I 10 film più filosofici di sempre

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A cura di Luca Balzano.

Parlare di filosofia non è facile, e tanto meno è parlare di cinema filosofico.

La settima arte, a contrario della letteratura, fornisce allo spettatore immagine, suono e tempo.

“Il cinema è l’unica forma d’arte che – proprio perché operante all’interno del concetto e dimensione di tempo – è in grado di riprodurre l’effettiva consistenza del tempo – l’essenza della realtà – fissandolo e conservandolo per sempre.”  – Andrej Tarkovskij

La libertà –e la bravura– che contraddistingue un cineasta è il saper come comunicare al meglio un messaggio, un’ideologia, teoria o qualsiasi altra forma di messaggio, da sottotesti di trama intelligentemente sviluppati a dialoghi sottili, talvolta criptici e ben studiati.
Andiamo dunque a vedere, in ordine casuale, 10 film considerabili tra i più filosofici di sempre.

1) La Dolce Vita, Federico Fellini (1960)


Fellini dirige un Mastroianni che vittima degli eventi, che si lascia trasportare. Un uomo -metaforicamente- rinchiuso in gabbia.
Fellini sembra anche voler dare allo spettatore una rappresentazione dei sette peccati capitali, narrando le vicende durante sette notti. Il tutto girato in una Roma pittoresca e viva (a differenza di quella rappresentata -seppur per poco- ne’ “Il Sorpasso”, di Dino Risi, uscito due anni dopo). Non c’è niente di meglio di una “Dolce Vita”, ma tutto dipende dalle scelte che si fanno in essa.

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