Le 10 migliori interpretazioni di Daniel Day-Lewis [LISTA]

Un viaggio alla scoperta di una vera leggenda.

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La migliori interpretazioni di Daniel Day-Lewis

7. Newland Archer – L’età dell’innocenza, Martin Scorsese (1993)

L’età dell’innocenza è il dramma in costume secondo Martin Scorsese, che per l’occasione si cimenta con il romanzo di Edith Wharton. La parentesi dalla roboante New Hollywood è l’opportunità per Scorsese per filtrare, attraverso una storia d’amore, il suo sguardo sulla società.

Daniel Day-Lewis

Daniel Day-Lewis è la cerniera tra le due anime del film, la convenzione sociale e la sfida ai dogmi, incarnate dalle due donne del film. Archer si troverà scisso tra l’ipocrisia aristocratica rappresentata da May Welland (Winona Ryder), e la modernità predatrice dell’affascinante Ellen Olenska (Michelle Pfeiffer). Un personaggio dalla caratterizzazione a tutto tondo, che Day-Lewis riesce a rendere in tutta la sua nobile complessità.

6. Gerry Conlon – Nel nome del padre, Jim Sheridan (1993)

Non L’età dell’innocenza, ma il suo prezzo: il film di Jim Sheridan prende le mosse dalla vicenda di Gerry Conlon, ingiustamente accusato insieme a tre suoi amici di essere l’autore di un attentato terroristico attribuito all’IRA. L’opera è sicuramente una delle più apertamente politiche tra le poche che contano il nome di Daniel Day-Lewis.

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Ma nella recitazione di Day-Lewis coesistono il volto della denuncia e quello di una delicatissima storia famigliare. Nell’esperienza del carcere Gerry Conlon ricostruisce il rapporto con suo padre, e riabilitare il suo nome diventa la sua missione di vita. La straziante intensità che emerge dalla prova di Day-Lewis nasce quindi da questa storia così umana da diventare universale, rimanendo uno dei più infuocati e vigorosi tra i suoi ruoli drammatici.

5. Bill il macellaio – Gangs of New York, Martin Scorsese (2002)

La seconda collaborazione di Daniel Day-Lewis con Martin Scorsese è per l’attore il primo film del nuovo secolo, dopo la lunga pausa italiana lontano dai set. E siamo ad un film diametralmente opposto al classicismo de L’età dell’innocenza. Scorsese torna al sangue, alla violenza, e approda alla sua opera forse più estrema in questo senso: il macellaio, il mattatore di questa brutalità è proprio Day-Lewis.

Daniel Day-Lewis

Gangs of New York è uno di quei film che non metterà mai tutti d’accordo. Se possiamo discutere per ore sull’effettiva riuscita di questa epopea gangster ante litteram, è certamente indubbia la potenza della performance di Daniel Day-Lewis. Sconvolge ancora la ferocia del suo personaggio, in una prova esemplare che quasi oscura i bravissimi Leonardo Di Caprio e Cameron Diaz.

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4. Abraham Lincoln – Lincoln, Steven Spielberg (2012)

C’è un grande precedente nella trasposizione cinematografica della vita del sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America. L’Abramo Lincoln di John Cromwell valse infatti anche a Raymond Massey l’Oscar come migliore attore protagonista. Probabilmente Steven Spielberg, con il suo magniloquente biopic, ha permesso a Day-Lewis di riscrivere gli albi, settando un nuovo e impietoso metro di confronto.

Daniel Day-Lewis

In questo caso, più che di Metodo, dovremmo parlare di una sorta di trasfigurazione mistica. Daniel Day-Lewis non porta in scena Abrahm Lincoln, è Abrahm Lincoln: è andato ben oltre le regole del lavoro dell’attore sul personaggio. Partendo da una preparazione granitica sulle fonti storiche, giunge ad un’immedesimazione praticamente totale, nelle fattezze così come nelle espressioni, che gli è valso il terzo e ultimo Oscar finora.