Got 8, ecco cosa Emilia Clarke avrebbe cambiato nel finale

Durante un'intervista Emilia Clarke ha raccontato cosa avrebbe cambiato nella stagione finale di Game of Thrones

Emilia Clarke de Il Trono di Spade saluta la sua amata Irlanda

ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER PER CHI NON HA VISTO L’ULTIMO EPISODIO DI GAME OF THRONES

La battaglia per il trono di spade si è conclusa: il destino di Westeros è ormai deciso e nascosto nelle mani di Brandon Stark lo Spezzato, nuovo re dei Sette Regni, eletto democraticamente.

Un finale reso possibile dalla morte di Daenerys Targaryen, uccisa dall’amato Jon Snow, per colpa della sua ossessione per il Trono, divenuta una vera e propria malattia che le impediva di discernere il bene dal male.

In un’intervista con il The New Yorker è proprio l‘interprete della Madre dei Draghi, Emilia Clarke, a parlare del suo personaggio e del destino che le è stato affidato.

Durante la conversazione Emilia Clarke ha confermato che non avrebbe cambiato la discesa di Daenerys in un limbo molto vicino alla pazzia, ma che avrebbe preferito se all’interno dell’ottava stagione ci fossero stati più momenti di calma, momenti che avrebbe potuto condividere con Verme Grigio e, soprattutto, Missandei, che viene uccisa alla fine della quinta puntata.

Allo stesso tempo Emilia Clarke sembra condividere il pensiero generale dei fan, che lamentano un mancato scontro con la regina Cersei: “Mi sarebbe piaciuto,” ha infatti confessato “vedere più scene con Cersei e qualcosa in più riguardo lo scontro tra di noi“. E ha aggiunto: “Siamo stati tutti contenti di stare lì, fermi, a guardare due persone che parlano per dieci minuti. Diciamo che avrei voluto qualcosa in più“. A questa frecciata, l’attrice contrappone però un atteggiamento più diplomatico quando ammette di non essere nella posizione di criticare “i geni che hanno scritto l’ottava stagione”.

Tuttavia, riguardo alla svolta negativa presa dalla Nata dalla Tempesta, Emilia Clarke ha sottolineato che l’arco del personaggio è stato sviluppato con coerenza sin dal principio. “Il genocidio,” ha detto ” è sempre stato lì, in attesa di accadere”.