Dahmer, una cronista dell’epoca critica la serie

La giornalista Anne Schwartz che lavorava a Milwaukee negli anni '90, ha criticato la nuova serie Netflix dedicata a Jeffrey Dahmer

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Mostro – La storia di Jeffrey Dahmer, la nuova miniserie Netflix di Ryan Murphy che racconta le atrocità commesse da quello che è divenuto noto come il Il cannibale di Milwaukee (qui la nostra recensione) continua ad essere al centro del dibattito online. Lo show è stato molto apprezzato fin dalla sua uscita sulla piattaforma per la grande attenzione messa nel raccontare i fatti come sono realmente accaduti. Tuttavia la serie ha anche attirato su di sè diverse critiche proprio da questo punto di vista. Anne E. Schwartz ad esempio, giornalista che lavorava per il  Milwaukee Journal al momento dell’arresto di Dahmer, afferma che lo show “non assomiglia molto ai fatti del caso“. 

Alle persone che guardano la serie Netflix di Ryan Murphy e dicono: “Oh mio Dio, è terribile”. Voglio dire loro che non è andata esattamente così. 

Schwartz lavorava come giornalista di cronaca nera quando ha ricevuto una soffiata da una fonte della polizia che una testa umana e varie parti del corpo erano state scoperte all’interno di un appartamento. È andata a casa di Dahmer e, dice, ha fatto capolino all’interno. 

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Sono stata una giornalista di cronaca nera per cinque anni, quindi so che odore si sente quando entri in un edificio in cui c’è un cadavere o un corpo in decomposizione. Non era quello. Era un odore molto chimico

La giornalista critica inoltre il modo razzista e omofobo col quale sono rappresentati gli agenti di polizia nella serie.

Ho passato molto tempo con loro, intervistando le persone che erano sulla scena del crimine. Anche in questo caso si tratta di una drammatizzazione, ma in un momento in cui non è esattamente facile per le forze dell’ordine ottenere fiducia e farsi accettare dalla comunità, non è una rappresentazione molto utile

La Schwartz spiega infine come anche il personaggio di Glenda Cleveland, vicina di Dahmer nella seie, sia stato raccontato in modo errato. La donna infatti non viveva nell’appartamento di fianco a quello del killer, ma in un altro edificio.

Nei primi cinque minuti del primo episodio c’è Glenda Cleveland che bussa alla sua porta. Niente di tutto ciò è mai successo. Ho avuto problemi ad accettare la serie, perché sapevo che non era accurato. Tuttavia le persone non la guardano in quel modo, la guardano per divertimento. Ma la gente a Milwaukee pensa che questa sia un’orribile macchia per la città, non vogliono più pensarci

Che ne pensate?

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Avatar di Matteo Furina
In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.