Contagion – il film che ci aveva messi in guardia da questa pandemia

Contagion, Coronavirus
Contagion (2011), di Steven Soderbergh

Contagion, pur non essendo un film perfetto, è una di quelle pellicole che ci aiuta a pensare

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Beth Emhoff (Gwyneth Paltrow), appena tornata da un viaggio d’affari a Hong Kong, accusa un malore improvviso. Trasportata urgentemente all’ospedale, Beth muore a causa di una malattia sconosciuta.
E’ l’inizio di una pandemia: un virus nuovo, sconosciuto e letale inizia a diffondersi in ogni parte del mondo.

Era il lontano settembre del 2011, quando il regista premio Oscar Steven Soderbergh, portò Contagion in anteprima e fuori concorso alla 68ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

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Contagion passò abbastanza inosservato all’epoca. La critica e il pubblico accolsero il film con un tiepido entusiasmo: al botteghino non andò male, raddoppiando il budget di produzione e sulle varie testate online e cartacee ottenne un punteggio medio. Eppure nelle ultime settimane il film è tornato sulla bocca di tutti. Warner Bros, casa distributrice del film, ha dichiarato che Contagion è ad oggi il loro film più richiesto e più visto, secondo solo alla saga di Harry Potter.

E il motivo è sotto gli occhi di tutti.

Soderbergh, regista poliedrico e discontinuo, si approccia alla sceneggiatura di Scott Z. Burns scegliendo un taglio documentaristico.
Luci naturali, inquadrature semplici impreziosite da una bellissima colonna sonora di Cliff Martinez. La pellicola vanta un cast d’eccezione: da Matt Damon a Kate Winslet, da Jude Law a Bryan Cranston, da Marion Cotillard a Laurence Fishburne.
Un film corale che ci descrive lo sviluppo di una epidemia che rischia di far cadere interi paesi nell’anarchia assoluta. Una rappresentazione realistica di una catastrofe che mette in luce la natura controversa dell’essere umano: egoista e coraggioso, compassionevole e speculatore, spavaldo e pieno di paura.

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Contagion, di Steven Soderbergh

E’ incredibile come il film di Soderbergh abbia in qualche modo predetto la pandemia che nelle ultime settimane sta mettendo a dura prova i cittadini, i sistemi sanitari e i governi del mondo.
E i punti in comune tra il Covid-19 e il Mev-1 non sono pochi: entrambi arrivano dall’Oriente, entrambi hanno origine da un terribile incrocio di virus tra due specie animali e, soprattutto, entrambi scatenano il panico nel mondo.
Ed è su quest’ultimo punto che lo sceneggiatore del film è tornato a esprimersi in questi giorni.

“Durante le nostre ricerche, i funzionari della sanità pubblica con cui ci consultammo, erano molto più spaventati dal panico e dalla disinformazione. C’è sempre qualcuno che si approfitta della situazione di crisi, come il personaggio di Jude Law nel film. E adesso sta succedendo la stessa cosa.”

In questi giorni, in cui tutto il nostro paese si ritrova prigioniero in casa, possiamo riflettere.
Il 2020 ci sta dando dei segnali importanti: non solo il Coronavirus, ma anche l’Australia in fiamme e l’invasione delle locuste in Africa.
Che uomini saremo quando tutto questo sarà finito? Torneremo alle nostre vite di sempre, pensando di essere davvero più forti della terra che ci ospita?
L’essere umano è una creatura straordinaria: pronta a uccidere per futili motivi ma alla fine ci ritroviamo affacciati ai balconi, a cantare belle canzoni, così ci sentiamo meno soli.

Contagion, pur non essendo un film perfetto, è una di quelle pellicole che ci aiuta a pensare e che ci mostra come la paura e l’egoismo siano più terrificanti di ogni virus.
Come dichiarato dallo stesso sceneggiatore del film:
“Una delle cose più importanti che ho imparato facendo ricerche per il film è che la salute pubblica è fondamentale. È un obbligo reciproco. Noi siamo la cura.”

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