Danny Trejo racconta: “Manson era sotto la mia protezione in carcere”

Nel suo libro Trejo: My Life of Crime, Redemption and Hollywood, Danny Trejo ha raccontato della sua esperienza con Charles Manson

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Credits: Wikipedia/ California Department of Corrections and Rehabilitation
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Danny Trejo è uno degli attori più iconici del mondo. Tuttavia l’interprete di Machete ha avuto un infanzia davvero complicata, contraddistinta da crimini e da diverse comparsata in carcere. In una di queste esperienze si è trovato a condividere lo spazio, nel carcere della contea di Los Angeles nel 1961, con niente meno che Charles Manson, il terribile fautore di decine di efferrati omidici negli anni ’60 compreso il celeberrimo Eccidio di Cielo Drive. A raccontarlo è lui stesso nel suo nuovo libro Trejo: My Life of Crime, Redemption and Hollywood.

Mentre aspettavo di essere spedito a Tracy, c’era un ragazzo bianco unto, sporco e magro – racconta l’attore. Era così povero che non aveva neanche una cintura e usava un pezzo di spago per tenere su i pantaloni. Mi dispiaceva per lui. Era chiaro che l’unica doccia che avrebbe mai fatto era quella fatta in prigione. Eravamo in tre nella nostra cella – Johnny Ronnie, Tacho e io – così gli abbiamo detto che poteva pulire per noi e lo avremmo tenuto d’occhio. Non poteva dormire nella nostra cella, ma l’abbiamo lasciato dormire appena fuori così la gente sapeva che lo tenevamo d’occhio.

Trejo ha rivelato di essere rimasto sbalordito quando ha scoperto che quell musicista fallito era diventato la mente dietro uno degli omicidi più raccapriccianti di Hollywood.

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Quando l’abbiamo incontrato per la prima volta, è stato prima di tutta quella roba, ok? – ha specificato Danny Trejo. Era un metro e ottanta, piccolo imbranato, ma furbo. Non era un prepotente. Non era un delinquente. Ma conosceva il gergo della prigione. Pensava di essere furbo.

Charles Manson non avrebbe potuto fare quello che ha fatto da nessun’altra parte. Non sarebbe potuto andare a East Los Angeles e convincere alcune di quelle ragazze a fare quello che ordinava. Quando ho sentito degli omicidi, ho pensato :”Apetta un minuto, quel ragazzo? Stai scherzando?”

Nel suo libro, Trejo ha descritto che sarebbe stato impossibile per Manson essere un leader in prigione. L’attore ha raccontato che il capo della Manson Family sosteneva di avere poteri ipnotici e di poter far sballare gli altri. Trejo ha notato che se Manson non fosse stato un criminale di professionista avrebbe potuto facilmente essere un ipnotizzatore professionista.

L’ennesimo capitolo della vita incredibile di Danny Trejo.

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