Oppenheimer: che ruolo ebbe Enrico Fermi, il fisico premio Nobel italiano

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Ci riuscì il 2 dicembre 1942, quando il reattore Chicago Pile-1 entrò in funzione e raggiunse l’obiettivo, cambiando fondamentalmente la storia dell’energia e, di fatto, la storia umana. A quel punto si trattava solo di riutilizzare questo meccanismo per la costruzione di una bomba, cosa auspicata nella lettera al presidente.

Fermi venne trasferito a Los Alamos, dove si trovava anche Oppenheimer, per occuparsi della “divisione F” (chiamata così dal suo cognome) occupandosi della famosa bomba termonucleare detta Super proposta da Edward Teller. Ovviamente era presente al momento del Trinity Test, allorché fu anche utilizzato un suo metodo per calcolare la portata dell’esplosione.

Leggenda vuole poi che proprio Fermi, durante il test, terrorizzò le guardie e i non-addetti ai lavori raccogliendo scommesse circa la possibilità che la bomba desse fuoco all’atmosfera, distruggendo il pianeta. Possibilità remota naturalmente, ma i non-fisici presenti non potevano saperlo.

Insomma, si può dire che il contributo di Fermi al lavoro di Oppenheimer fu più che fondamentale: praticamente gli fornì l’energia stessa per fare esplodere la sua bomba. Senza il suo contributo probabilmente non ci sarebbe stato nessun test, o sarebbe arrivato troppo in ritardo, forse, per vincere la guerra.

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