Dietro il Concept: Ziltoid L’Onniscente

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I Am Ziltoid The Omniscient! Prepare your finest coffee!

Benvenuti al terzo appuntamento con la nostra rubrica sui concept album.
Quest’oggi parleremo dell’alter-ego del musicista Devin Townsend, nonchè protagonista di due album a lui dedicati: Ziltoid The Omniscient.

2007. Sul Myspace di Devin Townsend cominciano a comparire minacciosi messaggi da parte di un essere proveniente dalla quarta dimensione:

Il messaggio di Ziltoid è semplice: Il miglior caffè dell’universo in cambio della salvezza della terra.
L’essere interdimensionale infatti necessita della bevanda per “piegare il tempo e lo spazio”, e sfortunatamente la Terra è l’unico pianeta ad esserne provvista.

Da questo breve e demenziale incipit, Devin Townsend pubblica il 21 maggio 2007 uno degli album migliori della sua prolifica carriera, Ziltoid the Omniscient.

 

L’alieno giunge dunque sul nostro pianeta, ma la fetida brodaglia servita dai terrestri disgusta il conquistatore e provoca un guerra.
Tra inseguimenti cosmici e raggi della morte che provocano diarrea, Townsend crea una metal-opera demenziale, basata sulla fusione del metal brutale degli Strapping Young Lad con le atmosfere prog oniriche della Synchestra.

Unico compositore di tutta la parte strumentale e di tutti i testi, Devin si avvale della partecipazione di Fredrik Thordendal dei Meshuggah alla programmazione della batteria (I più attenti riconosceranno il drumset paro paro a quello di Catch 33).

Conclusa l’invasione, Ziltoid decide di non far ritorno nella quarta dimensione, ma di restare in orbita per osservare il nostro pianeta, dopo essere rimasto affascinato da alcuni costumi dei terrestri, come l’hockey su ghiaccio e il dominio dei gattini su Internet (tutto rigorosamente documentato nella sua ZTV, che potete trovare qua ).

 

L’alieno continuerà anche a seguire la carriera di Devin, arrivando a interrompere i suoi concerti per sfidarlo a delle guitar battle demenziali in videoconferenza.

ziltoid
“Hello Kitty is pure fucking metal!”

Nel 2014 Devin Townsend pubblica Z² , un doppio album.
Il primo disco, Sky Blue, è composto come Devin Townsend Project. Il secondo, Dark Matters, è un concept album da solista che prosegue la saga di Ziltoid, cominciata nel 2007 con Ziltoid The Omniscient.

 

La saga di Ziltoid continua dunque con l’introduzione del supereroe canadese Captain Spectacular e della Regina dei Poozers, una razza aliena a cui Ziltoid ha sottratto un abitante per usarlo come animaletto domestico.

L’alieno quindi vedrà la propria invasione interrotta da quella della Regina, e si troverà costretto a far ritorno nella sua dimensione, presumibilmente per sempre.

La storia raggiunge picchi di Epicità e Demenzialità critici, tant’è che il buon Devin decide, dopo nemmeno un anno, di farne una live opera, suonata e raccontata nella prestigiosa cornice della Royal Albert Hall di Londra.

Ziltoid

Ne esce fuori un’opera straordinaria.

Lo stage è curatissimo, suddiviso su più livelli e animato tramite videomapping, e sia i suoni degli strumenti che la voce di Devin sono perfetti.
Grazie alla partecipazioni di coristi e di Dominique Lenore Persi degli Stolen Babies come supporto, Townsend sfodera quella che potrebbe definirsi l’Opera Omnia della propria carriera, seconda solo a quel capolavoro di Retinal Circus del 2013, di cui (forse) parleremo in un prossimo articolo.

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