Oppenheimer, Murphy e il momento di tensione con Clarke

Durante un'intervista al podcast Happy Sad Confused, Cillian Murphy ha ricordato le riprese di un'intensa scena in Oppenheimer

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Cillian Murphy ricorda la scena di Oppenheimer che l’ha spaventato

In Oppenheimer, ultima fatica di Christopher Nolan che vede Cillian Murphy nei panni del fisico americano che con i suoi studi ha portato all’invenzione della bomba atomica (qui la nostra recensione), una delle sequenze più intense è quella in cui il nostro protagonista viene ferocemente interrogato da Roger Robb, interpretato da uno splendido Jason Clarke. Murphy ha ricordato quei momenti, girati in una piccola stanzetta, durante un’intervista al podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz. L’attore irlandese ha ricordato di come la veemenza di Clarke l’abbia spaventate.

Abbiamo girato la sequenza nelle ultime due settimane di riprese – dice Cillian Murphy. Alla grande resa dei conti, in particolare, abbiamo dedicato mezza giornata circa. Abbiamo girato l’intera udienza in ordine cronologico, alla fine del film, cosa abbastanza rara. Tutti erano dunque molto stanchi ma anche molto concentrati. Mi sembrava di essere a teatro: una compagnia d’attori in una location terribilmente piccola, tutti schiacciati in una stanza. Ma ci siamo impegnati e abbiamo girato queste splendide scene, Jason Clarke è un attore meraviglioso, mi ha dato molto.

Nella scena in cui ho tutte le luci addosso che escono dalla finestra, sembrava che Chris [Nolan, ndr] gli avesse detto qualcosa prima di girare, e poi la macchina da presa ha iniziato a muoversi verso il basso, come se sfosse su una specie di grande carrello. Non ne sono sicuro, ma pensavo che mi avrebbe colpito. Jason Clarke era scandalosamente aggressivo. Era come se si stesse muovendo verso il basso con la telecamera e noi stessimo improvvisando. Era intimidatorio, ma eccellente, ed è stata questa ripresa a entrare nel film.

Cillian Murphy aveva già parlato della scena dell’interrogatorio di Oppenheimer con Collider dicendo:

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La sezione del film su cui ho amato di più lavorare è stata quella nella stanza, nel 2022, quando eravamo tutti in udienza. Abbiamo girato in questa piccola, merdosa stanzetta. Non c’erano muri mobili o cose del genere; eravamo tutti lì dentro con questa enorme macchina da presa. Sembrava quasi di recitare in uno spettacolo teatrale

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