Game of Thrones 8: dubbi e domande rimaste senza risposta

A pochi giorni dalla messa in onda dell'ultima puntata di Game of Thrones cerchiamo di capire quali sono i dubbi e le domande rimaste senza risposta

Game of Thrones: un artista crea le scene mancanti dell'ottava stagione

ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUL FINALE DI GAME OF THRONES.

Game of Thrones ha fatto calare il sipario sul continente di Westeros da meno di una settimana e ora che le reazioni più a caldo si sono in qualche modo raffreddate, cerchiamo di analizzare alcuni dei punti deboli di questa ottava stagione e, più in generale, quelle domande o profezie che sono rimaste senza risposta e che sottolineano la disattenzione della sceneggiatura.

Perché era importante conoscere la vera identità di Jon Snow?

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Game of Thrones si conclude con Jon Snow che viene rimandato al Nord: ma non alla Barriera, bensì a vivere libero con i Bruti. Questo perché Jon si è reso colpevole di aver ucciso Daenerys, sprofondata nella sua follia di potere. Sebbene il ragazzo – che mai come in questa stagione è stato pressoché inutile – abbia sempre detto di non essere interessato né al trono né al potere, è apparso quanto meno inverosimile che venisse punito (solo lui!) per quello accaduto ad Approdo del Re, senza che nemmeno le sue sorelle provassero a difenderlo, facendo sapere che era il degno erede al trono. Da questo punto di vista, come figlio maschio di Rhaegar Targaryen, Jon Snow avrebbe potuto anche “giustificare” le sue azioni contro Daenerys per via del suo titolo. Invece il più grande segreto di Game of Thrones, quell’elemento che avrebbe dovuto rendere Jon Snow uno dei personaggi più affascinanti e importanti della serie è stato lasciato cadere in una sorta di dimenticatoio senza una vera e propria motivazione.

Quale è stata l’utilità, per Bran, di diventare il corvo coi tre occhi? Può davvero vedere nel futuro?

Brandon Stark, lo spezzato, è salito sul trono e diventa il simbolo di un mondo nuovo che si affaccia all’orizzonte: un mondo in cui i sovrani non saliranno al potere per diritto di nascita, ma per una più democratica elezione. Un messaggio che si sposa bene con l’idea alla base di Game of Thrones, ma che è stata resa in modo quantomeno affrettato. Il vero problema è che in questa stagione Bran non ha fatto altro che ripetere di non essere più Brandon Stark ma il corvo dai tre occhi e di vivere ormai nel passato. Una frase che, tuttavia, si contraddice quando, nell’ultimo episodio, quando gli viene chiesto se avesse visto tutto questo, lui risponde enigmatico perché pensi che sia venuto fin quaggiù? Questa risposta non solo appare incoerente con quanto ripetuto per tutta la stagione, ma soprattutto apre le porte ad un’altra domanda. Vuol dire che Bran può vedere nel futuro? E se così fosse, il ragazzo ha scelto sia di mandare allo sbaraglio Theon per salvargli la vita, e ha, allo stesso modo, consentito un eccidio di innocenti, rimanendo al sicuro al Nord. L’immagine che ne consegue è quella di un sovrano totalmente egoista davanti ai dolori del suo popolo. Ma la capacità di Bran di vedere nel futuro non è stata spiegata, né data per certa. È più che altro una supposizione, estrapolata da una non eccelsa sceneggiatura.

Di chi erano gli occhi verdi che Arya avrebbe dovuto chiudere?

Nella Battaglia di Grande Inverno, Melisandre e Arya si incontrano, nell’ormai già iconica scena del Not Today. In questa occasione Arya capisce di dover essere lei a uccidere il Night King, quando Melisandre le ricorda del loro precedente incontro, quando la “strega” aveva detto ad Arya di vedere una forma di oscurità in lei e che avrebbe chiuso occhi di ogni colore: marrone, verdi e azzurri. È stata dunque posta l’attenzione proprio sugli occhi azzurri, quelli del Re della Notte, sebbene nel suo passato Arya avesse già chiuso occhi di quel colore. Allo stesso tempo, però, riportare all’attenzione del pubblico quella vecchia “profezia” ha fatto sì che tutti ci domandassimo se Arya avrebbe avuto anche un ruolo nella morte di Cersei. Ma nell’ultimo episodio Arya si è limitata a muoversi per le strade distrutte ad Approdo del Re, guardare male la Yara Greyjoy e annunciare che non sarebbe tornata a casa, ma avrebbe viaggiato per scoprire cosa c’è a Ovest di Westeros. In questo modo si è anche vanificata l’arte che Arya aveva appreso a Bravos dal Dio dei Mille volti, così come il suo desiderio di uccidere le persone presenti sulla sua lista, dal momento che non è stata la responsabile né della morte di Cersei né della Montagna. Anzi, per quanto riguarda la prima, Arya si fa facilmente convincere dal Mastino a tirarsi indietro a pochi passi dall’incontro con Cersei.

Cersei Lannister era davvero incinta?

Il trono di spade
Il trono di spade

Poco prima di morire sepolta dal crollo del tetto dei sotterranei della Fortezza Rossa, Cersei va nel panico e dice a Jamie che vuole che suo figlio viva. La sua disperazione sembra vera, il che ci lascia presagire che potrebbe essere effettivamente incinta. Ma Cersei è anche una grande attrice, in grado di dire la menzogna che più le è comoda per ottenere quello che vuole: non a caso la sua gravidanza è stata annunciata nel momento in cui Jamie cominciava ad avere dei dubbi sulla gemella. E allo stesso modo, Cersei la usa per tenere buono Euron Greyjoy. Perciò non sappiamo se la gravidanza fosse reale o no: anche perché nella quinta stagione al pubblico viene mostrato il flashback in cui Cersei incontra la strega Maggie la Rana (che nella serie non ha nome) che le predice il futuro. In questa profezia la strega dice alla futura regina che avrà tre figli e che moriranno tutti: cosa effettivamente accaduta con Tommen, Myrcella e Joffrey. Di un quarto figlio non si è mai parlato.

Perché il re della notte non è stato bruciato dal fuoco del drago?

game of thrones
Il Re della Notte

Torniamo di nuovo alla battaglia di Grande Inverno nell’episodio The Long Night. Dopo aver volteggiato sperduta tra le tenebre e la nebbia, Daenerys riesce ad avere il Re della Notte a portata di alito di drago. Così, con un sorriso soddisfatto e vittorioso, Dany urla il suo “dracarys”, solo per scoprire che il Night King esce dall’incendio totalmente incolume. Perché? Era un Targaryen? Era un dio? Per quale motivo le fiamme non hanno alcun effetto su di lui?

Perché il Re della Notte era tanto interessato alla morte di Bran?

Questa è una domanda a cui, in realtà, si è cercato di dare una specie di risposta. Nella notte precedente alla battaglia, nel secondo episodio dell’ottava stagione, mentre sono tutti in consiglio nella speranza di trovare una strategia utile per sconfiggere l’esercito dei non morti, Bran dice che il Re della Notte sta arrivando per lui. A quel punto Sam fa un monologo non proprio chiarissimo, in cui si evince che per distruggere il mondo bisogna distruggerne la memoria ed essendo Bran il corvo dai tre occhi, egli rappresenta tutta la storia di Westeros. Più o meno. Questo, almeno, è quello che fanno capire. Ma possibile che da secoli gli Estranei ce l’abbiano con il Corvo a Tre occhi solo per questo motivo? O, meglio, è davvero questo il motivo o abbiamo capito male?

A chi stava scrivendo Varys nel penultimo episodio?

Poco prima di venir ucciso per tradimento contro Daenerys, Varys viene mostrato nelle sue stanze, mentre sta scrivendo un messaggio in cui si vede chiaramente che il maestro dei sussurri scrivere a qualcuno riguardo la verità sull’identità di Jon Snow. Pochi fotogrammi dopo lo vediamo bruciare un altro messaggio, forse quello ricevuto in risposta. A chi stava scrivendo? A chi stava chiedendo aiuto?

Che fine ha fatto Nymeria?
 

All’inizio della settima stagione, mentre è diretta a Grande Inverno, dopo aver saputo che gli Stark sono riusciti a conquistarlo di nuovo, Arya incontra il suo metalupo Nymeria, fatta scappare quando lei era ancora bambina. L’incontro è silenzioso e le due si guardano per un po’, finché poi Nymeria non se ne va, tornando al suo stato selvaggio, vagabondo, senza padroni. Un atteggiamento che, col senno di poi, sembra quasi predire quella che poi è stata la scelta di Arya. Ma al di là di questa nostra interpretazione, che senso ha avuto farla vedere nella settima stagione e poi dimenticarla? Si è trattato del solito problema di budget che ha spinto Jon Snow a separarsi da Spettro senza una carezza?

Chi era Azor Ahai?

Game of Thrones

Probabilmente non c’è profezia non realizzata o limite di sceneggiatura che abbia fatto arrabbiare i fan di Game of Thrones quanto quella legata alla leggendaria figura di Azor Ahai, il principe che fu promesso (o principessa, dato che il sostantivo è di genere neutro nella lingua originale), e che avrebbe dovuto brandire la Portatrice di Luce. L’eroe, insomma, davanti al quale la lunga notte si sarebbe dissipata e le tenebre sarebbero scappate. Un personaggio la cui apparizione era legata ad una stella rossa sanguinante, che abbiamo visto per anni sui cieli di Westeros e nella sigla di Game of Thrones. E il tempo per Azor Ahai sembrava propizio anche perché nella profezia si diceva anche che il suo arrivo avrebbe risvegliato i draghi. E dal momento che Daenerys aveva portato in vita tre draghi dopo anni di estinzione, il momento sembrava quantomeno propizio. Eppure gli elementi che compongono la profezia sono vaghi e questo ha fatto sì che gli autori li miscelassero, con il risultato che Azor Ahai potrebbe essere tutti e nessuno. Arya uccide il Re della Notte. Daenerys risveglia i Draghi. Dondarrion ha la spada di fuoco. Tuttavia la scelta di far cantare a Podrick nel secondo episodio la canzone di Jenny of Oldstones richiama all’attenzione del pubblico il fatto che tutti abbiamo sempre pensato che questo grande guerriero sarebbe stato Jon Snow. Questo perché – per chi ha letto i libri – quando Jenny viene nominata la prima volta è in Tempesta di Spade, quando fa il suo ingresso in scena una strega chiamata il Fantasma di Cuore Alto, che chiede di sentire le note di questa canzone (che molti pensano sia stata composta da Rhaegar e motivo della commozione di Lyanna durante il torneo che li avvicinò). È il fantasma di Cuore Alto che afferma che Azor Ahai tornerà, nascendo dalla stirpe di Aerys II e Rhaella, da cui naturalmente nasce prima Rhaegar e poi Jon Snow. Ma di tutto questo non viene fatto alcun cenno.

Che senso ha avuto la profezia di Mirri Maz Duur?

Nella prima stagione di Game of Thrones Daenerys, vedendo Drogo ridotto ad una specie di corpo senza vita, chiede a Mirri Maz Dur quando il suo sposo avrebbe fatto ritorno. È a questo punto che la strega che poi tradirà la madre dei Draghi le dice la sua profezia, che si conclude con un criptico “allora, e solo allora egli farà ritorno”. Se da una parte le parole di Mirri potevano sottolineare l’impossibilità di Daenerys di ricongiungersi al suo amato sposo – a cui fa un riferimento nel suo incontro con Sansa nell’ultima stagione -, l’attenzione posta a questa profezia, così come la scelta di descrivere un nuovo incontro tra Dany e Drogo nella seconda stagione ci avevano fatto pensare che la profezia avrebbe avuto un senso, invece è stata abbandonata al dimenticatoio, come molte altre cose legate a Dany, come Daario o gli stregoni che avevano cercato di rapirla e ucciderla, i Warlock di Qarth

Che fine ha fatto Gendry?

Gendry in Game of Thrones

Nel quarto episodio abbiamo assistito alla scelta di Daenerys di concedere a Gendry il titolo di Lord Baratheon, signore di Capo Tempesta. Una scelta diplomatica dettata dal desiderio di fare bella impressione sulle persone che ancora la vedevano come una straniera. Ma nell’ultimo episodio abbiamo visto Gendry seduto al consiglio ristretto per dare un “aye” all’incoronazione di Bran e poi è semplicemente sparito. Di colpo non ha più importanza che fosse il figlio di Robert Baratheon e che anche lui avrebbe potuto muovere diritti sul trono. Allo stesso modo è scomparso senza nemmeno salutare Arya, alla quale aveva addirittura chiesto di sposarla.

 

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