Home Cinema Taxi Driver: 10(+1) curiosità che forse non sapevi

Taxi Driver: 10(+1) curiosità che forse non sapevi

In occasione dell'uscita del film-testamento di Scorsese, "The Irishman", abbiamo raccolto le storie leggendarie legate a "Taxi Driver" e selezionato 10 curiosità (+1) sul film che, forse, vi siete persi.

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Taxi Driver: «un vivido sogno febbrile dal quale non ci siamo ancora svegliati».

Nel 2011 l’Empire Magazine ha definito così il capolavoro di Martin Scorsese e in effetti, Taxi Driver è un film che non ha mai perso la sua carica perturbante. Anche 40 anni dopo, il film di Scorsese sulla solitudine e la malattia mentale resta drammaticamente attuale. Per realizzare un’opera monumentale come questa, Scorsese dovette superare non pochi ostacoli e anche il lavoro preparatorio degli attori fu immane. Ma non solo, dopo il lancio, il film fu seguito da gesti di emulazione e tristi fatalità, tanto che Premiere lo dichiarò uno dei 25 film più pericolosi di sempre.

Nel mese dell’uscita del film-testamento di Scorsese, The Irishman, abbiamo raccolto le storie leggendarie legate a Taxi Driver.

Curiosità su Taxi Driver che, forse, vi siete persi.

1. «Il gran rifiuto»

O forse sarebbe più appropriato parlare di “grandi rifiuti“… Infatti Scorsese ebbe non poche difficoltà a reclutare il cast che desiderava. Sebbene sembri impossibile immaginare un Taxi Driver diverso da De Niro, l’attore non era la prima scelta della produzione. Inizialmente si pensò a Jeff Bridges; pare che lo sceneggiatore, Paul Schrader, abbia addirittura scritto la parte di Travis pensando a lui. Ma forse era destino che Bridges rifiutasse… A renderlo celebre doveva essere il film cult dei fratelli Coen, Il Grande Lebowski e non Taxi Driver.

Jeff Bridges ne Il Grande Lebowski (1998).

La parte fu poi proposta a Dustin Hoffman. L’attore all’epoca non conosceva il giovane Scorsese, che si presentò al casting senza neanche la sceneggiatura e gli parlò del progetto in modo confuso e frettoloso. Hoffman rifiutò clamorosamente, pensando che Scorsese fosse «un pazzo». Come se ciò non bastasse, neanche la parte di Iris andò alla prima scelta del regista, Melanie Griffith. Anche l’attrice di Omicidio a luci rosse snobbò Scorsese, facendo una scelta che si rivelò determinante per il film, data la differenza d’età con la Foster.

2. Scorsese attore per caso

Taxi Driver

Il povero Scorsese non sembra aver avuto molta fortuna col cast di Taxi Driver… Dopo tutti i no ricevuti, il regista dovette anche affrontare un forfait dell’ultimo minuto. L’attore che avrebbe dovuto interpretare un cliente del taxi, il giorno delle riprese non si presentò e così, il regista dovette sostituirlo. Scorsese dunque, che non sembra interessato ai camei quanto Tarantino, finì per essere il marito tradito che osserva la moglie dal sedile posteriore del taxi di De Niro, meditando di ucciderla.

3. Una giovane (troppo giovane) Jodie Foster

Taxi Driver curiosità

L’ostacolo forse più grande che la produzione dovette affrontare fu quello legato alla minore età di Jodie Foster, allora 13enne, interprete della prostituta Iris Steensma. Le autorità sullo sfruttamento minorile americane costrinsero Scorsese a utilizzare una sosia per le scene più esplicite: così la signora Foster propose Connie, la sorella maggiore di Jodie, che aveva 19 anni. Jodie fu anche affidata ad alcuni psicologi per assicurarsi che non restasse traumatizzata dalle riprese. Ne valse comunque la pena dato che, a soli quattordici anni, la Foster otteneva la sua prima candidatura agli Oscar come miglior attrice non protagonista.

4. Un attentato per amore

A traumatizzare la Foster però, non sarebbero state le riprese del film ma un fatto accaduto 5 anni più tardi… Nel 1981 un uomo che la ossessionava ormai da tempo, realizzò un attentato nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, col solo scopo di attirare la sua attenzione. L’attentatore, John Hinckley Jr., aveva visto la Foster proprio in Taxi Driver, restandone subito affascinato. Da quel momento aveva iniziato a nutrire nei suoi confronti un amore narcisistico e morboso, che arrivò a diversi episodi di stalking nei suoi confronti. Dopo questo terribile episodio, l’attrice meditò addirittura di abbandonare la recitazione, cosa che per fortuna non accadde.

5. Tassista a tempo pieno

Quando iniziarono i preparativi per il film, De Niro si trovava in Italia, impegnato con le riprese del film Novecento di Bernardo Bertolucci. Così per alcune settimane fece la spola fra Italia e Stati Uniti. Quando si trovava a Manhattan, De Niro lavorava come tassista – guidando anche per 12 ore al giorno – per entrare meglio nel ruolo. All’epoca non era così famoso e potè quindi lavorare in incognito. Ma De Niro non fu il solo a calarsi nel mondo reale del suo personaggio… Per recitare la parte di Sport, il pappone, Harvey Keitel si rivolse a un vero pappone del quartiere di Hell’s Kitchen, in cerca di consigli. Keitel lo portò persino sul set dove insieme improvvisarono le battute di Sport.

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