Marc Jacobs fa causa ai Nirvana

Marc Jacobs Nirvana
-Credits: Nirvana / Flickr / davetoaster

Marc Jacobs ha deciso di continuare la battaglia contro la band di Kurt Cobain

Marc Jacobs, celebre stilista americano, è da tempo impegnato in una disputa legale con i restanti membri dei Nirvana per una questione spinosa. Sembrerebbe infatti che lo stilista avrebbe utilizzato il famoso logo della band, senza il permesso della band.

I due loghi a confronto

La maglietta venduta da Marc Jacobs farebbe parte della collezione chiamata ”Bootleg Redux Grunge” e ha evidentissimi punti in comune con il logo dei Nirvana. Nei primi atti del processo, l’accusa avvalorava la tesi che la maglietta fosse in una duplice condizione di scorrettezza per la band. Primo fra tutti, la concorrenza sleale dovuta al mettere in commercio un maglietta che richiamava così chiaramente il logo originale. In secondo luogo, il nome della collezione poteva falsamente portare a pensare ai fan della band che il prodotto di Marc Jacobs fosse venduto con il benestare dei Nirvana. Ovviamente, non era così.

Il giudizio iniziale

Il giudice che è stato chiamato a sentenziare sulla causa si è trovato d’accordo con l’accusa. Lui stesso ha dichiarato che per una persona qualsiasi sarebbe facile confondere i due loghi. Principalmente, oggetto di confusione sono sia il logo in sé per sé (con l’unica differenza delle iniziali M e J sugli occhi) e il font usato per la scritta Heaven. La confusione è un atto di concorrenza sleale piuttosto comune e facile da sfruttare per poter vendere sulle spalle di loghi e marchi forti come questo.

La controquerela

E’ solo di qualche giorno fa la notizia che i legali di Marc Jacobs sono tornati all’attacco a riguardo. Infatti sembrerebbe che Krist Novoselic e Dave Grohl abbiano ammesso di non conoscere la reale origine del logo, in quanto nessuno dei tre ha effettivamente creato di sua mano lo smile. Tanto è bastato per permettere alla difesa di diventare l’accusa, in quanto l’assenza di persone con conoscenza della creazione della presunta opera protetta da copyright costituisce una base per una querela. Seguiranno ovviamente nuovi risvolti sulla questione. E voi cosa ne pensate?

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