Il passato di Drew Barrymore: dalla tossicodipendenza al tentato suicidio

Drew Barrymore, nonostante la sua partecipazione a numerose commedie e film sentimentali, ha alle spalle un'infanzia fatta di alcol, droga e riabilitazioni

Drew Barrymore

Drew Barrymore è un volto che siamo abituati ad associare al lato più dolce e spensierato di Hollywood. Con la sua partecipazione a film come 50 volte il primo bacio, Mai stata Baciata o La verità è che non gli piaci abbastanza, l’attrice si è ritagliata un posto più o meno ampio nelle fila delle cosiddette “fidanzatine d’America”.

Non molti, tuttavia, sanno che alle spalle dell’attrice lanciata da E.T. di Steven Spielberg si nasconde una storia di sorprusi e tossicodipendenze.

Cominciò a lavorare a 11 mesi, quando il padre John la iscrisse alle audizione per uno spot di cibi per cani. A 7 anni venne scelta da Steven Spielberg, regista che non solo lanciò la carriera della piccola Drew Barrymore, ma anni più tardi la mise davanti alle sue pessime scelte.

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All’età di nove anni i suoi genitori divorziano. Sua madre Jaid, nata in un campo profughi della Germania dell’Est, cominciò a portarla con sé nei locali notturni. Fu lì che la giovanissima Drew Barrymore sperimentò per la prima volta la droga, trovandosi a socializzare con uomini ben più grandi di lei che la chiamavano “Party Girl”. La situazione degenera: a tredici anni Drew Barrymore fuma già marijuana, beve alcol e si fa di eroina. Il 4 luglio del 1989, all’età di quattordici anni, tentò il suicidio. Entrò ed uscì dalla riabilitazione molte volte, cercando di trovare un equilibrio verso cui, stando alle interviste rilasciate per Santa Clarita Diet, sta ancora tendendo.

Poco più tardi si emancipò dai genitori, allontanandosi dalla madre che, fino a quel momento, le aveva fatto anche da manager. Negli anni Novanta, sebbene fosse ormai disintossicata, continuò a vestire i panni della cattiva ragazza sensuale. Emblematica resta la sua partecipazione al Late Show with David Letterman nel 1995, quando si lanciò in un ballo sensuale sulla scrivania, mostrando il seno al conduttore.

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Nello stesso anno posa nuda per Playboy. Ed è a questo punto che rientra in scena Steven Spielberg. Per il ventesimo compleanno dell’attrice (che cadeva sempre nel 1995) le fece recapitare a casa una copia di Playboy, dove Drew Barrymore risultava però completamente vestita in ogni scatto. E su ogni foto il regista aveva lasciato una nota, semplice ma lapidaria: Copriti.

Da quel momento la sua carriera si discosta dalle pellicole in cui si limitava ad apparire nuda. Arriva la collaborazione con Woody Allen per Tutti dicono I love you, poi quella con Wes Craven per Scream. Gli anni ’90 la rilanciano nelle commedie romantiche: sono gli anni di La leggenda di un amore – Cinderella, Prima o poi me lo sposo, prima collaborazione con Adam Sandler, e Mai stata Baciata. Nel 2009 esordisce alla regia con Whip it e nel 2017 arriva la serie che ha in qualche modo riacceso la sua carriera, Santa Clarita Diet.

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In un’intervista con E! News dello scorso anno, interrogata sul fatto se le mancasse o meno la droga, Drew Barrymore ha risposto:

“Dio, no. Certo, è passato molto tempo, ma no. Sarebbe un vero e proprio incubo, mi causerebbe un attacco di panico. Mi disgusterebbe.”

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