Scary Movie, la Storia di un film che rivoluzionò un genere

Scary Movie compie vent'anni e nonostante l'età, continua ad essere un film attuale, in grado di rivoluzionare un certo tipo di cinemaScary

Scary Movie

Tutto è cominciato nel 1996, quando nelle sale cinematografiche arrivò Scream, pellicola che ebbe il merito di portare il genere horror nella quotidianità, in un mondo dove la ricerca di popolarità sfocia spesso nella violenza, in un racconto che sembra essere stato in grado di anticipare i tempi. L’importanza di Scream, dove grottesco e slasher vanno di pari passo e il male può raggiungerci anche all’interno delle nostre case, è indubbio e il film di Wes Craven è ancora oggi un cult a tutti gli effetti.

Solo quattro anni più tardi Scream diventa, suo malgrado, oggetto di una rivisitazione parodistica e demenziale. Scary Movie arriva nelle sale cinematografiche ed eredita il lascito di una corrente cinematografica che trova nella trilogia di Una Pallottola Spuntata a firma del trio ZAZ (David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker) la sua massima aspirazione.

La risata come arma per sconfiggere la paura

Scary Movie esegue su Scream un’operazione che, per un volo pindarico, potrebbe essere associata a quella che il professor Remus Lupin impartisce agli studenti di Difesa Contro le Arti Oscure ad Hogwarts, quando insegna a fronteggiare i Mollicci in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. Quale modo migliore c’è di sconfiggere la paura? Riderne.

Un concetto che è stato ripreso anche dalla nuova versione in due capitoli di IT firmato da Andy Muschietti, dove era proprio la parodia e la presa in giro a rappresentare la chiave di volta nella lotta all’oscurità e al male.

Ed ecco allora che con Scary Movie si aprì una nuova corrente in cui il genere horror, sempre fortemente stilizzato, si presentò al mondo con un nuovo volto. Non solo quello dell’urlo di Munch che rappresenta una delle iconografie più conosciute del genere, ma quello della goliardia, del politicamente scorretto.

Scary Movie e la rivoluzione del genere

Un thriller/horror che viene riportato sul grande schermo seguendo quasi pedissequamente gli snodi narrativi che tuttavia si vestono di toni esageratamente folli, volgari e, appunto, demenziali.

Nel 2000, con Scary Movie il regista Keenen Ivory Wayans decide di creare un racconto la cui trama mescola elementi di So Cosa hai fatto, pellicola del 1997 firmata da Jim Gillespie con l’immagine del serial killer lanciato invece da Scream.

La pellicola si dispiega così alla ricerca della vera identità del killer, mentre uno a uno i protagonisti muoiono: il tutto però è condito dai toni assurdi di un cinema che non ha alcuna intenzione di starsene con il freno a mano tirato.

Un cinema, dunque, che pone al centro delle indagini un poliziotto con un ritardo mentale, una reporter non proprio sveglissima e situazioni che sembravano voler alzare sempre di più l’asticella del cattivo gusto. E, ad un primo sguardo, Scary Movie può apparire esattamente così: uno sboccato tentativo (riuscito) di far ridere attraverso la trivialità di situazioni di cattivissimo gusto.

Ma la realtà è che dopo vent’anni, Scary Movie continua ad essere una pellicola che, per buona pace dei non-estimatori, ha avuto un suo ruolo nella storia del cinema.

Sebbene si sia comunemente spinti a pensare che la storia della settima arte sia fatta solo attraverso pellicole serie e riflessive per mano di grandi artisti, il cinema di parodia ha il suo stesso peso e allo stesso modo sa essere rivoluzionario.

Basti pensare, ad esempio, del lavoro egregio e indimenticabile che ha fatto Mel Brooks con un caposaldo del genere horror come Frankenstein da cui ha tratto il suo Frankenstein Jr., un capolavoro intramontabile.

Tuttavia, la rivoluzione portata da Scary Movie sta nel fatto che il film non fa la parodia di una storia, bensì si concentra a prendere di mira un genere che, a fine anni ’90, appariva stanco, impolverato per colpa di cliché che non erano mai cambiati e che sembravano essere troppo vecchi anche solo per sperare di poter parlare ad un’ampia fetta di pubblico rappresentata da spettatori giovani che non avrebbero potuto farsi affascinare da film horror che rispondevano a esigenze ormai tramontate. Ecco allora che quello che Scream ha fatto per il genere horror, svecchiandolo e portandolo all’era contemporanea, Scary Movie lo fa con il genere della parodia.

Il film di Wayans prende in giro un certo tipo di horror e, mentre lo fa, preme il pedale dell’accelerazione del politicamente scorretto, usandolo anche per muovere uno sberleffo al cinema “bianco”, a quel tipo di cinema che oggi diremmo vittima del whitewashing, dove agli attori afrodiscendenti veniva spesso chiesto di essere la “vittima” per eccellenza, quel genere di personaggi troppo poco intelligenti per usare un minimo di buon senso per evitare di cadere nelle mani del killer di turno. E dunque forse non è nemmeno un caso che Wayans abbia scelto proprio un serial killer che è caratterizzato da una maschera di un biancore quasi adamantino.

Nonostante i film successivi, pur avendo avuto un ottimo riscontro di pubblico, non siano mai riusciti ad avere lo stesso peso del primo capitolo nella storia del cinema, è indubbio che Scary Movie abbia rappresentato un po’ un nodo di svolta. E, a vent’anni, appare comunque molto attuale.

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