Come la pigrizia salvò Sergio Leone dall’Eccidio di Cielo Drive

Sergio Leone avrebbe dovuto essere al 10050 di Cielo Drive a Bel Air la notte del 9 agosto 1969, quando venne uccisa Sharon Tate.

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Credits: Wikimedia/Admroba

Per “Eccidio di Cielo Drive”, evento tornato sulla bocca di tutti grazie alla personale interpretazione di Quentin Tarantino in C’era una volta a…Hollywood (Leggi qui la nostra recensione), si intende il massacro che alcuni adepti della setta di Charles Manson attuarono ai danni di Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski e di altri quattro giovani, amici della coppia nella loro casa di Bel Air. I fatti sono tristemente noti a tutti. Tuttavia, non è così risaputo che in quella casa, quella stessa sera, avrebbe dovuto esserci anche Sergio Leone.

Il regista de Il Buono, il Brutto e il Cattivo infatti in quel periodo si trovava a Los Angeles insieme al suo storico sceneggiatore, Luciano Vincenzoni, intenti nella ricerca dei costumi che sarebbero stati utilizzati nel successivo film di Leone, Giù la testa, del 1971. Il regista romano era già affermato in tutto il mondo grazie al successo della Trilogia del Dollaro che aveva lanciato sul mercato mondiale gli Spaghetti Western oltre a spedire nell’olimpo del cinema mondiale Clint Eastwood. Per questo motivo Sharon Tate decise di invitare anche lui a quel tristemente famoso party, all’ormai noto 10050 di Cielo Drive. In un primo momento sia Leone che Vincenzoni accettarono, salvo poi cambiare idea. Infatti lo sceneggiatore cambiò i suoi piani per recarsi a San Francisco, per partecipare ad un importante party di lavoro con Jack Beckett, influente personaggio del cinema americano.

La telefonata tra Sergio Leone e Luciano Vincenzoni

La mattina dopo il massacro, Vincenzoni, come lui stesso raccontò qualche anno dopo, scoprì dal notiziario di quanto accaduto e, ricordandosi che anche Leone avrebbe dovuto trovarsi lì, esclamò parlando con Beckett Oddio, è morto Sergio! Immediatamente dunque lo sceneggiatore iniziò a telefonare, in pieno panico, all’amico che, alla fine, rispose, spiegando come fu la pigrizia a salvargli al vita.

A Lucià, stò a guardà le notizie e me sò ca**to sotto. Nun parlo bene l’inglese, da solo senza te nun m’annava, faceva pure callo, me so messo a dormì.

Dunque come Noodles nel suo capolavoro C’era una volta in America, Sergio Leone andò a dormire presto cosa che, incredibilmente, gli salvò la vita.

Conoscevate questa storia?

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