I 14 più grandi opening in piano sequenza della storia del cinema

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14 più grandi opening long-take

Nel corso della storia del cinema sono stati tanti i registi che si sono misurati con la tecnica del piano sequenza  (Cos’è il piano sequenza?) o con quella del long-take.

Il modo particolare in cui questo stile registico dialoga con il tempo del racconto e con la messinscena ha contribuito a renderlo un mezzo spettacolare. E quale miglior modo di esaltarne le qualità se non utilizzarlo in apertura di un film?

Ecco quindi i 14 più grandi opening long-take della storia del cinema.

Gravity – Alfonso Cuarón, 2013

Durata: 12:30 min

Il piano sequenza introduttivo di Gravity ormai è diventato memorabile. È un esempio di come il digitale abbia reso ancora più spettacolare questo stile registico. Ciò che rende notevole questo long take, oltre alla sua durata, ben 12.30 minuti, è la sua bellezza di esecuzione. La macchina da presa è estremamente mobile, segue i movimenti nello spazio dei personaggi, ruota e fluttua insieme a loro, conferendo un reale senso di galleggiamento nello spazio e perdita di ogni punto di riferimento.

It follows – David Robert Mitchell, 2014

Durata: 1:50 min

Ciò che contraddistingue il piano sequenza è l’assenza di stacchi di montaggio. conferisce alla ripresa un senso di continuità, ma anche un’insistenza da parte della macchina da presa nel voler seguire un accadimento. È quanto succede nella prima sequenza di It Follows: una ragazza fugge di casa spaventata, sembra stia scappando da qualcosa, ma apparentemente niente la sta seguendo. La minaccia non si vede, ma la macchina da presa non distoglie lo sguardo. Il regista, David Robert Mitchell, ha voluto questo particolare tipo di ripresa come doppio dello sguardo dello spettatore, che di fronte a ciò che sta accadendo rimane distante e freddo, continuando a guardare.

Il falò delle vanità – Brian De Palma, 1998

Durata: 4:41 min

A Brian De Palma piace giocare con il long-take, basti pensare a Omicidio in diretta, nel quale si hanno più di 12 minuti di scena apparentemente senza tagli, i quali però sono nascosti e con attenzione se ne possono contare otto. Ne Il falò delle vanità la macchina da presa segue Bruce Willis, che interpreta un famoso scrittore che sta per andare ad una festa in suo onore tra personaggi che lo accompagnano e adulano. Anche se la vera attrazione qui non è il personaggio di Bruce Willis, ma la macchina da presa con i suoi movimenti e passaggi arditi.

Proprio a causa delle difficoltà dovute alla scena, il regista Brian De Palma compare travestito da guardia di sicurezza all’inizio della scena. Successivamente lo rivediamo in un secondo momento sul sedile posteriore della golf-cart, dietro Bruce Willis e Rita Wilson, che continua a parlare alla ricetrasmittente dando ordini di regia. La scelta di comparire nel piano sequenza fu una necessità dovuta alle difficoltà logistiche della ripresa.

Come un tuono – Derek Cianfrance, 2012

Durata: 3:26 min

Perfetto esempio di come un piano sequenza possa essere elegante anche con macchina a mano. Derek Cianfrance durante un’intervista disse:

Abbiamo iniziato a pensare a questo stile visivo. Sean Bobbitt subito decise che dovevamo iniziare il film con un epico piano sequenza, così come molti dei nostri film preferiti: quelli di Béla Tarr o 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, o I Protagonisti, o L’infernale Quinlan. Una ripresa che insegni allo spettatore come vedere il film.

Un bellissimo omaggio al cinema, dunque. La scena comportò numerose difficoltà, dovute alla sua complicata realizzazione. Alla fine del long take la macchina da presa rimane fuori dalla gabbia, ma Sean Bobbit, il cameraman, arrivò ad un passo dalla morte quando decise di voler riprendere la parte finale del piano sequenza dentro la gabbia.

Breaking news – Johnnie To, 2004

Durata: 6:46 min

Breaking news fu presentato fuori concorso al 57esimo Festival del Cinema di Cannes. Oltre ad una perfetta tecnica di realizzazione, quello che contraddistingue questo piano sequenza è l’innovazione per quanto riguarda il genere d’azione. Questo long-take infatti sconvolge la tipica impostazione dell’action movie, le cui scene sono note per essere girate con un montaggio serrato, denso di stacchi e con inquadrature molto brevi, per aumentare il senso del ritmo e del pathos. Con la sequenza iniziale di Breaking News viene rotta questa regola: la scena mantiene un’unica inquadratura, nella quale la macchina da presa si muove attorno ai personaggi, seguendone i movimenti. Oltre a questo, il long take in questione mette in dubbio un altro concetto: quello secondo cui il piano sequenza rallenti il ritmo della narrazione. Infatti qui il ritmo non rallenta come si potrebbe pensare, ma al contrario riesce a mantenere contemporaneamente fluidità e velocità, ciò perché il ritmo di un’azione non solo è dovuto al montaggio, ma anche allo spostamento della macchina da presa nello spazio e ai movimenti dei personaggi.

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