X Factor 2021: Riassunto e Pagelle della Terza Puntata [VIDEO]

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Credits: X Factor Italia / YouTube
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Un terzo episodio di X Factor con pochi momenti interessanti e molte indecisioni

La terza puntata di X Factor 2021 rivela un’edizione dall’interesse decrescente, tra scelte chiaramente sbagliate nell’assegnazione dei brani, sviste clamorose e attimi di pura noia. I performer potenzialmente interessanti stanno venendo eliminati uno dopo l’altro principalmente perché non si riesce a capire per tempo come potrebbero davvero funzionare.

Ieri sera è successo ai Karakaz, che hanno fondamentalmente rovinato Feel Good Inc. dei Gorillaz, e alla povera Vale LP, un talento precoce sfruttato malissimo con la peggior assegnazione possibile, o giù di lì. Per fortuna a colorare la serata ci hanno pensato Dardust con la sua esibizione magica; e il buon vecchio Gazzelle, che ha presentato il suo inedito in anteprima.

Ma c’è ancora molto da fare e da dire: per il momento, sembra che questa edizione di X Factor stia andando nel modo peggiore possibile. Le poche personalità a questo punto in grado di emergere (Erio, VERSAILLES) dovranno davvero fare a botte con un ambiente che pare davvero deciso a penalizzare il talento. Ecco riassunti delle esibizioni, voti e audio delle varie cover.

FELLOW – Nemesis (Benjamin Clementine)

FELLOW si cimenta con e affronta sonorità differenti da quelle alle quali sembra abituato. Finalmente il cantante pare deciso ad associare alla sua straordinaria voce anche un lavoro sulla propria personalità, ma il risultato finale stenta comunque ad essere d’impatto. Ancora una volta, FELLOW non riesce insomma ad emergere in maniera eclatante.

7/10

Vale LP – Stavo Pensando a Te (Fabri Fibra)

Ancora una volta la scelta della canzone affidata a Vale LP si rivela completamente sbagliata, tant’è che la cantante finisce eliminata. Il brano di Fabri Fibra che Vale interpreta non lascia trasparire nulla della sua reale bravura e del suo potenziale come artista che potrebbe “spaccare”. Invece, c’è l’ennesima performer femminile che si esprime “solo” con melodie ed emozioni. E ne paga le conseguenze.

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6/10

VERSAILLES – In Bloom/Six Feet Under (Nirvana/Billie Eilish)

Ancora una volta quella di VERSAILLES si rivela come una delle proposte più interessanti. In qualche modo particolare il cantante riesce a fondere Six Feet Under di Billie Eilish (una scelta pure per nulla scontata) e In Bloom dei Nirvana nel suo stile emo rap con influenze grunge e un risultato alla Lil Peep. Gli ingredienti ci sono tutti ma, come dice lo stesso Manuel Agnelli, ora bisogna cucinarli.

8.5/10

Bengala Fire – Making Plans for Nigel (XTC)

I Bengala Fire si esibiscono con Making Plans for Nigel, una delle canzoni più famose degli XTC, forse la band più sottovalutata di sempre. E la scelta è azzeccatissima: il gruppo dà del suo meglio nello stile post-punk che ha già ampiamente dimostrato di saper padroneggiare e lasciando persino intravedere la possibilità di una autentica realtà post-punk italiana.

Voto: 8.5/10

Le Endrigo – Certi Uomini (Francesco Bianconi)

Le Endrigo sembrano impegnarsi sempre più per trasformarsi nel perfetto cliché del gruppo “indie” italiano, nella peggior accezione che si possa associare al termine. Una canzone, scelta per questa cover, che già in partenza comunica molto poco e che qui si risolve in un’interpretazione piatta e fintamente emotiva (“paracula” è il termine giusto). Il gruppo è in caduta libera.

Voto: 5/10

Baltimora – Turning Tables (Adele)

Baltimora canta una bella versione di Turning Tables di Adele con un’esibizione mista di piano/voce e arrangiamenti elettronici. La sua posizione in questo momento è più o meno a metà: non esattamente un artista in crescita mediocre, ma nemmeno davvero niente di coinvolgente. C’è ancora molto lavoro da fare.

Voto: 6.5/10

Mutonia – Sports (Viagra Boys)

I Mutonia si presentano con un punk rock, quello dei Viagra Boys, che sembra effettivamente nelle loro corde ma che poco fa per conferire maggiore originalità alla loro formula. Abbiamo capito che si tratta di un gruppo rock che sa come porsi, ma manca quel passo in più che possa segnalare una realtà autenticamente interessante.

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Voto: 7/10

Nika Paris – Lonely (Justin Bieber)

L’esibizione di Nika Paris viene penalizzata dallo stesso errore che rende tanto inessenziale quella di Vale LP. La cantante si perde in un’atmosfera romantica ed emotiva che, seppur certamente incidendo a dovere a livello di sentimento, non fa niente per sottolineare il suo carisma e la sua bravura. Un’altra occasione sprecata, in sostanza.

Voto: 6.5/10

gIANMARIA – Io Sto Bene (CCCP Fedeli Alla Linea)

All’improvviso, il colpo di genio: dare a gIANMARIA un brano di un gruppo italiano autenticamente importante (e non particolarmente ascoltato a livello mainstream) e lontano da ciò che ha fatto finora. E la sua personalità finalmente esplode. Questa scelta e questa esibizione dimostrano quanto ad X Factor le decisioni oculate possano incidere sulla crescita e sulla scoperta di un artista.

Voto: 9/10

Karakaz – Feel Good Inc. (Gorillaz)

I Karakaz rischiano (e falliscono) nell’addentare le sonorità crossover dei Gorillaz, non riuscendo a rendere la delicatezza del refrain originale né dell’inquietante R&B della strofa, scegliendo invece un rock potente ma che toglie alla canzone ogni tipo di interesse. Lo dice Agnelli: il pezzo è stato “raffreddato completamente“.

Voto: 7/10

Erio – The Greatest (Lana Del Rey)

Erio insiste sulla formula del cantante fragile che mette in gioco tutto sé stesso, lavorando su eccentricità ma anche carisma. La scelta della buona vecchia Lana gioca bene e conferma la validità di un percorso sul quale Erio appare ormai ben instradato. Ripagherà alla fine? Con il tempo lo sapremo.

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.