Sacha Baron Cohen spara a zero su Facebook:”Se paghi, puoi fare tutto”

Sacha Baron Cohen

Durante un summit contro l’odio e l’antisemitismo tenutosi a New York, l’attore Sacha Baron Cohen ha sparato a zero sui colossi del web come Google e sui canali dei social network come Twitter e Facebook. E le parole meno dolci, le ha riservate proprio all’azienda di Mark Zuckerberg, asserendo che avrebbe avallato gli annunci a pagamento di Hitler sulla soluzione finale.

Il problema principale, secondo l’attore che ha interpretato Borat e che doveva essere Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody, prima delle polemiche, si trova proprio nell’algoritmo che, a detta di Sacha Baron Cohen, amplificano le fake news.

“Gli algoritmi da cui dipendono queste piattaforme amplificano deliberatamente il tipo di contenuto che coinvolge gli utenti: storie che fanno appello ai nostri istinti di base e che scatenano indignazione e paura. Ecco perché YouTube ha consigliato miliardi di volte i video del cospiratore Alex Jones. È per questo che le notizie false superano le notizie reali, perché gli studi dimostrano che le bugie si diffondono più velocemente della verità… Come ho letto una volta, pensate a ciò che Goebbels avrebbe potuto fare con Facebook!”

Ecco quindi che dopo aver preso di mira YouTube, Sacha Baron Cohen dice la sua su Facebook, usando parole molto forti e sollevando un’ipotesi che potrebbe far storcere moltissimi nasi nell’azienda fondata da Mark Zukerberg. Il problema riscontrato da Cohen si trova principalmente nella ricerca di profitto senza un filtro etico.

“Se paghi, Facebook pubblicherà qualsiasi annuncio “politico” che desideri, anche se è una bugia . E ti aiuteranno persino a mirare tali bugie ai loro utenti per ottenere il massimo effetto! Sotto questa logica contorta, se Facebook fosse stato in circolazione negli anni ’30, avrebbe permesso a Hitler di pubblicare annunci di 30 secondi sulla sua ‘soluzione al problema ebraico’!”, attacca Sacha Baron Cohen

Cohen continua il suo attacco verso il colosso dei social network a causa di un semplice motivo. In primo luogo, non vorrebbe che “bigotti e pedofili abbiano diritto ad amplificare le loro opinioni“. Secondo poi, ritorna sulla scelta poco oculata di dare spazio ai negazionisti dell’Olocausto. Ricordiamo che l’attore ha recentemente smascherato un giro di pedofili (qui i dettagli), e che ha molto a cuore la tematica di un web pulito da queste nefandezze.

La soluzione a questo dilagare di fake news? Rendere queste aziende come grandi editori e far rispondere loro direttamente delle oscenità tout court che altri pubblicano. Solo così, secondi Sacha Baron Cohen, internet sarà un posto sano.

Non ha fatto attendere la risposta di un membro di Facebook che ha sottolineato il fraintendimento dell’attore inglese rispetto le policy del social network più famoso al mondo.

“Sacha Baron Cohen ha travisato le politiche di Facebook. Il discorso dell’odio è attualmente vietato sulla nostra piattaforma. Vietiamo le persone che sostengono la violenza e rimuoviamo chiunque loda o la sostiene. Nessuno, compresi i politici, può difendere o pubblicizzare odio, violenza o omicidi di massa su Facebook”

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