Charles Manson e i Beatles – Helter Skelter, una giostra perversa

Nella mente del serial killer la traccia del White Album diventa il suo inno di guerra.

Helter Skelter

Helter Skelter.

Anzi, Healter, con un evidente svista ortografica. La scritta campeggia sullo sportello del frigo della casa di Leno LaBianca. È il 10 Agosto del 1969, e mentre il mondo intero piange l’efferata morte di Sharon Tate avvenuta il giorno prima per mano dei seguaci di Charles Manson, la family ha già colpito di nuovo. Questa volta agli assassini della moglie di Roman Polanski si aggiunse lo stesso Manson. Non più semplice ispiratore di un vero e proprio culto, ma esecutore diretto delle vittime di quella follia. Ed è lui ad aver dato il via alla sua personalissima guerra, la Helter Skelter, e a raggruppare le sue milizie.

La scritta era stata ritrovata poche ore prima anche su uno specchio della residenza di Cielo Drive, teatro del massacro in cui oltre a Sharon Tate persero la vita il bambino che portava i grembo, Jay Sebring, Wojciech Frykowski e Abigail Folger. Tutti inconsapevoli passeggeri di una giostra vorticosa, spericolata e letale. Questo significa Helter Skelter in inglese, un espressione che indica un caotico vortice, ma anche alcune attrazioni dei luna park.

Helter Skelter

Ben lo sapeva Paul McCartney quando scrisse Helter Skelter.

Il brano fu la risposta del frontman dei Beatles a I Can See for Miles degli Who, giudicato allora il brano più cattivo e selvaggio mai realizzato. La voce al limite delle sue capacità, i riff di chitarra estremamente distorti, la durezza del basso di Lennon. Questa spirale di suono, orientata verso sonorità quasi metal, era un brano assolutamente sui generis all’interno della produzione dei Beatles; persino all’interno del White Album, opera estremamente variegata, permane la sua unicità.

Sarà per questo che Charles Manson sentì in Helter Skelter una chiamata particolare. La profezia di uno scontro razziale, nel quale i neri avrebbero rovesciato i bianchi. Look out ‘cause here she comes!: McCartney grida che la guerra era irrimediabilmente vicina. Questo spinse la Manson Family a sentirsi l’élite bianca eletta per guidare la società dopo la tragica fine della loro razza.

In realtà era tutto il White Album ad essere di grande ispirazione per il killer.

Nei labirinti in cui Manson aveva perso il lume della ragione le tracce discontinue, eterogenee, dissonanti e grottesche del doppio disco risuonavano come una sorta di parafrasi dell’Apocalisse di San Giovanni. I Beatles erano nella sua immaginazione i quattro angeli dell’Apocalisse pronti ad annunciare, con la loro ultima opera, l’imminente catastrofe perpetrata dai neri. In effetti molti brani rimandano a scene più o meno esplicite di violenza, fino al delirio tremendo di Revolution 9, passando da tracce come Rocky Raccoon o Happiness is a warm gun. Non meno complici di queste visioni furono le tensioni sociali che proprio in quel periodo alimentavano sollevazioni e rivolte da parte degli afro-americani, e che oggi sappiamo essere state ispirazione della stessa Blackbird.

L’articolata mitologia tenuta in piedi da Manson si alimentava quindi di diverse suggestioni, nonché di molti allucinogeni. Altre canzoni dell’album furono fagocitate dalla follia sfrenata della family. Su tutte Piggies, che secondo loro profetizzava la furia degli afro-americani sulla classe borghese. Così si generarono gli omicidi di casa LaBianca, in cui i coniugi furono uccisi con delle posate, proprio come i maiali del brano:

Everywhere there’s lots of piggies
Living piggy lives
You can see them out for dinner
With their piggy wives
Clutching forks and knives to eat the bacon

Dovunque ci sono tanti maiali
che vivono le loro vite da maiali
Puoi vederli a cena fuori
Con le loro mogli scrofe
Che agguantano forchette e coltelli per mangiare il bacon

Così si augurava la morte ai maiali. Death to pigs si legge sui muri, Pig sul ventre di Leno LaBianca. Così la musica diventa un pretesto per giustificare il delirio omicida. Così Helter Skelter, da antesignano dell’heavy metal, diventa il grido di battaglia del folle Manson.

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