Altri 10 artisti contemporanei che provano che il rock NON è morto

“I gruppi di oggi non valgono nulla”. Stupidaggini. Certo, è vero che a livello di originalità, o anche di tecnica, difficilmente gli artisti rock di oggigiorno possono sperare di eguagliare gli storici Led Zeppelin, o i Deep Purple, o i Guns N’ Roses. Ma questo non è certo un buon motivo per ignorarli: viviamo nel 2019 ed è giusto ascoltare (anche) la musica del nostro tempo.

Chi si ostina ad osannare il passato di un rock che ha fatto il suo tempo decadi addietro e che ora rimane solo il fantasma sbiadito di ciò che era (vedi: AC/DC), non sa davvero cosa si perde. Noi già l’anno scorso vi abbiamo proposto un elenco di dieci artisti validi del rock contemporaneo, e adesso rincariamo la dose: ecco altri dieci nomi da tenere d’occhio se vi piacciono le chitarre elettriche, i riff, l’energia, la musica rumorosa e roboante.

1. The Black Angels

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The Black Angels – Credits to The Austin Chronicle

I Black Angels sono attivi da più di dieci anni nell’ambito dell’hard rock psichedelico, con musiche validissime che richiamano alla perfezione le atmosfere dei primi anni ’70. Suoni onirici, parentesi distorte, temi surreali e piccole sperimentazioni sonore non mancano. Il loro album migliore è Indigo Meadow (2013), dal quale vi proponiamo la bellissima Holland.

The Black Angels – Holland (2013) / Genere: Hard Rock, Psychedelic Rock

2. Rival Sons

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Credits to cbsnews.com

I Rival Sons sono una rock band americana che prende moltissimo dal blues rock, mettendo sempre al primo posto le chitarre e, di nuovo, i suoni anni ’70. Lo stile vocale ricorda quello di Paul Rodgers (Free e Bad Company) e Ian Astbury (The Cult), mentre le musiche possono facilmente far venire in mente i succitati Led Zeppelin e Deep Purple. Sugar on the Bone è il pezzo migliore del loro ultimo disco, Feral Roots (2019).

Rival Sons – Sugar on the Bone (2019) / Genere: Hard Rock, Blues Rock

3. Death from Above 1979

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Death from Above 1979 – Credits to nme.com

Questo duo canadese ha esordito nell’ambito dell’ondata garage rock revival dei primi anni ’00, ma prosegue tuttora con un attività del tutto degna di nota. Nel loro stile si mescolano garage, punk rock, hard rock ed alternative rock, con buone punte di stoner dove serve. Il loro ultimo disco è Outrage Is Now (2017), da noi recensito. Qui vi proponiamo però una loro traccia del 2014, Trainwreck 1979.

Death from Above 1979 – Trainwreck 1979 (2014) / Genere: Garage Rock

4. Japandroids

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Japandroids – Credits to pitchfork.com

I Japandroids sono tra i più affidabili eredi del punk rock negli anni ’10. Il loro album Celebration Rock (2012), in questo senso, è già un piccolo classico moderno. Provare per credere. L’energia incalzante, ma soprattutto la sincerità musicale delle loro canzoni colpiscono subito. Adrenaline Nightshift ne è un ottimo esempio.

Japandroids – Adrenaline Nightshift (2012) / Genere: Punk Rock

5. Frank Carter & the Rattlesnakes

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Frank Carter – Credits to leedsfestival.com

Una band che, almeno agli esordi, ha voluto riproporre un rock “cattivo”, velenoso, sporco fin nelle vene. Gli amanti di questa musica non hanno mancato di apprezzare, nel 2015, l’esordio del complesso, Blossom. Un hard garage violento sostiene uno stile imperniato su rabbia ed energia allo stato puro. Già la canzone di apertura del disco, Juggernaut, ne è prova fedele.

Frank Carter & the Rattlesnakes – Juggernaut (2015) / Genere: Hard Rock, Garage Rock

6. Wavves

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Wavves – Credits to AXS.com

I Wavves, sulla scena da una decina di anni, si presentano al mondo della musica con una fusione tra garage rock e surf rock, che spesso devia verso un acid rock assolutamente allucinato. il loro capolavoro, nonché uno dei migliori album del decennio, è King of the Beach (2010). Post Acid è una traccia che si descrive da sola, e lascia dopo l’ascolto una voglia impellente di sentire il resto.

Wavves – Post Acid (2010) / Genere: Garage Rock

7. Cage the Elephant

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Cage the Elephant – Credits to billboard.com

I Cage the Elephant sono uno dei pochi gruppi rock contemporanei veramente celebrati dalla critica, specie per il loro ottimo disco Melophobia (2013). Il loro è un delicato garage rock che prende evidentemente ispirazione dagli Strokes ma si muove in direzioni diverse, con derive psichedeliche, art rock e (negli album successivi) baroque pop. Un gruppo più per intenditori, ma che può essere comunque apprezzato un po’ da tutti, se si hanno orecchie per sentire.

Cage the Elephant – Spiderhead (2013) / Genere: Garage Rock

8. All Them Witches

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All Them Witches

Gli All Them Witches hanno iniziato la loro carriera con un fulminante esordio impregnato di blues fino all’osso, ma allo stesso tempo con più di un occhio di riguardo verso gli storici Black Sabbath. In seguito si sono “calmati”, dedicandosi in toto ad una rivisitazione del rock classico anni ’70, specie nel loro ultimo album, ATW (da noi recensito a suo tempo). Qui vi proponiamo però uno dei loro primi classici, dall’album Our Mother Electricity.

All Them Witches – Bloodhounds (2012) / Genere: Blues Rock, Stoner Rock

9. Oh Sees

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Thee Oh Sees – Credits to skiddle.com

Chiamati anche The Oh Sees, Thee Oh Sees, The OCS e con mille altri nomi, questi musicisti operano nel circuito alternativo americano fin dai primi anni ’00. Anche loro, come gli All Them Witches, si sono recentemente dedicati alla riscoperta degli anni ’70, con il buon disco Smote Reverser (2018). Prima, tuttavia, gli Oh Sees hanno salito una lunga scala fatta di acid garage, con una produzione floridissima (ben quattordici album tra il 2008 e il 2018). Tra questi Floating Coffin (2013) è certamente il più classico.

Thee Oh Sees – Night Crawler (2013) / Genere: Garage Rock, Psychedelic Rock

10. The Black Keys

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The Black Keys – Credits to nme.com

I Black Keys non avrebbero certo bisogno di presentazioni: anche al grande pubblico sono noti i volti di Dan Auerbach (voce, chitarra) e Patrick Carney (batteria). Eppure, si ha l’impressione che in molti si fermino ai super-classici come Lonely Boy, Gold on the Ceiling e Little Black Submarines, tralasciando una discografia assolutamente degna di nota. Un percorso all’insegna del garage blues che prende avvio nel lontano 2001, e con una lenta evoluzione arriva a Brothers (2010), punta di diamante della musica del duo. Un esempio? Il fumoso blues serrato di Howlin’ For You. Se vi piace, allora attenzione, perché il duo è da poco tornato attivo con un nuovo singolo, e non è esclusa la pubblicazione di un nuovo album nel 2019.

https://open.spotify.com/track/1gBGDhwhekrKYy7gqULf0t
The Black Keys – Howlin’ For You (2010) / Genere: Garage Rock, Blues Rock

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