Thom Yorke racconta il suo nuovo album

Thom Yorke
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Distopia e ansia, Tokyo e Flying Lotus tra le influenze di Thom Yorke.

Thom Yorke è in un periodo di grande ispirazione artistica: dopo la stupenda colonna sonora realizzata per il Suspiria di Luca Guadagnino e la sua prima composizione classica, non è lontana neanche la data del suo prossimo album.

Il frontman dei Radiohead si è raccontato a Crack in questa recente intervista.

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Credits to Crack Magazine

“Questo album sembra la naturale evoluzione della tua esplorazione dell’elettronica degli ultimi 20 anni.”

“[L’album] E’ sicuramente pesante. E’ grande. Abbiamo visto Flying Lotus nei primi anni in tour con noi, e l’abbiamo visto con il suo live set-up esibirsi con tutti i suoi loop e pensato, “Interessante“, perché è una performance live, sta improvvisando. Allora abbiamo realizzato che questo poteva essere un nuovo modo per scrivere musica.”

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Credits to Crack Magazine

“Hai provato ad esplicitare l’animo esistenziale prevalente in questo disco? Ci si percepisce un certo umore distopico.”

“E’ così. Hai mai volato fino a Tokyo? Quel jet lag è la definizione di una crisi esistenziale, ogni volta” – qui sembra quasi che Yorke voglia richiamare il periodo OK Computer – “C’è stata una notte in cui sono andato a dormire, due ore dopo ero completamente sveglio e avevo queste visioni…umani e ratti si scambiavano i ruoli. Un sogno. […] queste strane visioni della città di Londra e tutti i grattacieli che si mischiavano insieme. La distopia è parte del disco, sì, ma per me, una delle grandi, prevalenti sensazioni è quella dell’ansia.”

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