Friends, Kudrow: “Autori non avevano diritto a raccontare di neri”

Parlando con il The Daily Beast, Lisa Kudrow è tornata a parlare della mancanza di rappresentazione in Friends

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Una delle polemiche che maggiormente stanno tenendo banco in questi ultimi mesi è quella che riguarda la totale assenza di personaggi di colore all’interno dell’amatissima sit-com Friends. Anche Lisa Kudrow, volto di Phoebe nello showv, nel maggio 2020 aveva riconosciuto che la serie aveva una grave mancanza di diversità nell’arco delle sue 10 stagioni. L’attrice aveva detto che se lo show fosse mai tornato in TV, “non avrebbe mai avuto un cast tutto bianco”. 

In una nuova intervista con il The Daily Beast, tuttavia, la Kudrow ha in qualche modo giustificato la mancanza di diversità della sit-com originale, o almeno ne ha dato un senso. L’attrice ha detto infatti che i creatori di Friends David Crane Marta Kauffman “non avevano il diritto” di raccontare storie di persone di colore dato il loro background.

 Penso che fosse come uno show creato da due persone che sono andate all’Università Brandeis e hanno scritto delle loro vite dopo il college – ha detto l’attrice. E nelle serie, specie quando si tratta di una sit-com incentrata sui personaggi, scrivi di quello che sai. Non hanno il diritto di scrivere storie sulle esperienze di vita che nascono dall’essere una persona di colore. Penso che a quel tempo il grosso problema che vedevo fosse: “Dov’è l’apprendistato?”

Di questo argomento ha recentemente parlato anche Marta Kauffman, co-creatrice di Friends che, parlando con il Los Angeles Times, si era detta imbarazzata dalla mancanza di diversità dello show.

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Mi ci è voluto molto tempo per iniziare a capire come avevo interiorizzato il razzismo sistemico – aveva detto. Ho lavorato sodo per diventare un alleato, un antirazzista. E questa donazione mi sembrava un modo di dare il mio contributo dal punto di vista di una donna bianca. È stato dopo quello che è successo a George Floyd che ho iniziato a lottare contro il fatto di aver accettato il razzismo sistemico in modi di cui nenache sapevo. Quello è stato davvero il momento in cui ho iniziato a esaminare i modi in cui avevo partecipato. Sapevo che dovevo correggere il tiro. Io voglio profondamente, profondamente questa connessione con la comunità nera che non ho avuto. A causa di Friends, non l’ho mai raggiunta.

Ho imparato molto negli ultimi 20 anni. Ammettere e accettare di aver sbagliato non è facile. È doloroso guardarsi allo specchio. Sono imbarazzata di non averlo saputo 25 anni fa. Ora sento di essere stata finalmente in grado di fare la differenza in questo ambito. Devo dire che, dopo aver accettato questa cosa e dopo che ho smesso di sudare, non mi sono sentita alleggerita, ma sollevata. Ma finché nella mia prossima produzione non riuscirò a fare per bene un lavoro sull’inclusione, non sarà finita. Voglio assicurarmi d’ora in poi in ogni produzione che realizzo di essere consapevole di assumere persone di colore e di ricercare attivamente i giovani scrittori di colore. Voglio sapere che d’ora in poi agirò diversamente. E poi mi sentirò libera

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Avatar di Matteo Furina
In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.