X Factor 2021: Riassunto e Pagelle della Seconda Puntata [VIDEO]

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Credits: X Factor Italia / YouTube
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La seconda live di X Factor si è conclusa e gli eliminati sono i WESTFALIA. Ecco com’è andata, tra alti e bassi.

La seconda puntata di X Factor 2021, quella dedicata alle cover, si è conclusa con l’eliminazione dei WESTFALIA. Inizia ad accentuarsi il divario tra i concorrenti evidentemente in possesso del suddetto “Fattore X” e quelli presenti “solo” in virtù della propria bravura e tecnica musicale.

In questo senso i due nomi più interessanti si confermano, per ora, quelli di Erio e VERSAILLES. Delusione generale per le band, che esprimono un’energia rock piuttosto prevedibile e scontata. Aggiungiamo una scelta di cover completamente sbagliata per Vale LP e una poco utile per il carisma di Nika Paris, e poco altro si salva. Ecco le nostre pagelle di questa seconda puntata di X Factor 2021.

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Le Endrigo –  A Far L’Amore Comincia Tu (Raffaella Carrà)

La seconda live, la prima delle cover, viene aperta da Le Endrigo con una versione hard rock di A Far L’Amore Comincia Tu di Raffaella Carrà. Un tributo dovuto ad un’icona mancata proprio quest’anno che tuttavia di per sé comunica poco al di là dell’importanza del pezzo scelto, visto anche che l’arrangiamento rock è tra i più classici e prevedibili.

6.5/10

Baltimora – Parole di Burro (Carmen Consoli)

Baltimora lavora tantissimo sulla propria voce e sull’atmosfera nella sua interpretazione del brano Parole di Burro di Carmen Consoli. L’esecuzione è perfetta e il timbro vocale è eccellente e colpisce, ma non segnala nulla di nuovo e di fatto interessante. Sembra che le capacità del cantante debbano ancora essere messe bene a frutto.

7.5/10

Fellow –  Sign of the Times (Harry Styles)

Fellow canta Sign of the Times di Harry Styles, un piccolo classico del pop moderno. Anche nel suo caso l’unico elemento di originalità si deve puramente alla sua voce, con impostazione a tratti vagamente lirica. Ma per il resto il brano è praticamente identico all’originale e la scenografia a tema Narnia contribuisce ben poco alla riuscita dell’esibizione.

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7/10

Mutonia – Closer (Nine Inch Nails)

I Mutonia si gettano sulla trasgressione cantando il “sesso disperato” espresso da Trent Reznor nel classico dei NIN. Il tratto più interessante della cover è che, rispetto all’originale viene piuttosto accelerato, guadagnando una componente di “groove” benvenuta e anche ben accarezzata dall’arrangiamento rock industrial ricamato a tutto tondo. Manca forse appunto quel tocco nichilista  alla Reznor, ma tutto il resto funziona.

8/10

Vale LP – Dove Sta Zazà (Gabriella Ferri)

Emma affida a Vale LP qualcosa di molto distante rispetto allo stile con il quale s’è presentata e fatta conoscere, mettendola a confronto con un nome colossale e con la tradizione. Il problema è che, per quanto questo tipo di eclettismo e di elasticità siano sicuramente apprezzabili, la direzione non sembra affatto quella adatta per la giovane Vale.

6.5/10

WESTFALIA – Hey Ya (Outkast)

I WESTFALIA portano la classica Hey Ya degli Outkast in una versione a metà tra reggae e pop con contorni psichedelici. La cover è riuscita ma va poco oltre l’originale e soprattutto poco mette a frutto le già verificate abilità musicali del gruppo. Forse anche per questo, sono proprio loro poi a venir eliminati.

7/10

Erio – Limit to Your Love (Feist)

La scelta della canzone è perfetta per il personaggio di Erio, specie in quanto si avvicina più alla celebre versione di James Blake rispetto all’originale. Erio fa la cosa giusta perché, diversamente da Fellow o Baltimora, gioca sulla propria voce solo quanto basta e dedica il resto all’espressione di un personaggio che già ha catturato il pubblico. Aggiungiamo il brano adatto, e la serata per lui è portata a casa.

8.5/10

Karakaz – SexyBack (Justin Timberlake)

L’esperimento di affidare ai Karakaz questo brano “pop” appare audace ma in realtà funziona semplicemente perché già l’originale, prodotto da Timbaland, si presentava in maniera particolarmente provocatoria. L’interpretazione convince ma l’esecuzione canora purtroppo sembra non adattarsi per niente all’insieme. Un cantato basso e misterioso sarebbe stato molto più adatto.

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7/10

Nika Paris – Come (Jain)

Per Nika Paris la scelta di Come, il piccolo classico anni ’10 di Jain, è perfetta. C’è però da dire che l’arrangiamento, completo di fronzoli non necessari, toglie alla canzone il ritmo che avebbe sostenuto perfettamente le vocalità esotiche della cantante. Morale: la cover si assetta sul più che sufficiente, ma è chiaro che Nika ha ed avrà, si spera, molto ma molto di più da dire (e da cantare).

6.5/10

Bengala Fire –  Town Called Malice (The Jam)

I Bengala Fire ritrovano la loro dimensione ideale nella new wave mod di Paul Weller e soci, senza dunque allontanarsi dalla propria comfort zone e finendo fondamentalmente col fare bene quello che già sanno fare bene. Nel loro caso la sfida sarebbe davvero metterli alla prova con qualcosa di “differente”.

7/10

gIANMARIA – Jenny è Pazza (Vasco Rossi)

In qualche suo modo particolare, non è ben chiaro come, gIANMARIA riesce ad interpretare il brano di Vasco Rossi su una base essenziale e con un cantato sofferente e anonimo ad un tempo, e a farlo più che bene. Un deciso passo avanti rispetto alla fase degli inediti che apre diverse possibilità per il cantante.

8/10

VERSAILLES – Fantasma (Linea 77)

La migliore esibizione della serata: VERSAILLES riprende lo stile nu metal dei Linea 77 (nome particolarmente gradito, dato il contesto) e lo ripensa in chiave Lil Peep con il giusto connubio di chitarre e rap. Il personaggio c’è, la voce pure, l’energia anche. Dalla seconda puntata VERSAILLES emerge come uno dei concorrenti più interessanti.

9/10

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