Gli attori ed il Metodo – Quando viene superato ogni limite

Attori e "metodo" - Quando il limite viene superato

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Esistono più modi di interpretare un personaggio.

Gli attori ed il Metodo – Quando viene superato ogni limite – Si può scegliere una via più “facile”, documentandosi sul personaggio e cercare di rappresentarlo al meglio. Oppure si può diventare il personaggio. Per capire come nasce questa idea dobbiamo tornare indietro fino agli anni ’30, all’inizio dell’epoca del sonoro.

Il Method Acting nasce a New York dal lavoro di tre insegnanti, Strasberg (nome con cui il metodo è ancora oggi conosciuto), Adler e Meisner. I tre partirono dal metodo Stanislavskij per portarlo a nuove conseguenze. Il metodo Strasberg prevede infatti che gli attori si perdano nel loro personaggio, ricreando le emozioni grazie al ricordo generato da un’esperienza analoga a quella del personaggio.

Il metodo divenne particolarmente famoso negli anni ’50 grazie a due grandissimi attori come James Dean e Marlon Brando. Da allora ci sono stati parecchi attori che hanno scelto questa via e molti, in almeno un’occasione, hanno passato i limiti dettati dal buon senso (e non solo). Sono tante infatti le storie che ci arrivano dai set di attori che hanno preso un pelo troppo sul serio il loro lavoro.

Jim Carrey in Man on the Moon si trasformò letteralmente in Andy Kaufman

Una delle più conosciute ed incredibili è senza dubbio è quella che ha coinvolto Jim Carrey. L’attore interpretò infatti Andy Kaufman, noto comico americano, nel film di Milos Forman, Man on the Moon (1999). Carrey entrò così tanto nel personaggio da diventare Andy, tanto da riferirsi a Carrey come un’altra persona. Insistette inoltre perché il wrestler Jerry Lawler (con cui il vero Kaufman si battè) riproducesse su di sé la stessa mossa che mandò all’ospedale il comico.

Un’esperienza raccontata di recente in Jim and Andy: The Great Beyond, documentario Netflix fortemente voluto da Carrey che mostra molto materiale inedito del backstage. Carrey si spinse veramente oltre, abbandonando per qualche settimana la propria identità per abbracciare quella di Kaufman e del suo alter ego Tony Clifton.

Ma Jim Carrey è in ottima compagnia.

Quando Christian Bale arrivò a pesare solamente 54 chili

Gli attori ed il Metodo – Quando viene superato ogni limite – Molti attori hanno intrapreso diete particolari per prepararsi ad interpretare un ruolo. Christian Bale prese molto sul serio questa questione, arrivando a pesare soltanto 54 chili prima di lavorare in The Machinist, Brad Anderson (2004). Un peso impressionante per un uomo alto 1 metro e 83, che non era nemmeno previsto dallo scrittore, che aveva preso la sua altezza di 1 metro e 68 circa come dato di riferimento.

Un peso che quindi non sarebbe risultato così estremo. L’attore britannico però insistette perché il peso non venisse cambiato e raggiunse il peso mangiando soltanto una mela ed una scatoletta di tonno per parecchie settimane.

Bale recuperò poi subito il proprio peso dovendo interpretare Batman nel primo capitolo della trilogia di Christopher Nolan dedicata all’uomo pipistrello.

Non solo mente quindi, ma anche corpo.

Nicholas Cage, un dente del giudizio e la fasciatura al volto

Nicholas Cage è da sempre considerato uno degli attori più eccentrici di Hollywood ed ha sempre preso in maniera seria il Metodo. In Birdy, Alan Parker (1984) Cage interpreta un reduce del Vietnam. Per entrare nel personaggio, che ha subito delle ferite di recente, si fa estrarre un dente del giudizio senza anestesia.

Come se non bastasse, tenne il volto fasciato per varie settimane, per provare su sé stesso il fastidio di non potersi togliere le fasce. Cage riesce così a provare sulla propria pelle il dolore del suo personaggio, un dolore vero che ovviamente si riflette sulla sua recitazione.

Daniel Day-Lewis costruì una casa nel bosco per viverci

Come finire se non citando quello che è forse il principale attore di metodo del cinema contemporaneo. Daniel Day-Lewis è infatti da molti considerato il migliore, tanto da venire spesso paragonato a Marlon Brando.

Per preparare il proprio personaggio per il film The Crucible, l’attore visse un’estate in una casa in mezzo al nulla, senza elettricità ed acqua corrente, che costruì con le proprie mani con i soli strumenti esistenti all’epoca del film. Scambiò anche la sua moto per un cavallo per immergersi completamente nel diciassettesimo secolo.

Per LincolnSteven Spielberg (2012) Day-Lewis si rifiutò di uscire dal personaggio, parlando continuamente come Abe Lincoln per tutta la durata delle riprese. Non solo: l’attrice Sally Field ha dichiarato che già sette mesi prima dell’inizio delle riprese l’attore cominciò a scriverle dei messaggi come avrebbe fatto Lincoln, obbligandola a rispondere a tono.

Come lo stesso Day-Lewis ha dichiarato, “i film non cominciano solo quando la macchina da presa comincia a girare“.

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