AC/DC – Un nuovo album nel 2020?

L'eterno ritorno del gruppo rock più "vecchio" del mondo, o quasi

Il ritorno dei giganti del rock. Giganti un po’ invecchiati.

Notizia numero uno: Brian Johnson torna come vocalist degli AC/DC. I fan grideranno di gioia, anche se il cantante, che ha attualmente 72 anni, se n’era andato dal gruppo nel 2016 per via di alcuni problemi di udito. Non si sa quindi quanto la sua performance potrà essere all’altezza, tenendo anche conto del fatto che le sue qualità vocali sono andate alquanto calando dal 2000 ad oggi. Il cantante rientrerà poi, spiace dirlo, in una formazione ormai decimata, che nel 2017 ha pianto la perdita di Malcolm Young, chitarrista e colonna portante del gruppo, e che più di recente ha visto l’abbandono sia di Cliff Williams che di Phil Rudd, rispettivamente storici bassista e batterista della band.

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Una formazione quindi un po’ incerta, quella degli AC/DC che si affacciano ormai alla quinta decade della loro carriera. Incerto quindi anche il risultato, e questa è la notizia numero due, dei lavori di un nuovo album che, secondo il dj australiano Eddie McGuire, potrebbe uscire proprio quest’anno. Secondo il NME l’album conterrebbe “in ogni traccia” la chitarra di Malcolm Young, che era stato allontanato dal gruppo già nel 2014 per problemi mentali. Ma si tratterebbe, spiace dirlo, di una magra consolazione. Parliamoci chiaro: si sente davvero ancora il bisogno, nel 2020, di un nuovo album degli AC/DC? Siamo sicuri di voler risentire, ancora e ancora, la stessa solfa di riff, urla e riferimenti all’inferno e all’elettricità in varie forme?

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Sappiamo che gli AC/DC hanno fatto la storia, e nessuno lo negherà (se avete dubbi, rileggete la nostra recensione del loro capolavoro, Highway to Hell). Ma di fronte al panorama musicale immensamente variegato e complesso di questi anni, dispiace dire che il rock “granitico” del gruppo sarebbe (anzi, è) totalmente inadeguato. L’ultimo album degli AC/DC, Rock or Bust, è uscito nel 2016, e includeva quasi per intero la formazione originale. Per quanto ci riguarda, poteva essere un ottimo ultimo album. Ora però i rocker aussie-british sembrano decisi a riattizzare a tutti i costi un fuoco che è in realtà già spento da decenni. Col rischio, a nostro avviso, di disperderne inutilmente “la luce”.

Fonte: New Musical Express

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