Sanctuary: Recensione del film con Margaret Qualley | Festa del Cinema di Roma

La nostra recensione di Sanctuary, ottimo thriller erotico con Margaret Qualley, in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e dal 17 Novembre al cinema.

Sanctuary
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Il primo film davvero d’impatto presentato alla Festa del Cinema di Roma 2022 è Sanctuary di Zachary Wingdon, con Christopher Abbott e una incredibile Margaret Qualley, in uscita il prossimo 17 Novembre. Un film fondato sull’eros e un pericoloso gioco di matrice sado-maso, ma soprattutto un brillante thriller psicologico, dominato da due grandissimi attori.

Il film prosegue la gloriosa tradizione inaugurata nel 1974 da Liliana Cavani con Il portiere di notte, con Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, proseguita con un cult movie come Secretary di Steven Shaiberg, con James Spader e Maggie Gyllenhaal. Ma questa volta, nel complesso rapporto di codipendenza tra vittima e carnefice, la parte dominante è quella femminile.

Sanctuary: La trama

Rebecca (Margaret Qualley) e Hal (Christopher Abbott) sono legati da tempo da un solido accordo commerciale, per l’assoluta felicità di ambo le parti. Lui è l’erede di un gruppo alberghiero del valore di 185 milioni di dollari, lei è una dominatrice professionista. Insieme, hanno già portato a termine un considerevole numero di “sessioni” soddisfacenti.

Ma ora tutto sta per cambiare. Cosa potrebbe accadere se Hal, pronto a succedere al defunto padre come Amministratore delegato, decidesse di troncare per sempre il rapporto, riprendere le redini della sua vita come “vincente”? E soprattutto, cosa potrebbe accadere se nel suddetto rapporto si fossero ormai insidiati, perfino consolidati dei veri sentimenti d’amore?

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Sanctuary: Recensione

Sanctuary
Dopo l’anteprima di Roma Film Fest, Sanctuary è al cinema dal prossimo 17 Novembre

Molto oltre la semplice prestazione a pagamento, Sanctuary esplora l’eros contemporaneo, le sue perversioni e quel torbido gioco di potere alla base di un numero sempre più significativo di rapporti reali. Ovvero, la scelta che vede una miriade di grandi manager e tycoon dell’industria, sottoposti a continue, forti pressioni, trovare conforto e sollievo nel ruolo di slave.

La bellezza di Sanctuary, come per altro i sopracitati Secretary e Il portiere di notte, è non limitarsi alla dinamica vittima-carnefice, o meglio dominatrix-slave, ma indagare la complessità di quelli che sono a tutti gli effetti rapporti di codipendenza affettiva e sessuale, legami indissolubili, dove nessuna delle due parti può esistere senza l’altra.

Il film si svolge interamente in una stanza chiusa, tra il corridoio, l’ascensore e una lussuosa stanza d’albergo, ed è incentrato interamente sulla performance dei due attori protagonisti. Margaret Qualley e Christopher Abbott attraversano così tutte le fasi del gioco di ruolo, finendo per cambiare più volte pelle, mostrare un volto inaspettato e inedito.

La dominatrice può diventare così una ragazza innamorata, o magari una ricattatrice, lo slave può diventare improvvisamente volitivo e perfino violento, eppure, da spettatori, difficilmente riusciremo a capire dove finisca il gioco, il travestimento, la recita, e dove inizi la realtà di due persone che forse hanno iniziato stranamente, inaspettatamente a sviluppare dei sentimenti.

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Il lato meno convincente del film appartiene forse al regista Zachary Wingdon, quando cerca platealmente l’effetto Gaspar Noé, rovesciando la macchina da presa e il volto degli attori. Di contro, la sceneggiatura e quegli stessi attori, sequenza dopo sequenza, sanno condurre un ottimo thriller erotico oltre il mero intrattenimento, verso l’iperuranio di un cult come Secretary.

Quanto a Margaret Qualley, dopo C’era una volta a Hollywood e la serie Netflix Maid, non possiamo che confermare non si tratti semplicemente di una bellissima, brava giovane attrice, ma di una delle interpreti più incredibili, intense e versatili della sua generazione.

E se la Hollywood contemporanea non fosse così tremendamente moralista, sottomessa alla dittatura “politicamente corretto”, ci sarebbe davvero da auspicare quantomeno una candidatura all’Oscar come Migliore attrice per Margaret Qualley, la sua imprevedibile interpretazione di una dominatrice dal volto d’angelo.

Sanctuary: Il cast

Margaret Qualley: Rebecca

Christopher Abbott: Hal

Sanctuary: Trailer originale