Il rock è ancora vivo ma vogliono ucciderlo

Il genere che ha cambiato il mondo non è più presente nelle alte classifiche, abbiamo provato a spiegarci il perché

Rock
-Credits: Noise from Hell / Facebook

Il genere è ancora vivo, ne abbiamo le prove, però deve lottare su più versanti.

Il rock è forse il genere più vario e sfaccettato esistente. Lo è per sua natura, da semplice evoluzione del blues e del rock ‘n’ roll ha portato in sé talmente tanti stili e sperimentazioni da doverlo poi suddividere in una miriade di sottogeneri, anche solo per la sua longevità. Per più di 50 anni è quindi il genere faro di varie generazioni che han trovato nella musica ispirazione e riparo. Dati i presupposti non si può quindi catalogare facilmente il rock come un’essenza univoca visto che parla dei più svariati argomenti nei più svariati modi.

Il genere ha visto varie fasi e trasformazioni ma ha cercato in ogni modo di tirar fuori la voce di intere generazioni. Ha spostato gli animi fino a creare vere e proprie rivoluzioni sociali e politiche, ha creato scandali e ha raccontato pezzi di storia. Perché quindi il rock e ciò che lo circonda non è più al centro degli ascolti?

Tra pop, rap e trap.

Consultando le classifiche odierne noteremo che gli album rock sono molto lontani dalle vette e se ci arrivano è per un breve lasso di tempo (oltre a essere patrimonio di poche band). Nuovi generi hanno spodestato il rock dall’essere la parola dei giovani, l’inno delle generazioni. Se in passato il rock raccontava di guerra e di pace, di principi morali, di amori impossibili, di vita e di morte, tutto questo ora viene raccontato da altri generi. Rispetto al passato la società occidentale è radicalmente cambiata portando con sé un modo diverso di vedere il mondo e avvicinarsi a esso. Il rock ha sempre avuto un approccio diverso, uno sguardo alla società, al mondo e, anche nelle canzoni più intime, cercava di coinvolgere tutti. Se prima si ascoltava il mondo oggi si ascolta il quartiere. Non c’è niente di positivo o negativo in tutto questo ma solo un radicale cambiamento.

Sotto questo aspetto rap e trap si comportano meglio, riescono a coinvolgere un ambiente più vicino all’ascoltatore. E se si guarda più in là del proprio cerchio personale? Più in là del quartiere? Ecco, in quel frangente il pop è molto più dilagante (in realtà lo è sempre stato) del rock e anzi, ha fagocitato quest’ultimo come veicolo verso gli ascoltatori. Ciò che era rock, nudo e crudo, 20/30 anni fa, oggi viene rivisitato in revival pop e spesso questo crea circoli viziosi difficili da aggirare.

Il rock in crisi a causa del rock.

Oltre alla nuova tendenza e a generi più affini a essa, il rock si sta auto-rovinando. Questo perché si ha la tendenza nel miticizzare il passato e renderlo intoccabile. Portare innovazione al genere è sempre più difficile e le band storiche oscurano completamente le nuove, ottime, band. Questo perché i mostri sacri del rock sono difficili da spodestare e quest’ultimi non vogliono assolutamente scendere dal piedistallo. Chi viveva di eccessi e provocazioni adesso deve ricordarsi di prendere le pillole prima di andare a letto. In questo caso il rock si è “rotto”.

L’avvilimento del genere passa quindi anche da queste band che continuano a sfornare album su album che non portano niente di nuovo se non vendite sicure per il nome che portano. Non c’è da fare di tutta l’erba un fascio, alcune band storiche dimostrano di volersi ancora mettere in gioco, ma si possono contare sulle dita di una mano.

Ok, boomer sei un rockista!

Le due espressioni sono calzanti per esprimere quanto gli ascoltatori possano influenzare il decadimento del genere. Ok, boomer rappresenta la ramanzina che le vecchie generazioni non vedono l’ora di fare ai più giovani. Capita spesso di sentire e leggere di adulti che non accettano l’ingresso nel mercato musicale di nuovi generi e forme di linguaggio etichettando come merda tutto ciò che esce dal loro territorio di ascolti. In questo caso i rockisti la fanno da padrone.

Il termine è stato coniato per rappresentare i fedelissimi del rock che non si smuovono però dal tradizionalismo e dall’estremo conservatorismo. Per questi adepti non esiste musica migliore dei leggendari gruppi rock del passato (in realtà nessuno vuole sminuirne la grandezza o l’importanza, ndr), fermandosi al solo ascolto di essi e tacciando la musica più di massao contemporanea come non degna di ascolti. Si torna quindi al problema posto prima che porta a un circolo vizioso senza via d’uscita.

Fluidità del digitale.

Le piattaforme streaming, ma soprattutto le nuove forme di registrazione, hanno cambiato il modo di scrivere musica. È palese come una singola persona, con i giusti mezzi, riesca a creare e pubblicare le proprie idee in modo più celere rispetto a una band composta da 2 o più membri. Per lo stesso motivo, una registrazione in forma totalmente digitale (o quasi) è più immediata rispetto al registrare ogni singolo strumento in presa diretta.

Il nuovo che avanza.

Come ogni ciclo artistico e concettuale, le nuove band, che portano avanti la bandiera del rock, esistono ma devono lottare per emergere. Alcune di loro si sono adagiate sul revival, concetto molto amato oggi e che viene enormemente usato anche nel cinema, altre si sono specializzate in formule nuove, prendendo dal passato solo il necessario per una loro evoluzione sonora.

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Il tutto potrebbe essere l’inizio di una nuova tendenza che porterà il rock a una nuova attenzione. Potrebbe invece essere il canto del cigno di un genere che non riesce più a trasmettere la propria essenza alle nuove generazioni. Quello che è certo è che in questo determinato periodo storico le alternative per un ottimo ascolto rock esistono e sono molto, molto interessanti.

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