Achille Lauro “crocefisso”: censurato a Milano il cartellone provocatorio [FOTO]

Achille Lauro ancora e sempre al centro delle polemiche

Achille Lauro
Credits: Achille Lauro / YouTube

Le provocazioni di Achille Lauro, se tali si possono chiamare, sconvolgono ancora qualcuno e richiamano la censura

Come di certo ormai saprete, Achille Lauro è attivissimo negli ultimi giorni e nelle ultime settimane in preparazione dell’uscita del suo nuovo album, 1990, in uscita domani. Un lavoro attesissimo, vista l’enorme quantità di nomi importanti e altisonanti annunciati dall’ex-trapper come featuring.

Si promette un disco maestoso, che intenderà spiccare per originalità ed ambizione su tutto il panorama italiano. Un disco anticipato più che adeguatamente da una carriera in costante crescita ed evoluzione.

In questo senso Achille Lauro (senza dubbio con l’aiuto di un management competente) è riuscito più che bene a gestire la propria immagine in questi ultimi mesi, fin dal successo e dallo “scandalo” di Sanremo.

Lo si può criticare, lo si può ignorare, lo si può insultare, ma fatto sta che la sua è praticamente l’unica figura della musica italiana contemporanea a saper richiamare l’attenzione sempre e comunque. Tutte le sue provocazioni, certo, non sono altro che uno strumento pubblicitario: e chi ci casca, indignandosi, non fa che il suo gioco.

E le più recenti “provocazioni” di Achille Lauro sono sempre state naturalmente d’immagine. Nello specifico, ogni canzone del suo nuovo disco è stata annunciata con un’immagine relativa sui social: per ciascuna, una sorta di composizione con bambole simil-Barbie, che somigliano anche però a bambole gonfiabili, inserite in varie ambientazioni ludiche.

Ed è proprio una di queste ad essere stata oggetto di censura, recentemente, a Milano, dove sarebbe dovuta apparire in cartellone a Corso Como.

Il problema dell’immagine qui sopra non consiste certo nella rappresentazione di un Achille Lauro di plastica, seminudo, con tatuaggi ovunque, short rosa shocking brillanti e stivali femminili al ginocchio. No, il problema di certo è che il personaggio è “crocefisso” su una croce fatta, sembra, di caramelle alla fragola, di quelle da fiera.

Ancora la religione, quindi, che già in passato è stata toccata da Lauro in maniera sacrilega. Ma lui, come leggete, ancora una volta “se ne frega”. Game, set, match.

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