deformando gran parte di ciò che vediamo.

La scena iniziale del film è particolarmente suggestiva in questo senso, poiché la figlia piccola di Juan (Rut Reygadas, figlia del regista stesso) si muove, corre e gioca da sola in un campo, tra mucche e cani da pastore. Il sole al tramonto emette un bagliore sbalorditivo. Ma poi le cose diventano più scure e tenebrose. Presto tutto diventa nero, ad eccezione di alcuni lampi e della comparsa del titolo sullo schermo: “Post” “Tenebras” “Lux”.

Climax (2018, Gaspar Noé)

Il cinema lisergico di Gaspar Noé è un’estasi incontrollata, pronta ad esplodere in questo suo ultimo film attraverso un vero e proprio Climax. Basato su fatti realmente accaduti, racconta di una ventina di ballerini che si riunisce in un collegio per delle prove di tre giorni. Ballano, si divertono, ridono e si ubriacano. Poi qualcosa viene aggiunto alla sangria e tutto volge rapidamente verso il peggio.

Nella prima grande sequenza di ballo, il regista utilizza frequentemente il long take e il plongée, per riprendere l’intera esecuzione della lunga e irrefrenabile coreografia, convulsa e ossessiva, coinvolgendo all’interno dell’inquadratura l’intero cast del film.

Kill List (2011, Ben Wheatley)

Uno dei film più acclamati del regista inglese Ben Wheatley che, grazie ad una commistione di generi e ad un’ottima regia, riesce a trascinare lo spettatore in un incubo sempre più delirante.

Jay, un sicario a corto di soldi e con un matrimonio sull’orlo dello sfascio, accetta un lavoro dall’amico fraterno Gal: deve uccidere le persone inserite in una lista di un facoltoso cliente sconosciuto. Sarà l’inizio di una lenta discesa nell’incubo.

Una delle sequenze migliori e più disturbanti vede protagonisti i due amici in un’ansimante, claustrofobica fuga attraverso gli oscuri cunicoli sotterranei, inseguiti dalla setta attraverso un montaggio frenetico e ansiogeno che non lascia via di scampo.

Suspiria (2018, Luca Guadagnino)

Lungi dal voler fotocopiare il capolavoro Argentiano, Guadagnigno rielabora e reinterpreta il suo personale Suspiria, in quanto, ad eccezione di pochi particolari, la trama stessa è completamente differente. 

Ammirevole sicuramente il coraggio del regista palermitano che, spinto dall’amore per il film originale, ha saputo fare propria una delle colonne portanti del maestro Argento, mantenendo la storia ma stravolgendola completamente, in un’impeccabile regia dove il male e la poesia si alternano costantemente tra loro.

Una delle sequenze più magistrali ci si presenta quando la ballerina ribelle, Olga, viene punita e uccisa nella segreta stanza degli specchi, mentre la giovane Susie tiene la sua prima performance come ballerina protagonista. Una sequenza terribile e al tempo stesso incredibilmente suggestiva per lo spettatore che, grazie ad un montaggio pressoché perfetto e da pelle d’oca, sovrappone il ballo di Susie all’esecuzione di Olga, sincronizzandole tra loro.

The Neon Demon (2016, Nicolas Winding Refn)

Con The Neon Demon, il regista danese Nicolas Winding Refn attua il suo personale tentativo di smascheramento e indagine nelle feroci dinamiche disumanizzanti della grande industria della moda, che fagocita ogni emozione e sentimento e dove l’orrore passa inosservato.

Grazie ad una potenza visiva ineguagliabile, il film guida lo spettatore oltre il delirio onirico, parlando per immagini, tra assordanti silenzi alternati da martellanti melodie immerse e folgoranti luci al neon.

Nell’ipnotica e psichedelica sequenza che andrete a vedere, denominata Demon Dance (dall’omonima canzone di Julian Winding, la cui musica è parte integrante della scena), vi sono moltissimi richiami scenografici, arricchiti da cromatismi saturati, al capolavoro di Argento, Suspiria.

Lampi improvvisi e scanditi di luce illuminano il volto delle tre ragazze che bramano con gli occhi, il corpo e il volto di Jesse, la bellissima protagonista, penetrando all’interno della sua anima con l’intento di svelarne la vera natura.