Jurassic World – Il Regno Distrutto: Recensione del Film

Arriva Jurassic World - Il Regno Distrutto, il kolossal della seconda ondata Jurassic diretto da J.A Bayona sotto la supervisione di Spielberg.

Jurassic World

Jurassic World – Il Regno distrutto sarà probabilmente l’ultimo appuntamento atteso di questa stagione che è stata ricca di titoli che hanno sbancato al botteghino come Avengers: Infinity War. Per la regia di Juan Antonio Bayona uscirà nelle sale giovedì 7 giugno.

La trama è lineare: tre anni dopo il disastro di Isla Nublar, quando la manipolazione genetica andò fuori controllo, i dinosauri vivono in stato brado sull’isola sudamericana.

Un’eruzione imminente del vulcano, però, minaccia la loro esistenza e gli sforzi degli “animalisti” sono vani. Non riescono a convincere il governo degli Stati Uniti (nonostante l’isola si trovi nel bel mezzo del Sud America) ad intervenire per salvarli.

Claire Dearing, già apparsa nel primo film di Jurassic World, è disposta a tutto per salvarli e quindi convince l’ex fidanzato e paleontologo Owen ad una spedizione sull’isola che è una bomba ad orologeria.

Ad accompagnarli anche due giovani ragazzi che condividono l’amore per i dinosauri ma non ne hanno mai visto uno dal vivo. La missione, però, si complica, dando vita a nuovi snodi e situazioni sulla terraferma ben più dure da affrontare. Vicissitudini che non si concluderanno in tutto e per tutto, lasciandoci con un epilogo incerto.

Jurassic World: quando un franchising non ha più idee

Riprendere una trilogia cult finita nel 2001 è una grande sfida, ma lo è ancora di più iniziarne un’altra. Seppur sotto l’occhio vigile di Spielberg, che non manca di inserire alcuni dei suoi elementi preferiti, il film non è all’altezza delle aspettative.

Jurassic World

Al soggetto originario è stata incollata una trama qualsiasi da film action con i suoi canoni ed i suoi topos. D’altronde questo è inevitabile quando si vuole rendere ogni film di una serie fruibile indipendentemente da uno spettatore a digiuno degli altri capitoli.

Il filo di collegamento con Jurassic World, infatti, è sottilissimo ed affidato ad un espediente banale come mostrare un telegiornale che racconta gli avvenimenti di tre anni prima.

Lo svolgimento è molto lineare: una situazione iniziale è sconvolta da un colpo di scena e due sole persone lottano contro tutte le avversità (con l’aiuto di una bambina) fino alla vittoria.

Anche i cattivi sono molto sterotipati: avidi, un po’ stupidi ed incapaci di cogliere le conseguenze di ciò che fanno. La produzione per fare questo si affida a “cattivi rodati” altrove come Toby Jones.

Capitolo dinosauri: forza cieca e una bellissima animazione

Quella dei dinosauri è, forse, l’unica nota positiva del film. Spielberg fu un vero e proprio pioniere nel 1993 quando decise di usare la CGI in una produzione così importante, da allora lo standard qualitativo delle animazioni e della regia non è mai mancato.

Anche Jurassic World: Il Regno Perduto non manca l’appuntamento. I dinosauri si scatenano nella maniera più naturale possibile, soprattutto nelle interazioni con gli umani.

Jurassic World

Gli effetti speciali e la fotografia non sono da meno, rendendolo un prodotto tecnicamente molto buono. Anche nella versione 3D che, a differenza di altre produzioni dove è insostenibile, risulta gradevole.

La riflessione etica dopo anni di speculazione

Jurassic World è anche frutto dei tempi, mettendo al centro una riflessione etica sulla necessità di creare dinosauri o riportarli alla vita dopo anni di speculazione economica.

Non a caso il film inizia con un’audzione in Senato del professor Ian Malcom che ragiona dell’operato passato e di svolgimenti futuri, facendo anche un mea culpa su tutto ciò che è stato fatto fin ora.

Nessuno del mondo Jurassic ne è escluso, nè buoni nè cattivi. Tutti hanno preso parte ad un processo innaturale ed ora ne pagano le conseguenze. La manipolazione genetica, come per ogni film distopico, finisce per andare fuori controllo e genera mostri.

Peccato, e gli spettatori che vedranno il film converranno, che è rimasta sospesa una sottotrama aberrante quanto fondamentale sulla mutazione genetica; ma probabilmente questo ed altro è stato fatto per lasciare una porta aperta ad un sequel che chiuderà la trilogia Jurassic II.

Considerati tutti gli elementi, Jurassic World avrebbe potuto dare molto di più visti i precedenti, ma comunque rimane un (probabile) blockbuster estivo di puro intrattenimento; niente più.

Jurassic World: Il Regno Distrutto – Trailer (VIDEO)