Blade Runner: le principali differenze tra il film e il romanzo

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Nel 1968 il visionario scrittore Philip K. Dick (autore tra l’altro del romanzo “La Svastica sul Sole”) scrive “Do androids dream of electric sheep?”; uno dei titoli più brutti della storia della letteratura mondiale legato ad uno dei romanzi di fantascienza più belli di sempre.
Nel 1982 esce al cinema la trasposizione del romanzo di Dick, “Blade Runner” : la consacrazione a livello artistico sia di Ridley Scott (regista) che di Harrison Ford (attore protagonista). il film inizialmente è un insuccesso, la critica prendeva di mira soprattutto il ritmo del film che giudicava eccessivamente lento; inoltre alcuni critici affermarono che le tematiche presenti nel libro erano state sacrificate per dare più spazio all’estetica e alla forma.Tuttavia col passare del tempo il film acquisì lo status di film di culto, e soprattutto con l’uscita dell’edizione Final Cut (edizione su cui Scott ha avuto piena libertà, e l’edizione di riferimento per questo articolo), distribuita nel 2007, in occasione dell’anniversario di 25 anni dalla prima uscita al cinema del film, la critica cambiò totalmente opinione.

Ridley Scott e Harrison Ford sul set del film

A questo punto occorre però dire che il film non segue pedissequamente le vicende narrate nel libro, anzi in alcuni casi queste vengono cambiate in modo totalmente arbitrario.

La differenza principale tra romanzo e film è il contesto socio-culturale: mentre nel film viene solo accennato, nel libro viene esplicitato nei minimi particolari a partire dalla religione fittizia che si è formata attorno al santone “televisivo” di nome Wilbur Mercer, passando per la grande importanza che le persone danno al possesso di un vero animale e non alla copia cibernetica dello stesso, descrivendo anche il cambiamento di emozione volontario tramite il modulatore Penfield, giungendo infine alla condivisione di coscienza tramite la scatola empatica. Inoltre il libro è ambientato nella baia di San Francisco,che viene descritta in modo da trasmettere un senso di vacuità e solitudine non indifferente, mentre il film è ambientato a Los Angeles, rappresentata come città caotica ed estraniante. Sempre legato al tema socio-culturale nel libro ha molta importanza è la depressione generale in cui tutto la popolazione descritta è caduta; a questo proposito riveste una fondamentale importanza il modulatore di emozioni, in grado di cambiare l’umore delle persone che vi si collegano quasi a privarli della loro condizione umana, quasi a renderli androidi stessi (analoga funzione ha la scatola empatica sebbene siano presenti forti differenze con il modulatore).
Infatti un altro punto su cui film e libro divergono è proprio questa quasi “robotizzazione” dell’essere umano: tutto il film ci porta ad empatizzare con gli androidi ,e soprattutto con il leader dei fuggitivi, Roy Batty ( interpretato perfettamente dall’attore olandese Rutger Hauer)e con l’androide di cui il protagonista si è innamorato Rachel, poiché essi sono descritti quasi come se fossero degli esseri umani con il solo desiderio di vivere; al contrario nel libro sono gli umani ad essere simili agli androidi: essi perdono la loro umanità (soprattutto i cacciatori di androidi) in favore di quella freddezza tipica degli automi. Inoltre non riescono più a gestire la loro emotività e man mano che crescono diventano sempre più dipendenti dalle macchine.Dunque nel suo film Scott cambia proprio il perno principale attorno al quale ruota tutta la storia cambiando in un certo senso il senso che la storia ha.A causa di questi cambiamenti, o mancati riferimenti, nel film è diversa anche la caratterizzazione dei personaggi e qui tratterò il cambiamento dei due personaggi principali del romanzo: Rick Deckard e Rachel Rosen (il leader dei replicanti nel romanzo ha un ruolo più marginale, dunque ritengo inutile inserirlo dato che nel libro non riveste quell’importanza che invece ha nel film).

Rick Deckard nel libro viene descritto come un uomo distrutto a causa dei suoi molti problemi: ha problemi economici, infatti il “ritiro” degli androidi diventa un’occasione per arricchirsi, e problemi familiari, sua moglie (sì, nel libro è sposato) soffre di depressione ed è dipendente dal “modulatore” di emozioni”. Inoltre il personaggio ci viene presentato in profonda crisi spirituale, e leggendo il romanzo si evince che il protagonista si troverà di fronte un bivio da lì a poco.Nel film invece la figura di Rick cambia totalmente: non è più un uomo cupo e problematico bensì diventa lo stereotipo del detective scaltro, risoluto e solitario dei film noir degli anni 40/50. L’unico tratto che hanno in comune i due personaggi è il periodo di crisi in cui i due si trovano. Inoltre nel film viene avanzata l’ipotesi che Rick sia un replicante (visione condivisa da Scott ma osteggiata sia da Harrison Ford che da Rutger Hauer), cosa che nel libro viene smentita da un episodio in particolare.

Rachel nel film viene descritta come un androide inconsapevole: questa crede infatti di essere un’umana, e lo sembra a tutti gli effetti dato che pare sia in grado di provare amore  e altre emozioni,sensazioni e sentimenti umani. Inoltre nella pellicola lei ama Rick.
Nel libro (che approfondisce di più questo personaggio) lei è un androide consapevole di esserlo e non ha (come del resto non le ha nessun androide all’interno del libro) le caratteristiche umane che sembrano appartenere alla Rachel cinematografica. é spietata,  fredda e calcolatrice, il  tipico androide malvagio che tutti immaginano. Inoltre è significativo che nel romanzo la donna androide seduca Rick con il solo scopo di instillare in lui il dubbio morale riguardo l’uccisione di altri androidi ( nel libro lei stessa afferma di aver sedotto altri cacciatori con lo stesso scopo).

Lo scrittore e il Regista insieme

P.S. Ci tengo a esplicitare il fatto che omesso le differenze minori per il semplice fatto che ritengo che le due opere in questioni vadano visionate entrambe (leggete il libro e vedete il film se non lo avete ancora fatto!): in parole povere non volevo anticipare nulla che non fosse strettamente necessario.

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