Demi Lovato incolpa il patriarcato per averla repressa come non-binaria

Demi Lovato sul ruolo del patriarcato nella repressione della sua sessualità non-binaria

Demi Lovato
Credits: Demi Lovato / YouTube
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Demi Lovato attacca il patriarcato per aver limitato la sua fluidità di genere

“Ho vissuto la mia vita per anni, cercando di farmi piccola per il patriarcato“. Così dice Demi Lovato, la cantante pop recentemente dichiaratasi non-binaria. Ossia, per chi ancora non lo sapesse, individuo che non si identifica né nel genere maschile, né in quello femminile. In inglese, ora ci si riferisce a lei/lui come “loro”. Noi proseguiamo con il pronome femminile per una banale esigenza di semplicità.

“Quando l’ho realizzato”, prosegue la Lovato in un’intervista con Jane Fonda “Ho pensato: ‘In che modo il patriarcato mi ha trattenuta?‘ E per me, era mettermi in una scatola e dirmi: ‘Tu sei femmina, così devi essere, questo dovresti fare, non sognare più in grande e non parlare ad alta voce'”. Questo lo sfogo di una artista al centro della scena, come donna, per oltre un decennio.

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L’annuncio del suo nuovo orientamento sessuale è giunto poco tempo fa. “Oggi è un giorno nel quale sono felice di condividere più della mia vita con tutti voi. Sono orgogliosa di farvi sapere che mi identifico come non-binaria e cambierò ufficialmente il mio pronome in loro [they/them] andando avanti”. Così annunciava via social un paio di settimane fa.

Star in forza alla Disney fin da una giovane età, Demi Lovato ha recentemente fatto luce su molti aspetti oscuri della sua carriera, con il documentario Dancing with the Devil e con il suo ultimo album a tema. ha parlato di aver perso la verginità come vittima di un traumatico stupro, dei suoi ricorrenti problemi con le droghe e della sua overdose nel 2018.