Avengers Endgame, la corsa finisce qui: il film non supererà Avatar

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La re-release di Avengers Endgame incassa sotto le attese e delude i fan: dopo due mesi di corsa, il record di Avatar rimarrà insuperato

Inutile provare a ridimensionare la questione: la corsa di Avengers Endgame verso il titolo di film più visto di tutti tempi è stata molto più che un trivia, o un’ossessione coltivata dalle frange più esagitate del fandom. Al netto delle previsioni al ribasso degli inizi e le rispettose dichiarazioni di rito rivolte al rivale James Cameron, quello di sconfiggere il record di Avatar si è rivelato nell’ultima settimana come il vero, grande obbiettivo posto da Kevin Feige al termine della sua saga. E pazienza se ancora una volta è naufragato il tentativo di introdurre alle masse concetti come inflazione, apertura dei mercati, fluttuazione della valuta: per una schiera infinita di fan e addetti ai lavori, raggiungere quegli arbitrari 2,788 miliardi pareva l’ultima, grande certificazione necessaria. Tutto o niente.

La notizia di una re-release, una riedizione con “additional footage” per riportare in sala il film a fine ciclo, è arrivata a palesare quanto la corsa fosse ben più che un dato da analisti. Il sornione annuncio che il film sarebbe stato rilanciato come “extended edition” alla vigilia di Far From Home aveva fatto suonare la carica a quei milioni di fan che iniziavano a subodorare la possibilità di chiudere da sconfitti una sfida che, di fatti, avevano lanciato loro (si vedano gli ormai noti insulti e sfottò social a James Cameron, accolti con malcelato imbarazzo dalla Disney proprietaria di entrambi i franchise). Ma l’annuncio aveva al contempo strappato la maschera di imparzialità degli autori: al tanto sminuito primo posto Feige e compagni ci tenevano eccome, e la chiamata alle armi di questo weekend stava qui a dimostrarlo. D’altronde, sia Avatar che Titanic avevano goduto negli anni di una ricca riedizione in sala (con modalità e risultati in realtà del tutto diversi): una seconda distribuzione era parso quantomeno “giusto”, in quella che era diventata una vera e propria competizione sportiva. Addirittura, negli scorsi giorni la produzione era arrivata a scomodare Robert Downey Jr e gli altri protagonisti, incaricati di incitare le folle via Twitter per un’ultima, eroica visione di insieme. Qualcosa non ha però funzionato, e oggi possiamo dirlo: il film più visto di sempre è e rimarrà Avatar di James Cameron.

Un po’ di dati: Avengers: Endgame si era presentato al suo decimo (e a questo punto ultimo) weekend con circa 2.755 milioni di dollari al Box Office Mondiale. Avatar rimaneva lì, a 2.788. La media dei supereroi era ormai scesa sotto il milione di incasso per weekend, e i 35 scarsi a separarli apparivano come un Everest. E pensare che, fino a due settimane prima, l’aria che si respirava era di una sfida già vinta, con il film lanciato verso nuovi inimmaginabili record. A onor del vero, nel nostro precedente articolo dedicato, paventavamo un 20% di possibilità di crollo già ai tempi di Detective Pikachu. Il film dei Pokemon rivelò effettivamente come i numeri stellari dei primi dieci giorni di Endgame stavano venendo ridimensionati drasticamente già al terzo fine settimana, a ritmi di perdite al 55%. I 3,6 miliardi delle prime proiezioni apparivano per delle sparate. La concorrenza e un comprensibile effetto saturazione (tutti avevano visto il film nella prima settimana) aveva portato il film ad esaurire la benzina già a fine maggio.

L’annuncio del ritorno di Avengers Endgame ad occupare nuovamente i teatri aveva suscitato una serie di reazioni a dir poco scomposte. In un misto di fomento generale e wishful thinking ingenuo, alla Marvel aveva preso piede la speranza che una serie di fattori (l’arrivo di Far From Home, l’aggiunta di una clip misteriosa, il tributo a Stan Lee e perché no la carica da Nazionale di Calcio che nel frattempo si era creata tra il pubblico) spingessero mezzo mondo a fiondarsi in sala ancora una volta, per un ultimo weekend da 15-20 milioni worldwide, necessari a ridurre il gap al minimo e colmarlo in finale di pura trance agonistica. Addirittura, pareva in linea con la “rivincita” dei Vendicatori contro Thanos al centro del film: una scelta del destino, che Endgame battesse Avatar con le sue armi, quelle della riedizione in sala.

Facile capire, con il senno di poi, cosa non abbia funzionato nell’operazione. A ben vedere, i selling point della re-release erano piuttosto miseri, come il pubblico ha avuto modo di rendersi conto molto presto. La clip aggiuntiva era stata montata in fretta e furia, con un digitale incompleto al limite della presa in giro; la ridistribuzione è arrivata ad appena due mesi dalla prima uscita: troppo poco per riportare in sala uno spettatore medio ancora provato dalle tre ore del film; in più, l’ossessione per la visione multipla e ripetuta rimane una tradizione abbastanza americana, dove evidentemente esiste ancora un pubblico in grado di concedersi il lusso di acquistare 10 o 15 biglietti per lo stesso film (a testimonianza, girano in rete le storie più assurde). Non ha certo aiutato neanche l’aria vagamente spilorcia che l’operazione si portava dietro, evidenziata dagli stessi fan fin dalle prime reazioni. Una clip di Hulk con la CGI al primo stadio sapeva veramente troppo di pretesto, uno scarto recuperato al volo dalla sala montaggio per essere incollato in coda e giustificare una “extended cut” di dubbio gusto. Una mossa mirata a chiamare a raccolta i fan per primi, ha destato più malumori che altro. I dati ufficiali resi noti oggi (circa 6 milioni in USA, 2.5 nel mondo per poco più di 8 totali) hanno decretato il relativo fallimento dell’operazione re-release.

Con 2.763 miliardi al lunedì 1 luglio 2019, Avengers Endgame ha pressoché concluso la sua corsa, e saluterà definitivamente a quelli che saranno circa 15 milioni di distanza da Avatar. Una cifra irrisoria, quasi la proverbiale “uva troppo acerba” per quei pochi (non così pochi in realtà) per i quali la vittoria economica assoluta pareva il dovuto suggello ad un trionfo popolare innegabile. La decisione di riportare il film nei cinema in chiusura di corsa precluderà probabilmente un secondo rilancio in periodo Oscar, come all’inizio si era parlato: improbabile peraltro che Endgame torni in sala durante la corsa di Episode IX. Sembra quasi che la re-release di questo weekend sia stato il “contentino” dato dalla Disney a Feige, consapevole che un rilancio in grande stile il prossimo anno non rientrava nei piani della major (che, ricordiamo, possiede i diritti per i prossimi sequel del capolavoro di James Cameron). Mai dire mai, chiaramente: ma per il momento la corsa di Endgame finisce qui, con un secondo posto destinato a bruciare per un po’, e a finire presto dimenticato. Come accennato altrove, l’espansione dei mercati e l’aumento implacabile dei costi dei biglietti ha ormai reso traguardi una volta impensabili sempre più frequenti. Un film che batterà sia Endgame che Avatar arriverà, e neanche troppo lontano nel tempo. Chi sa che non sia già il ritorno di James Cameron su Pandora, nel 2022.