Rolling Stones Lucca – La nostra esperienza

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23 Settembre 2017, unica data italiana dei Rolling Stones per il No Filter Tour sotto le mura medioevali di Lucca in un teatro inusuale ma evocativo.

Le premesse sembravano a dir poco eccezionali.

Rolling Stones Lucca

Se non ci siete stati, immaginatevi di passare circa 6 ore ammucchiati, difendendo un po’ del vostro minimo spazio vitale, nella posizione che avete valutato essere la migliore possibile rispetto a chi era arrivato prima di voi.

Il palco con i suoi 4 monolitici schermi sovrasta tutti e via via che il tempo passava, le 57’000 anime previste hanno fatto il loro afflusso all’interno del Prato B di fianco alle mura di Lucca.

Alle 19.45 i The Struts cominciano la loro performance. Accolti con relativa freddezza ringraziano caldamente la platea, riconoscendo che non era certo lì per loro. Mossa fatta  per ingraziarsi il pubblico ma, effettivamente, essere il gruppo spalla degli Stones non dev’essere cosa facile.

La scenografia si tinge di rosso. Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts fanno il loro ingresso sul palco sulle note di Sympathy For The Devil.

Rolling Stones Lucca

Sporchi, ruvidi e davvero senza filtri. Gli Stones nel loro stato più naturale senza alcun freno né ritocco. Forse anche troppo.

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Più lenti del solito e con tante stonature in partenza sopratutto di Richards. Seguono It’s only rock’n’roll (But I like it) e Tumbling dice con le quali le acciaccature iniziali vanno via via dissipandosi.

Che gli Stones siano degli animali da palcoscenico è comunque più che evidente.

Si destreggiano con maestria sul palco correndo come ventenni con 60 anni d’esperienza. Il sound è sicuramente padrone della scena. Le chitarre di Richards e Wood si orchestrano egregiamente al ritmo dettato dal Signor Watts. Mick mette la ciliegina sulla torta con la sua voce e l’armonica in Just your fool e Ride ‘em on down (unici brani tratti da Blues & Lonesome).

L’atmosfera si scalda ed i 57’000 di Lucca impazziscono, insieme agli Stones che danno il meglio di loro, sulle note di Paint it Black, You can’t always get what you want, Brown sugar (I can’t get no) Satisfaction.

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Richards ha preso completamente la scena cantando Happy Slippin away nella quale, a fronte di una steccata vocale chiude con uno ‘shit!‘ da gran Maestro.

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Arriva il Bis con Gimme shelter e Jumpin’ Jack flash a chiudere definitivamente la serata, con un errore di tempismo nella chiusura dello stacco finale rispetto ai fuochi artificiali. Lo avevano detto: No Filter. E questo è il bello della diretta…

Tutto sommato bene ma non benissimo.

Gli Stones sono apparsi un po’ lenti e con molte imprecisioni. Carismatici ma non particolarmente energetici. Purtroppo (o per fortuna) essere i Rolling Stones comporta un’aspettativa a dir poco alta e per noi il detto ‘sono gli Stones e possono fare come gli pare’ non vale.

Anche l’organizzazione non è stata delle più eccelse. La location seppur suggestiva non era probabilmente la più adatta: la visuale del palco da circa metà prato era minima causa una leggera salita del terreno, i bagni erano sicuramente pochi per la mole di pubblico, le uscite mal segnalate. Niente di particolarmente grave, intendiamoci.

Considerando però il prezzo del biglietto (più di 120€) e l’aspettativa per delle leggende come gli Stones, resta un po’ l’amaro in bocca.

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