Recensioni: LSD, Band of Skulls, Norah Jones, Chemical Brothers

Quattro ottimi album usciti oggi, quattro recensioni in breve.

LSD – LSD

Il progetto formato da Labrinth, Sia e Diplo, del quale già vi abbiamo abbondantemente parlato, è giunto in porto. Com’era da prevedersi, l’album è praticamente perfetto: un pop multicolore che fonde bene elettronica e soul, con tocchi sapienti di psichedelia ma attento ai ritornelli orecchiabili. L’album vero e proprio poco aggiunge a quanto già avevamo sentito degli LSD, ossia i singoli Genius, Thunderclouds, Audio, Mountains e No New Friends. LSD sarà il miglior album pop dell’anno (anche se paradossalmente molti ascoltatori di questo genere lo ignoreranno), e persino uno dei migliori del decennio. Sempre, si intende, in ambito pop.

LSD – LSD / Anno di pubblicazione: 2019 / Genere: Pop

Band of Skulls – Love Is All You Love

Davvero, è un peccato che il contemporaneo pubblico rock si ostini ad ignorare la Band of Skulls, un gruppo (ormai duo) che non manca di farci avere un rock and roll potente, incisivo e bello distorto. Quest’album, in verità, scopre un fianco fino adesso inesplorato nello stile della band, con canzoni che si aprono ad uno stile pop/rock abbastanza positivo, e allo stesso tempo maturo. Ma i momenti migliori rimangono quelli dei riff, delle chitarre graffianti e delle ritmiche pesanti: Carnivorous, That’s My Trouble, Love Is All You Love, Not the Kind of Nothing I Know e la conclusiva Gold, sono tutti buoni esempi di come si deve fare rock nel 2019.

Band of Skulls – Love Is All You Love / Anno di pubblicazione: 2019 / Genere: Rock

Norah Jones – Begin Again

Il nuovo disco di Norah Jones è breve, delicato, molto etereo e silenzioso. Lontano anni luce dai fasti del soul jazz dello scorso decennio, questo album si presenta come fortemente intimista, certamente poco ritmato, sicuramente spirituale. It Was You, A Song with No Name e Uh Oh sono le canzoni più coinvolgenti, alle quali si può aggiungere la deriva country rock di Wintertime. Canzoni che possono però essere apprezzate solo da chi conosce Norah Jones e la segue da anni: l’ascoltatore casuale resterà probabilmente deluso da Begin Again, e si annoierà.

Norah Jones – Begin Again / Anno di pubblicazione: 2019 / Genere: Soul

The Chemical Brothers – No Geography

L’etica elettronica dei Chemical Brothers è ancora quella degli anni ’90, e in No Geography lascia sempre più spazio ad una dimensione dance che ad una (eventualmente) “politica”: la dichiarazione programmatica di No Geography (eliminazione dei confini? libertà per tutti?) sembra soltanto una butade. Ma non ce ne importa nulla, perché in questo disco ecco dei bei pezzi che ci richiamano i Chemical Brothers più classici, quelli di Exit Planet Dust (1995) e Dig Your Own Hole (1997). The Universe Sent Me, We’ve Got to Try e Free Yourself, in questo senso, non deludono affatto e costituiscono il fulcro del disco, soddisfacendo bene i bisogni sonori dei fan del duo, e proponendo comunque un’elettronica sempre valida.

The Chemical Brothers – No Geography / Anno di pubblicazione: 2019 / Genere: Elettronica

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