Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani, Recensione | RFF15

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani è al cinema dal prossimo 29 Ottobre. La nostra recensione dopo l'anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2020 #RomaFF15

Palm Springs

Dopo il successo al Sundance Festival Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani di Max Barbakow approda alla Festa del Cinema di Roma.

Romanticismo, buddy movie e un infinito loop temporale si incontrano al crocevia di Palm Springs, in occasione di una pretenziosa festa di matrimonio. E da un mix tanto esplosivo, non può che scaturire una commedia brillante, dall’inaspettato retrogusto esistenziale.

C’era grande attesa intorno al primo lungometraggio di Barbakow, cresciuto tra l’American Film Institute e la scuola cubana di Werner Herzog. Un filmaker dall’ironia irrefrenabile, capace di firmare nel 2013 un documentario come Mommy, I’m a bastard!, incentrato sulla rocambolesca storia della sua adozione.

Adam Samberg del Saturday Night Live e Cristin Milioti di How I Met Your Mother diventano così i protagonisti di un’avventura pericolosamente in bilico tra Ricomincio da capo e Wedding Crashers – Due single a nozze.

Dopo Tenet di Christopher Nolan e Dark 3 torniamo così nell’insidioso territorio dei loop temporali. Ma niente paura. Rompicapi e paradossi quantistici lasciano qui il posto a 87 minuti d’intrattenimento puro, sapido ma leggero.

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani: la Trama

Adam Samberg e Cristin Milioti sono i protagonisti di Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani

Nyles (Adam Samberg) si ritrova al fianco di una fidanzata scema, infedele e scarsamente affettuosa in un noiosissima festa di matrimonio. Punta allora la sorella della sposa, Sarah (Cristin Milioti), perfino più ubriaca e annoiata di lui.

La povera Sarah non sa che quell’incontro, in effetti si è già consumato tante volte. Nyles è infatti prigioniero di un loop temporale, costretto a rivivere quell’assurda giornata ancora e ancora, probabilmente per l’eternità.

Quando Nyles trascina inavvertitamente Sarah nel loop, non restano che due opzioni: darsi impunemente alla pazza gioia, oppure sfidare il misterioso paradosso temporale, anche a costo della vita.

Palm Springs : la recensione

Dimenticate pure la famigerata “manovra a tenaglia temporale” di Tenet. Qui il paradosso quantistico torna agli antichi fasti di Groundhog Day, Ricomincio da capo, cult movie di Harold Hamis del 1993 con l’ineffabile Bill Murray.

Non a caso, Bill Murray era tra i padri fondatori del Saturday Night Live, mentre Adam Samberg rappresenta uno dei nuovi volti dello storico show NBC. Il suo sorriso indolente e beffardo, noto ai fan di Brooklyn Nine-Nine, si presta perfettamente allo scenario di Palm Springs.

Le feste di matrimonio sono un grande must della cinematografia americana. Le commedie popolate da damigelle ubriache, intraprendenti invitati, disastrose rivelazioni, equivoci, segreti e bugie, in realtà erano già innumerevoli.

Perché non mixare questi classici ingredienti con del sano dark humor, ma soprattutto un assetto moderno, inaspettato e fantascientifico? Max Barbakow riesce nella non facile impresa di condurre la nave in porto.

Palm Springs è anzitutto un film ben scritto e ben girato, capace di bilanciare elementi eterogenei senza scadere nella banalità, forte di un’estetica decisamente accattivante, oltre a una serie continua di invenzioni, tanto sul piano visivo che narrativo.

Dal punto di vista comico poi, Palm Springs esprime un’ironia tagliente. Ma rispetto agli alfieri del dark humor americano, da Seth Rogen a Seth Mac Farlane, resta un passo indietro, senza travalicare il limite della volgarità estrema, ostentata, utilizzata come arma di provocazione.

Il risultato è comunque una stramba romantic comedy, felicemente anomala, dove l’incontro fatale è spogliato di ogni ipocrisia. Perché la storia d’amore di Nyles e Sarah, in fondo, racconta un dilemma poco fantascientifico, ma decisamente umano.

È meglio restare avvoltolati nella sicurezza della routine, oppure uscire dalla comfort zone, rischiare tutto per inseguire una vita che davvero ci corrisponda?

Questa domanda domina l’intera parabola di Palm Springs. Senza contare che, evidentemente, la metafora del loop temporale racconta anche il nostro tempo, il senso di smarrimento di questo passaggio storico, dove abbiamo visto “la normalità” dissolversi senza preavviso.

Lo stato di cattività obbliga a fronteggiare tutte quelle domande, le verità e le angosce prima anestetizzate da una coltre di impegni. Così, anche Palm Springs riserva momenti d’intensa malinconia, e quel retrogusto amaro che è il requisito fondamentale di una buona commedia.

Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2020, il film di Max Barbakow vi aspetta al cinema dal 29 Ottobre. Date le premesse, non vediamo l’ora di vedere anche il suo prossimo lavoro: l’attesissimo Good Bad & Undead, con Jason Momoa e Peter Dinklage.

Il Cast

Andy Samberg Nyles 

Cristin Milioti Sarah

J.K. Simmons Roy 

Meredith Hagner Misty

Camila Mendes Tala 

Tyler Hoechlin Abe

Peter Gallagher Howard

Trailer ufficiale italiano

Per altre news, recensioni e approfondimenti continua a seguirci su La Scimmia Pensa.com