Frida torna al cinema: recensione di Viva la Vida

Recensione in anteprima del docu-film su Frida - Viva la vida, al cinema il 25-26-27 novembre!

Frida viva la vida
particolare della locandina di Frida - Viva la Vida

Il 25 novembre arriva Frida: Viva la vida, il docu-film evento con la partecipazione straordinaria di Asia Argento

Frida – Viva la Vida, il docu-film diretto da Giovanni Troilo,  prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital, in collaborazione con Sky Arte, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca della vera Frida, nel cuore della sua terra natale, il Messico. Interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere più o meno conosciute, indagano sulla celebre artista messicana, diventata una vera e propria icona pop e simbolo del femminismo contemporaneo.

La Frida-icona ha ispirato in passato numerosi scrittori e registi, in particolare Julie Taymor che le ha dedicato un biopic con Salma Hayek. Ma quella che emerge dal docu-film di Troilo, è una Frida diversa, inedita. La storia narrata dalla voce di Asia Argento è la storia di una donna inquieta intellettualmente che, a dispetto della sua malattia, non era affatto debole. La qualità e la potenza innegabili dei suoi dipinti, eguagliavano la sua forza, dimostrazione della straordinaria capacità di ripresa di una donna.

«Un nastro intorno a una bomba»

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Il cervo ferito, Frida Kahlo (1946).

È dai dipinti che, ovviamente, prende avvio la narrazione. Le sua arte era così potente, da essere definita da André Breton, padre del surrealismo, «un nastro intorno a una bomba». Frida però, a differenza dei surrealisti non dipingeva «un mero paesaggio onirico, ma il lato oscuro del Messico». Quasi per ringraziarla della sua opera, i messicani sono arrivati praticamente a santificarla. In questa nazione infatti, forte è la tendenza a «provare profonda compassione per chi prova dolore». Frida pagò il prezzo della piena affermazione artistica proprio con il dolore del corpo, la sua «gabbia di carne». Allo stesso tempo però la sua visione artistica si ampliava in reazione ai limiti fisici e lei stessa si trasformava in un’opera d’arte, ricostruendosi attraverso gli oggetti che le davano la vita.

Frida – Viva la Vida: un inno ai colori, alla vitalità e alla femminilità messicana

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E il Messico con i suoi colori, la sua vitalità e la sua femminilità, è celebrato da ogni fotogramma di questo film. La stessa femminilità e vitalità che Cuaròn aveva omaggiato nel suo ultimo capolavoro, Roma. Frida – Viva la vida è il film che colora le vie di Città del Messico che Cuaròn ci aveva mostrato, in bianco e nero, un anno fa. Ma non solo, il film ci porta fino al deserto di San Luis de Potosì, passando per il sito precolombiano Tehotiuahacan e arrivando alla coloratissima città a conduzione matriarcale, Tehuantepec.

La vera Frida raccontata da artisti e esperti

A guidarci in questo viaggio alla scoperta dell’artista sono altrettanti artisti ed esperti, tra i quali Hilda Trujillo, direttrice del Museo Frida Kahlo, e la fotografa Graciela Iturbide; la quale ci racconta della sconvolgente esperienza che fu per lei fotografare, per prima, gli effetti personali di Frida, quando fu finalmente aperto il suo bagno privato, il luogo dove avveniva gran parte della sua tortura quotidiana. Le foto che mostra alla telecamera (e a noi) sono inedite e potentissime. A offrire il fil rouge che leghi i vari protagonisti, è la ballerina Laura Vargas, protagonista di poetici intermezzi che fanno assumere al documentario la forma di un vero e proprio film.

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Asia Argento in una scena del docu-film Frida – Viva la vida

Notevoli per tecnica di montaggio e scelta dei materiali, sono anche le brevi sigle che scandiscono i capitoli. Tra diapositive di foto inedite, scene animate e esplosioni di colori, queste sequenze ricordano quasi tratti dell’ultimo, geniale, Almodóvar (Dolor y gloria). Un po’ meno azzeccate invece, le scene che inquadrano Asia Argento, che spezzano l’atmosfera intima e non aggiungono nulla alla narrazione. A tenere insieme il tutto, contribuiscono anche le musiche originali di Remo Anzovino, che impreziosiscono la narrazione.

«Il sangue diventa vita, si trasforma in fiori, come tutto in Frida… VIVA LA VIDA!»

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